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Un normale giorno di guerra, a Cassino...

Sovente, quando si parla della battaglia di Cassino si è portati a descrivere le scene di battaglia senza quasi mai soffermarsi su quello che pensavano i soldati impegnati al fronte nei pochi momenti in cui potevano permettersi di riflettere.

 

 

 

Le foto del servizio riportato in questo articolo uscirono sul numero 16 della rivista "Neue Illustrierte Zeitung", del 18 aprile 1944.

 

DAI DIARI DI ALCUNI

SOLDATI TEDESCHI

 

o-o-o-o-o-o-o-o

 

 

13 Febbraio

"Sono in prima linea da diversi giorni ormai: Abbiamo preso nuove posizioni , vicine al nemico. Posso affermare che la battaglia della Somme (nella Grande Guerra 1915-18 - N.d.A.) non fu peggiore di questa.

E' spaventoso e c'è da inorridire a chiedersi quando finirà questa tragedia. L'aria vibra di bombe e di morte..."

 

25 Febbraio

"Caro padre,

Siamo in azione  da due settimane. Sono bastati pochi giorni, ne ho avuto abbastanza. Non abbiamo potuto dormire che dentro delle case e il fuoco di artiglieria ci costringeva di continuo a tenere il naso nel fango.

Nei primi giorni di bombardamento mi sono sentito molto strano e non ho mangiato nulla...a vedere queste cose ho perso l'appetito.

I due ragazzi del nostro paese non hanno avuto la licenza perché tutte i permessi erano sospesi e ora tutti e due sono stati fatti prigionieri. Spero che presto mi diano la licenza.

Della mia squadra non è rimasto vivo nessuno..."

 

15 Marzo

"Oggi su Cassino si è scatenato l'inferno. Cassino è a pochi chilometri, alla nostra sinistra, Da qui vediamo bene ogni cosa. Quasi mille aerei bombardano le nostre posizioni in città e sulle montagne. Non vediamo altro che polvere e fumo. I ragazzi che stanno lassù devono diventare matti.

Il suolo trema, come se ci fosse il terremoto..."

 

17 Marzo

"Nonostante tutte le bombe e le granate, ancora teniamo duro qui a  Cassino.

Oggi inaspettatamente ci hanno dato il cambio. Non pare che sia una cosa buona, perché è avvenuto così all'improvviso, ma l'importante è andarsene..."

 

18 Marzo

"Allo scalo B ci possiamo fare la barba e sopratutto ci spidocchiamo..."

 

20 Marzo

"Si, è stato troppo presto. Stanotte siamo tornati in prima linea, nel punto più fetente..."

 

22 Marzo

"Quel che ci capita è indescrivibile. In Russia non avevo mai provato nulla di simile; mai un attimo di pace, solo il pauroso tuono dei cannoni e dei mortai e, ogni tanto, gli aeroplani. Tutto è nelle mani del destino e molti ragazzi hanno già avuto il loro.

Il nostro caposaldo è fatto di pietre, se ci cade sopra una bomba è finita..."

 

25 Marzo

"Oggi sulle montagne intorno è nevicato abbondantemente. Quando pensi di avere finalmente qualche ora di riposo per dormire, le pulci e le cimici ci tormentano.

Abbiamo anche la compagnia dei topi..."

 

Paracadutisti tedeschi nell'abitato

approfittano di una pausa per

portare all'interno del loro

rifugio delle casse di munizioni.

 

 

In una delle tante cantine

rese abitabili, un posto

telefonico assicura i

collegamenti.

 

L'Oberjäger Kush, del 1° Panzerjäger Abteilung fotografato all'interno dell'Hotel Continental.

 

Anche durante un momento di riposo, le bombe a mano sono sempre pronte sul davanzale della finestra.

Si prendono notizie dai vari avamposti

sparsi nella

città, al fine di poter

aggiornare le mappe.

 

Si aprono le scatole di sigarette e di biscotti tra le macerie della città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcun altro, al sicuro di rifugi leggermente più confortevoli, pulisce le armi oppure espleta "lavoro di ufficio" alla luce di una candela.

 

 

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