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In ricordo di Julius Schlegel

Si è tenuta presso l'Abbazia di Montecassino e al Cimitero tedesco di Caira una solenne cerimonia in occasione del 50° anniversario della morte del Colonnello Julius Schlegel che, alla fine del 1943, si adoperò per il salvataggio dei tesori di Montecassino. Alla stessa ora si svolgeva a Vienna, città natale di Schlegel, una messa in suffragio.

 

La corona di fiori deposta sul busto bronzeo del colonnello Jiulius Schlegel, presso il Cimitero Militare Germanico di Caira.

 

 

IL COLONNELLO JULIUS SCHLEGEL

 

Nato nel 1895, Julius Schlegel nella vita civile prima della Seconda Guerra mondiale si occupa di una ditta di Traslochi.

Durante il conflitto è Colonnello della Luftwaffe, inquadrato nella Divisione “Hermann Goering” e responsabile di un settore del Servizio Logistico della grande unità. 

Quando, nel tardo 1943, apprende che Cassino e Montecassino stanno per essere incluse nel dispositivo difensivo tedesco si attiva di propria iniziativa per l’evacuazione dei tesori dell’Abbazia e quindi del loro salvataggio dal bombardamento del 15 febbraio 1944.

Qualche mese dopo i fatti di Cassino, viene seriamente ferito durante un attacco aereo e perde una gamba.

Sopravvissuto alla guerra, muore nella sua Vienna l’8 agosto 1958.
Nell’ottobre 1969, una targa donata dai suoi vecchi commilitoni fu posta nella sua abitazione, a ricordo di quel nobile atto. Essa cita:

"In questa casa visse e morì il valoroso austriaco Julius Schlegel. Durante l’autunno del 1943, di propria iniziativa, pose in salvo i tesori artistici dell’Abbazia di Montecassino".

 

IL SALVATAGGIO DEI TESORI

 

Narra l’archivista, Padre Mauro Inguanez: “Il giorno 14 ottobre 1943 si presentarono all’Abate di Montecassino, Mons. Gregorio Diamare, Conservatore del Monumento Nazionale di Montecassino, due ufficiali tedeschi, il colonnello Schlegel ed il capitano Becker, dicendo che erano inviati dal generale Conrad, Comandante della Divisione Göring, e da parte del Ministero dell’Educazione Nazionale”.
Archivio e biblioteca, trasportati in un primo momento nella Rocca di Spoleto, poiché neppure quel rifugio era ritenuto dei tutto sicuro, furono poi nuovamente trasportati, con un convoglio di dodici autocarri militari tedeschi distolti dall’impiego bellico, a Roma, per essere consegnati alle autorità vaticane. 
La consegna, però, non fu effettuata direttamente, ma in due tempi ed attraverso le autorità della Repubblica Sociale Italiana, che, come abbiamo visto, erano già intervenute nella prima fase dell’operazione. 
L’8 dicembre 1943 archivio e biblioteca di Montecassino giunsero a Roma e furono consegnati ai competenti uffici italiani, e precisamente alla Soprintendenza archivistica per quanto riguarda l’archivio ed alla Soprintendenza bibliografica per quanto riguarda la biblioteca. 

Due giorni dopo il trasferimento a Roma e la consegna ai rappresentanti della Repubblica Sociale Italiana, il 10 dicembre, archivio e biblioteca di Montecassino furono trasferiti in territorio vaticano e dati in consegna al Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana.

La consegna fu effettuata congiuntamente da Luigi de Gregori, Ispettore generale bibliografico, e da Emilio Re, Soprintendente archivistico per il Lazio, l’Umbria e le Marche, in rappresentanza rispettivamente del Ministero dell’Educazione Nazionale e del Ministero dell’Interno della Repubblica Sociale Italiana. Ministri erano il prof. Carlo Alberto Biggini per l’Educazione Nazionale, l’avv. Guido Buffarini Guidi per l’Interno. 
Dopo la guerra, archivio e biblioteca tornarono nell’Abbazia, una volta completata la ricostruzione del monumento.

L'ingresso in Abbazia dei partecipanti alla cerimonia attraverso la galleria dove, il 15 febbraio 1944, tanti civili trovarono la salvezza dalle bombe Alleate.

L'accoglienza in Abbazia da parte di don Faustino Avagliano

Alcuni momenti della funzione religiosa in memoria di

Julius Schlegel.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il Dr. Ferraro, ex Sindaco di Cassino e il sig. Antonio Velardo, uno dei rifugiati nel Monastero sopravvissuti al bombardamento del 15 febbraio 1944.

 

 

 

 

Luigi Velardo, figlio di Antonio, legge alcuni passi durante la Messa

 

 

 

 

Don Faustino durante la Messa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La statua dedicata a

Julius Schlegel nel

Wertheimsteinpark di Vienna.

 

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