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Il "motorino" dei parà

Interessante realizzazione italiana del 1936, molto apprezzata a quanto pare anche dagli "Alleati" tedeschi dopo l'8 settembre 1943.

 

 

 

La moto da paracadutisti italiana era costruita dalla Aermoto Volugrafo di Torino e derivava da una motoleggera progettata dall'Ing. Claudio Belmondo nel 1936.

Il Volugrafo aveva motore monocilindrico a due tempi da 125 cc con un cambio a due velocità dotato di riduttore, sostenuto da un telaio in traliccio di tubi di acciaio, il cui interno era utilizzato per convogliare i gasi di scarico.

Il serbatoio del carburante era posto sotto il sedile, mentre i pneumatici erano gemellati; il manubrio si ripiegava lungo il telaio riducendo l'ingombro del veicolo a dimensioni pari a quelle di una valigetta.
Il Volugrafo era in grado trasportare un solo parà, ma il veicolo era dotato di gancio di traino a cui poteva venir attaccato un rimorchietto in grado di ospitare un altro uomo o un carico di munizioni o rifornimenti.
In previsione dell'invasione di Malta si iniziò a studiare un prototipo aviotrasportabile di motocicletta con cui equipaggiare le truppe della "Folgore", il successivo abbandono dell'operazione portò al rallentamento dello sviluppo del progetto che venne completato nel 1942 mentre la produzione di serie iniziò nei primi mesi del '43.
Il Volugrafo scendeva a terra appeso ad un paracadute dentro un apposito contenitore; poteva essere messo in condizioni operative in un paio di minuti essendo necessaria solo l'estrazione dal contenitore, il raddrizzamento del manubrio e il suo relativo bloccaggio in posizione di marcia.

Una prima serie di 600 modelli venne prodotta presso gli stabilimenti della Aermoto destinati ad equipaggiare uno dei battaglioni paracadutisti della terza divisione della specialità in costituzione nella zona di Firenze e di Tarquinia, nell'estate del 1943.

Pare che siano stati prodotti in totale almeno 2000 Volugrafi consegnati a Firenze per la divisione "Ciclone" ea Livorno per dotarne il "Battaglione San Marco" e gli N.P. (i nuotatori paracadutisti), nonchè a Tarquinia per l'addestramento presso la scuola paracadutisti

La costruzione dei Volugrafi continuò fino al 1944 nonostante il bombardamento della fabbrica di Torino e lo spostamento degli impianti a Favria, nel Canevese.
I Volugrafi destinati alla divisione "Ciclone", dopo l'8 settembre '43, finirono in mano ai Tedeschi che li assegnarono alle loro unità paracadutiste impegnate nel quadro delle operazioni della costa adriatica e nella zona di Roma.

 

 

Un volugrafo fotografato ai giorni nostri ad un raduno di mezzi d'epoca ad Anzio.

 

La mini-moto italiana guidata da un militare tedesco. La Wehrmacht fece incetta di questi mezzi dopo l'8 settembre..

 

 

 

 

 

 

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