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Una singolare trovata permise di realizzare ai tedeschi ciò che fino ad allora era considerata una follia: costringere un proiettile a curvare la propria corsa quando si trovava ancora all'interno della canna. |
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Sopra e sotto: l'MP.43 (divenuto poi Sturmgewehr 44) l'arma prescelta ad adottare l'innovativo sistema "Krummerlauf" in ragione della sua cartuccia 7,92x33 meno potente della 7,92x57 utilizzata dal Gewehr 43
A sinistra, la cartuccia 7,92x57 e la 7,92x33, appositamente studiata per la MP43. Quest'ultima arma venne scelta per utilizzare il "Krummerlauf" in quanto la 7,92x57 era troppo potente e creava problemi con il nuovo sistema.
La prima versione del sistema "Krummerlauf" era stata messa a punto da Shaede per l'utilizzo a bordo di mezzi blindati. In questa sezione di corazzatura si può chiaramente notare il sistema di fissaggio allo scafo del mezzo tramite la "bolla" metallica rotante
Il "Krummerlauf" studiato per l'uso da parte della fanteria smontato dall'arma. Sono visibili il sistema di bloccaggio alla canna con la levetta e il sistema di visione.
In questa foto, un militare britannico mostra l'utilizzo da dietro un muro di un'arma catturata (manca il sistema di visione).
Il "Krummerlauf" con la slitta per il sistema di visione
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Nel 1943 quindi nacque la richiesta da parte dell’esercito all’industria armiera tedesca di progettare un’arma che permettesse il fuoco da posizione celata. A quello stadio della guerra la Wehrmacht aveva ormai sposato la teoria della distribuzione alle truppe di armi automatiche in maniera massiccia (anche se il livello non raggiunse mai le richieste), in quanto pur essendo il fucile K.98 un’arma eccellente, questo non possedeva quella potenza di fuoco che ormai i combattimenti richiedevano. Esistevano in quel momento già due nuove armi per la fanteria allo stadio di sviluppo: il Machinepistole MP.43 (che diverrà poi lo Sturmgewher 44) e il semiautomatico Gewher 43. Il problema era ora quello di apportare su una delle due l’opportuna modifica per renderla atta al fuoco “curvo”. Il dilemma fu risolto da un brillante ufficiale dello staff tecnico di Albert Speer (Ministro degli Armamenti) che rispondeva al nome di Hans Joachim Shaede, il quale aveva messo a punto un sistema che permetteva di sparare dall’interno dei cannoni d’assalto Sturmgeschutz (dimostratisi vulnerabili alle squadre di cacciatori di carri sovietiche in quanto il servente, per fare fuoco con la mitragliatrice sita nella parte superiore dello scafo, doveva sporgersi all’esterno). Shaede aveva fino ad allora avuto due carriere ben distinte: come uomo d’affari aveva ereditato una fabbrica da suo padre che impiegava più di 500 addetti. Come militare invece, aveva fatto parte come Tenente di un plotone di aerostati da osservazione, con il quale aveva combattuto la I Guerra Mondiale. Dopo il conflitto era entrato nella Riserva e, il 1 agosto 1939, era rientrato nel servizio attivo come capitano nella 1ª Divisione Corazzata della Wehrmacht. Messosi in luce con le sue capacità di progettazione di armamenti leggeri, era stato trasferito come maggiore al Servizio della Produzione Munizionamenti e, per il suo lavoro di perfezionamento compiuto sul semovente Sturmgeschutz III aveva ricevuto un premio di 50.000 marchi dal Fuhrer in persona, il 26 ottobre 1942. Entro l’autunno dell’anno successivo, Shaede aveva messo a punto il suo “Krummerlauf” in collaborazione con la Rheinmetall-Borsig. Le prove avevano visto l’utilizzo della cartuccia standard da fucile sia nella configurazione 7,92x57 (quella del Gewher 43) che 7,92x33 (utilizzata invece sull’Mp.43). Le prove tuttavia evidenziarono che la prima cartuccia era troppo potente, tanto da portare a problemi di resistenza del sistema già dopo 100 colpi sparati. Si optò quindi per sviluppare il sistema sull’Mp.43. Il 6 luglio 1944 il sistema fu presentato agli alti gradi delle Forze Armate tedesche da Shaede e dal Prof. Wenninger della Rheinmetall. A causa del potente rinculo tuttavia, l’arma sembrava più adatta all’uso dall’interno di mezzi, visto che la sovrastruttura su cui era montata assorbiva in parte l’energia. Ma la lunghezza totale (fucile + Krummerlauf) ne rendeva l’uso alquanto difficoltoso (e a dire il vero tale caratteristica era critica anche per l’uso da parte della fanteria). Il test ebbe comunque successo e circa 10.000 Krummerlauf vennero ordinati, molti dei quali destinati agli equipaggi dei semoventi o blindati in genere. Entro settembre arrivò un secondo ordine di 20.000 pezzi e in novembre Shaede veniva promosso colonnello e insignito della Croce al Merito con Spade per il suo lavoro allo sviluppo dei moderni armamenti. In tutto vennero prodotte canne aggiuntive ricurve in quattro angolazioni diverse: 30°, 45°, 60° e 90°; inoltre Shaede studiò una canna per l’Mp.43 atta a sparare le granate standard da fucile. Subito dopo le prime distribuzioni dell’arma, Shaede iniziò a studiare in collaborazione con la Zeiss un sistema di rifrazione con specchi che permettesse al militare che usasse il Krummerlauf anche di vedere dove sparasse. La produzione del nuovo sistema iniziò ai primi del 1945 e continuò fra le mille difficoltà date dalla disponibilità delle materie prime e dei trasporti fino alla fine della guerra. Si stima che circa 100.000 Krummerlauf siano stati in tutto prodotti. Molti di questi esemplari caddero poi in mano americane, russe o britanniche alla fine del conflitto e furono prontamente studiati dagli eserciti delle nazioni vincitrici. Il Capitano Philip B. Sharpe, del Corpo di Artiglieria dell’Esercito degli Stati Uniti, provò il modello con curvatura da 90°: “Oltre due terzi delle pallottole risultano deformate nel tiro a media - lunga distanza, ma è indubbio che a corta distanza l’arma è micidiale, specie se si sparano raffiche da massimo 3 colpi”. L’idea dei tedeschi era quella di giungere ad avere ogni fante dotato di Stg.44 più, come accessorio, un Krummerlauf con canna ad angolo da 30°C (quella considerata migliore sia per la precisione che per lo stress sul proiettile e la durata della canna stessa) dotato di sistema ottico Zeiss. Sharpe, che provò anche tale configurazione, ebbe a dire successivamente: “La combinazione tra questo fucile d’assalto e la possibilità di sparare da dietro gli angoli dei muri sarebbe risultata disastrosa per le nostre truppe ed avrebbe portato ad avere perdite ancora più elevate. Nel corso dei miei test spesso mi è capitato di poter mettere 4 colpi su 5 sul bersaglio e quindi penso che se davvero la distribuzione del Krummerlauf fosse stata su grande scala per noi potevano essere guai seri”. Dopo la fine della guerra, Shaede fu catturato dai Russi e processato per il suo apporto allo sviluppo di armamenti per la Germania nazista. Rilasciato nel 1953, tornò in patria, dove si spense nel 1967.
Tradotto dallo scritto originale di Kenneth P. Czech del febbraio del 1996 per la Rivista World War II Magazine
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