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E' sempre con grande
piacere che pubblico articoli come questo, i quali racchiudono
un notevole interesse che va ben al di là del singolo pezzo
trattato.
Sono "testimonianze
di vita", spesso di vite che non ci sono più, bruciate dalla
guerra e cadute nell'oblìo...ma che, ricordiamolo sempre,
celavano dietro di esse un immenso carico di umanità sotto forma
di una madre, di un fratello o di un figlio che invano hanno
atteso il ritorno a casa di un proprio congiunto.
Lascio parlare
l'amico Giuseppe:
"Caro Marco,
Siccome mi hai detto che sei interessato ad ogni rinvenimento,
anche questa volta ti invio una testimonianza che credo sia il
sogno di ogni collezionista di militaria.
Per quanto mi
riguarda ho sempre cercato di collezionare materiale di
provenienza sicura, rinvenimenti nel mio territorio o da persone
fidate. Un oggetto, elmetto o uniforme anonimi, cioè senza
l’indicazione del proprietario che in guerra li ha indossati, a
mio avviso non hanno il fascino di un pezzo, naturalmente
originale, che in qualche modo indichi il nome del soldato che
lo ha usato in guerra.
Però questo
elmetto di cui ti invio le foto è forse il ritrovamento che mi
ha più intrigato; è stato il primo della serie avvenuto circa
10 anni fa.
Non ti nascondo
che ancora oggi dopo 10 anni è il pezzo a cui sono più
affezionato e sono ancora alla ricerca della foto del soldato,
nonostante abbia cercato in tutto questo tempo sia su e-bay, tra
i santini, sia alle mostre di militaria. Naturalmente la caccia
alla sua foto è sempre aperta e se ti capiterà fammi sapere.
La storia comincia con un amico, possessore di questo elmetto il
quale, conoscendo la mia passione, mi chiese se riuscivo a
decifrare il nome del soldato scritto sulla falda posteriore di
un elmetto tedesco.
Ricordo che
partii immediatamente per i Colli Albani, luogo del
rinvenimento, e quando me lo mostrò come puoi ben immaginare me
ne innamorai subito.
Era un elmetto
tedesco modello 42 con addirittura la decal visibile al 99%! Lo
aveva trovato suo nonno subito dopo il rientro a casa dallo
sfollamento nel giardino di sua proprietà nei pressi di una buca
aperta.
Il nome da
principio pensai fosse KONRAD NOGEFR in quanto con poca luce
(era sera) non avevo avuto modo di vedere bene la punteggiatura.
Quindi la ricerca
si fece subito difficile perché naturalmente non risultava
nessuno con quel nome. Poi, in un secondo tempo, quando tornai
da lui per convincerlo a cedermelo, guardai meglio e decifrai
KONRAD N.O.GEFR.
Già! Come avevo
fatto a non pensarci prima; c’era un punto prima di OGEFR.
Pertanto "N."
stava per l'iniziale del nome e "OGEFR" invece per il grado di
Obergefreiter! Consultai il registro di Pomezia con la
sensazione che lo avrei trovato e così fu: il nome completo
riportato nell'elenco era KONRAD NIKOLAUS, OBERGEFREITER!
La sicurezza che
si trattasse di lui stava anche nel fatto che esisteva solo un
nome e cognome con quelle iniziali ed il grado che coincideva
alla perfezione
Scusami se mi sono dilungato, ma so che sei di solito molto
sensibile a questo tipo di ritrovamenti".
Carissimo
Giuseppe...magari potessi dilungarmi io su un ritrovamento del
genere fatto da me! Torna a trovarmi quando vuoi con le tue
belle scoperte; un posto per te su questo sito ci sarà sempre!

La tomba
dell'Obergefreiter Konrad Nikolaus presso il Cimitero Tedesco di
Pomezia.

La pagina
dell'elenco dei caduti, dove risulta il nominativo del soldato
Nikolaus e il luogo dove oggi riposa.
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