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Umberto Germani, originario della cittadina di Ceccano, nel 1944 era poco più che un adolescente ed ebbe modo di conoscere personalmente uno dei tanti soldati tedeschi caduti poi nella battaglia di Cassino. |
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"Anno 1943, tardo autunno. In seguito ai bombardamenti che avevano duramente e ripetutamente colpito Ceccano, eravamo sfollati in una casa di campagna, ospiti di parenti. Pioveva a dirotto quella notte, quando ecco che sentimmo bussare alla nostra porta. Aprimmo pieni di apprensione, sebbene ci aspettassimo prima o poi una di quelle tristemente intrusioni notturne. Si trattava di un giovanissimo soldato motociclista della Wehrmacht, al quale il proprio comando aveva assegnato in alloggio proprio la nostra dimora. Per noi, il primo ospite di quella guerra non fu propriamente desiderato. Per fortuna si rivelò in seguito un ospite discreto, timido e di carattere mite, non certo da incutere timore. Nei giorni seguenti arrivarono altri ospiti suoi camerati, non tutti però simpatici come il primo. Si chiamava, ricordo, Franz Hossinger e proveniva da un piccolo villaggio della Selva Boema. In quei frangenti avevo ritenuto opportuno studiare un pò di tedesco, quindi avevo delle conversazioni con lui, sia pure a livello elementare. Mi parlava spesso della sua fidanzata Sudeta di nome Mitzi. Ne era entusiasta e mostrava spesso a tutti noi la sua fotografia. Credo che il suo compito specifico fosse quello di portaordini e difatti era in continuo movimento con la sua moto. Quell'anno il Natale arrivò un pò in sordina, come se si vergognasse, eppure è quello che ricordo più volentieri, quello più gradito. Erano mesi che, come tutti, soffrivamo la fame e non solo quella. I tedeschi che occupavano le nostre contrade, alle spalle delle difese di Cassino, non se la passavano certo meglio. Ebbene, quel giorno mia madre, non so come, riuscì a mettere insieme un pò di uova e della farina ed ecco che a mezzogiorno, come d'incanto, apparve sulla nostra tavola una zuppiera colma di fumante pasta all'uovo!. Allegri come non mai, ci precipitammo a prendere posto a tavola, ma a tutti noi prima di cominciare il pranzo, venne in mente la stessa medesima idea: perché non aggiungere qualche posto in più per i soldati stranieri che stavano al piano di sopra della nostra abitazione? "Gli invasori" non se lo fecero ripetere due volte ed eccoci, attorno alla stessa tavola, celebrare una festa comune, noi, i contadini che ci ospitavano e coloro il cui destino era certamente più sconosciuto del nostro: Franz, due suoi camerati e due prigionieri, uno russo e l'altro polacco, costretti a collaborare con la Wehrmacht. Nessun Natale fu mai più suggestivo di quello. Purtroppo qualche giorno dopo vidi Franz pieno di tristezza e con gli occhi velati dalle lacrime: mi disse che era stato trasferito al fronte di Cassino e che sarebbe dovuto partire quel giorno stesso. "Cassino kaputt" non faceva che ripetere. Non potetti far altro che offrirgli un'immaginetta Sacra, sperando che potesse portargli fortuna Da quel giorno non vidi più Franz, il mio amico Franz. Quando iniziò la ritirata tedesca, provai a chiedere ad alcuni soldati che passavano per la campagna e che riconobbi appartenere alla sua unità. "Kaputt, Kaputt!" mi risposero. Io non volli credere a quei soldati e sperai per tutti gli anni che vennero che si fossero sbagliati, che Franz ce l'avesse fatta. Ma Franz non ce la fece. Il buon Franz, animo mite e gentile, aveva portato i suoi ordini a Cassino e lì, con la sua fedele Zundapp, si era fermato per sempre. A quarant'anni di distanza dal giorno in cui lo vidi per l'ultima volta, ho avuto occasione di visitare il cimitero militare germanico di Caira e rendere un omaggi commosso e sincero, assieme a mio figlio Michele, ai resti dello sfortunato soldato Franz Hossinger, pregando sulla sua tomba anche per conto dei suoi cari e della fidanzata Mitzi, che forse non ne aveva mai avuto l'opportunità. Il posto in cui riposa è oggi un rettangolo d'erba che in primavera si colora di un verde acceso, un verde che a Franz ricorderà certo il colore dei suoi boschi, nei Sudeti, e i bellissimi occhi di Mitzi".
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La pagina del registro sito presso il cimitero germanico di Caira dove è indicato il nome e la posizione della tomba di Franz Hossinger: Blocco 24, tomba n°616.
La tomba dove riposa l'Obergefreiter Franz Hossinger, caduto il 19 marzo 1944 all'età di 22 anni
"Dormi
sepolto in un campo di grano
Dalla canzone "La Guerra di Piero" di Fabrizio de Andrè |
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