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Con una solenne cerimonia alla presenza delle più rappresentative cariche civili, militari e religiose, è stato inaugurato lo scorso 16 gennaio il Muro di Cassino, un significativo monumento destinato a scolpire nella memoria della città martire i nomi dei propri caduti.
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LA STORIA DEL MONUMENTO di E.Pistilli
Il Martirologio di Cassino (1ª edizione) fu presentato nella sala Restagno del comune di Cassino il 4 novembre 2002, dopo la cerimonia commemorativa presso il monumento ai caduti, alla presenza di autorità civili, militari e religiose. In tale occasione ebbi a lanciare un appello affinché la città si dotasse di un monumento sul quale incidere i nomi delle vittime di guerra della Città Martire. L’appello non fu raccolto da alcuna istituzione. Allora fu ancora il CDSC a prendere l’iniziativa. Personalmente consultai l’arch. Antonio Caputo, il quale suggerì – lui, per la prima volta – l’idea di un muro, così come si era già fatto altrove; lo stesso Caputo mi presentò l’arch. Olga Moskvina da Pesaro, che propose la soluzione di maioliche illustrate ad alta definizione da applicare sulla facciata del muro con immagini della vecchia città, della guerra e del dopoguerra fino ad oggi: i nomi delle vittime si sarebbero scritti in sovraimpressione sulle stesse immagini. I soci del CDSC fecero propria l’idea con entusiasmo e ci si mise subito all’opera. Furono attivati i soci architetti ed ingegneri, furono contattati e sensibilizzati gli amministratori comunali, ad iniziare dall’assessore alla Cultura, Iris Volante, poi il sindaco Bruno Scittarelli, infine l’assessore ai Lavori Pubblici, Enzo Rago. La risposta fu senz’altro favorevole. Con l’assessore Rago discutemmo sull’ubicazione del Muro del Martirologio e, dopo varie ipotesi, si concordò che l’unico sito idoneo fosse quello del monumento ai Caduti, sede tradizionale di commemorazioni e celebrazioni. Nel frattempo fu lanciato un concorso di idee con la collaborazione del settimanale Corriere del Sud Lazio: tra le risposte più significative va segnalata quella dell’allora docente nel Liceo Artistico di Cassino prof. Michele Peri, scultore e pittore di Rocchetta al Volturno. Il socio ing. Arturo Gallozzi elaborò un progetto che fu approvato dall’assemblea del CDSC. Con l’arch. Olga Moskvina furono concordate le dimensioni e le caratteristiche della superficie da rivestire con maioliche e, con l’apporto di immagini da noi fornite fu realizzato un bozzetto che poi è rimasto pressoché inalterato. Contemporaneamente ci attivammo nella ricerca di sponsors per la copertura finanziaria, sapendo di non poter contare del tutto sulle casse comunali, ma anche con l’idea che la città dovesse partecipare direttamente alla costruzione del sacrario dei propri cari. |
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Ricevemmo varie assicurazione di contributi da parte di alcuni imprenditori e anche da una banca locale. Fu in questa fase che intervenne qualcosa che cambiò tutto. L’ing. Franco Di Meo, allora tesoriere della locale sezione dei Lions Club, ma anche nostro socio benemerito, mi disse di aver accantonato dei risparmi nelle casse dei Lions e che gli sarebbe piaciuto destinarli a qualche opera significativa per la città, come era prassi di quella associazione. Fu quasi inevitabile che gli proponessi di entrare nel progetto del “Muro del Martirologio”. L’idea gli piacque immediatamente e la propose ai suoi soci Lions. Fu accettata con entusiasmo, con l’impegno di finanziare l’intera opera. I Lions costituirono un apposito comitato – del quale stranamente non fu chiamato a far parte l’ing. Di Meo – ed affidarono la progettazione al loro socio arch. Giuseppe Picano. Avviarono tutte le procedure tecniche ed amministrative ed elaborarono un progetto che comprendeva anche la ridefinizione dell’intera area del monumento ai Caduti.
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