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Il "Maus" fu indubbiamente un progetto che oserei definire "inopportuno" sia per le dimensioni, sia per l'effettivo utilizzo che se ne sarebbe fatto se fosse entrato in servizio...
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Uno dei prototipi del "Maus" completato.
In questa foto è evidente la massiccia mole del mezzo, il quale difficilmente sarebbe riuscito a districarsi nei combattimenti in zone urbane o fortemente edificate.
Una vista posteriore del mezzo. Il "Maus" risultò un'inversione di tendenza tedesca anche sotto il profilo del design. Prima di allora i carri da combattimento germanici erano, oltre che molto validi, anche molto "belli" dal punto di vista puramente estetico.
Le dimensioni del mezzo sono maggiormente apprezzabili in questa foto, dove alcuni uomini armeggiano al suo esterno.
Il "Maus" alle prove di mobilità sul campo
Il Maus disponeva di 2 cannoni: uno da 128mm e un secondo da 75mm, entrambi montati in torretta.
Il prototipo conservato presso il Museo dei Corazzati di Kubinka, in Russia. |
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SVILUPPO Presentato come progetto preliminare da Ferdinand Porsche ad Adolf Hitler nel giugno 1942, dopo l'approvazione da parte del Führer e del ministro degli armamenti Albert Speer, venne costruito un primo prototipo nel 1943 (a cui se ne aggiunse successivamente un secondo) che ricevette inizialmente il nome di Mammut. Successivamente venne ridenominato Mäuschen (topolino) nel dicembre del 1942, per assumere la denominazione finale di Maus (topo) nel febbraio 1943. Il primo prototipo fu completato nel novembre 1943, e venne provato utilizzando una torretta simulata ed opportunamente zavorrata. Il secondo prototipo venne provato a partire dal giugno 1944 nell'area di prove della Krupp. La costruzione venne praticamente abbandonata nell'ultimo anno di guerra, dopo che ne erano stati ordinati sei esemplari.
Si trattava di un carro superpesante da 188 tonnellate, dato il peso i cingoli dovevano essere larghi 1 metro per muovere una tale massa sul campo di battaglia: sacrificando la mobilità, si puntava quindi su enormi spessori della corazzatura e sull'installazione di un armamento di calibro elevatissimo per un carro armato dell'epoca e superiore anche a quello montato sui carri da combattimento attuali. In particolare, l'armamento principale avrebbe dovuto essere il 12,8 cm KwK 44 di origine antiaerea (montato anche sullo Jagdtiger) o il pezzo da 15 cm KwK 44, accoppiati con un 7,5 cm KwK 44 per l'ingaggio dei bersagli meno cospicui. L'architettura del mezzo era quella usuale dei mezzi progettati da Porsche, con il motore centrale, il vano da combattimento anteriore e la torretta arretrata. Il motore era un Daimler da 1200 CV, diesel nel primo prototipo ed a benzina nel secondo. La trasmissione, secondo i criteri di progettazione di Porsche, era elettrica, cioè inserendo sull'asse del motore termico due generatori elettrici e trasmettendo la potenza elettrica a due motori elettrici, collegati ai due assi motori dei cingoli, in modo da poter gestire il movimento semplicemente regolando la velocità di un motore elettrico o dell'altro. Il motore era fornito di un dispositivo di guado (snorkel) che ne permetteva il movimento sotto il livello dell'acqua (fino ad una profondità di 8 m) senza preparazione. Questo dispositivo serviva soprattutto per il guado dei fiumi, considerando che i ponti in grado di sostenere il peso di questo mezzo erano in numero estremamente limitato, soprattutto dopo i bombardamenti subiti dalla rete di comunicazioni tedesca. Le sospensioni erano su barre di torsione che gestivano gruppi di quattro ruote folli che appoggiavano sui cingoli. In totale le ruote folli erano 48, su posizioni differenti (come nel treno di rotolamento del Panther e del Tiger). La corazzatura, spessa fino a 240 mm (fronte dello scafo) era di piastre laminate e saldate. La protezione frontale della torretta era assicurata da una singola piastra di 93 mm di spessore, calandrata come quella della torretta del Tiger I, mentre la protezione posteriore era assicurata da una piastra di spessore minore, ma leggermente inclinata. Il peso totale della torretta era previsto in 50 t, la prima torretta non venne completata prima della metà del 1944.
La penetrazione per i colpi del 15 cm KwK 44 era di 160 mm, quindi l'armamento principale del carro non era in grado di perforare la corazza di un mezzo similare, classificando quindi il mezzo fra i carri pesanti. L'impiego tattico dei carri pesanti alla fine della seconda guerra mondiale era il contrasto dei mezzi similari nemici, e, sotto questo aspetto, il Maus era certamente superiore a tutti i carri alleati, compresi quelli sovietici delle serie JS-1 e JS-2. D'altra parte la corazzatura di 240 mm gli permetteva di accettare il combattimento con qualsiasi altro carro dell'epoca. Il tallone di Achille di questo mezzo era la mobilità: considerando sia la pressione al suolo (circa 1 Kg/cm2) ed il rapporto peso potenza, il movimento era comunque estremamente difficoltoso, e quasi impossibile su terreno morbido. Quindi era un carro che doveva fare molto affidamento sul sistema viario tedesco, che nel 1944 non era certamente in condizioni brillanti. Se, a questo, si aggiungono dimensioni tali da renderlo estremamente poco maneggevole in terreno meno che aperto, si può concludere che, anche se messo in produzione, non avrebbe avuto influenza sull'impiego tattico dei corazzati. Uno dei prototipi di questo mezzo tedesco è conservato a Kubinka, in Russia, presso il locale Museo dei Mezzi Corazzati.
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