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Mussolini
è ancora prigioniero del Maresciallo Pietro Badoglio e a Roma
regna il caos. E’ l’estate del 1943, la più drammatica da quando
la guerra è iniziata. Uno dei capi dei Servizi Segreti nazisti
in Italia è Herbert Kappler, il maggiore delle SS che alcuni
mesi dopo, il 24 marzo del 1944, organizzerà il massacro delle
Fosse Ardeatine: trecentotrentacinque civili assassinati con un
colpo alla nuca, una mostruosa rappresaglia per l’attentato
partigiano di via Rasella del giorno prima.
In quell’inizio di agosto del 1943 il maggiore Kappler ha una
missione impossibile. Deve trovare e liberare Benito Mussolini
che, il 26 luglio, è stato trasferito in gran segreto a Ponza e
poi alla Maddalena. E deve anche informare Berlino, giorno per
giorno, ora per ora, sull’imminente firma dell’Armistizio tra il
nuovo capo del governo italiano Pietro Badoglio e gli
anglo-americani.
Gli
Alleati sono sbarcati in Sicilia il 10 luglio. A Roma, al
comando dei Servizi tedeschi, sono settimane convulse. Kappler
invia centinaia di fonogrammi in Germania, al comando delle SS
di Heinrich Himmler. Ma l’Intelligence Service di Londra li
intercetta tutti. E tutti finiscono sulla scrivania di Winston
Churchill. E’ come se i tedeschi giocassero la loro guerra a
carte scoperte.
I messaggi sono rimasti chiusi per più di sessant’anni nei
sotterranei dei Servizi Segreti inglesi.
Nel 2004, insieme ad altre migliaia di fonogrammi provenienti da
tutti i fronti di guerra, sono stati desecretati. Oggi si
trovano al National Archives di Kew Gardens nei pressi di
Londra, dove li ha recentemente scoperti, recuperati e
catalogati il ricercatore Mario J. Cereghino.
Centinaia di volumi rilegati in cuoio, con pagine in carta
velina ingiallite. I fonogrammi spediti dall’Italia sono confusi
con tutti gli altri arrivati dal Nord Africa, e dalla Francia
occupata, dai balcani, dal Medio Oriente e anche da Kabul e da
Teheran.
I dispacci sono tutti inediti. L’autenticità di questi documenti
è assolutamente indubbia e dalla loro lettura emerge chiaramente
che in quei mesi i Servizi tedeschi, fatta eccezione per gli
spostamenti di Mussolini, brancolavano nel buio. Sono fonogrammi
tutti classificati “Top Secret” e, fino al 2004, confutabili
solo dai Servizi Segreti britannici.
E’
da questi faldoni che ritornano le paure e le speranze della
tragica estate italiana del 1943. Dice Nicola Caracciolo, noto
storico: “Da quei fonogrammi è evidente che per Hitler doveva
essere una priorità assoluta quella di sapere sempre dove era
Mussolini. L’altra priorità dei tedeschi era il “problema degli
Ebrei”. Ma viene fuori anche tutta l’ostilità degli italiani
contro quelle deportazioni. "Gli italiani non ne potevano più
delle SS e della guerra”.
Il maggiore Kappler è sempre a conoscenza degli spostamenti del
Duce. Informato da Carabinieri, confidenti fascisti, da spie che
lavoravano per il suo comando. Ha anche più di una talpa in
Vaticano. E proprio da lì lo avvertono che sono in corso le
trattative per un Armistizio tra Badoglio e gli Alleati. A
Berlino trasmette anche le sue analisi della situazione in
Italia.
Sulla popolazione che prova disgusto e orrore per i tedeschi.
Sul Duce che è assolutamente impopolare. Sul pericolo di una
guerra civile.
Agli ordini di Herbert Kappler troviamo quell’estate anche il
capitano Erich Priebke, processato in Italia negli anni ’90 dopo
il mezzo secolo di latitanza in Argentina per i fatti delle
ardeatine.
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