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Karl Gruner era un giovane ufficiale di artiglieria e ha combattuto su Colle Abate. Questi sono alcuni passi del suo diario. |
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Già da tempo desideravo rivedere Colle Abate ed il villaggio di Terelle, nei pressi di Montecassino, tornando dopo tanti anni nella zona dove ci trovammo a combattere con il 95° Reggimento di Artiglieria nel periodo gennaio-febbraio 1944. Dopo 43 anni finalmente potei realizzare quel mio desiderio. Insieme con un mio amico, un generale di divisione italiano in pensione, ero partito di buon mattino da Roma, il 9 aprile 1987. Iniziammo il nostro viaggio sulla circonvallazione, procedendo per l'autostrada in direzione di Napoli. Passammo accanto a Montecassino, con in alto l'Abbazia illuminata dal primo sole del mattino. Poi transitammo per Caira e quindi salimmo per Terelle, sbuffando lungo erte serpentine. Il mio accompagnatore mi disse ridendo che gli sembrava di dover superare ancora l'esame di guida. Poco prima del villaggio lo pregai di sostare: desideravo percorrere da solo l'ultimo tratto...solo con i miei pensieri.
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Che notte fu quella trascorsa tra il 29 e il 30 gennaio 1944! Mi trovavo allora in marcia con i miei uomini, i nostri muli e i nostri pezzi di artiglieria (Skoda da 75mm) e con gli animali da soma che trasportavano munizioni ed equipaggiamenti. L'ufficiale Gruber si era poco prima slogato un piede sul terreno impervio e quindi dovemmo procedere lentamente, ciò che ci avrebbe portato fortuna. Il sibilo dei proiettili ci avrebbe dovuto accompagnare per l'intera salita. Sembrava proprio che il nemico continuasse ad infornare proiettili come un fornaio infila nel forno i suoi bravi panini. Noi del 2° reparto stavamo eseguendo già per la quarta o la quinta volta un cambiamento di postazione da Colle Abate verso Terelle e dovevamo per questo affrontare questa maledetta strada, non avevamo altra possibilità di scelta. Il nemico si era ben abbarbicato tutto intorno sui monti e noi ci trovavamo sul versante anteriore, esposti al suo tiro indiretto. Ad un tratto, proprio svoltando a destra in una curva, il Capitano Heger, nostro comandante insignito della Croce di Cavaliere, venne colpito insieme al Tenente Janout ed al Tenente Behrens da una granata. Heger rimase ucciso subito, mentre Janout spirò poco più tardi e Behrens se la cavò solo con leggere ferite. Proprio allo zoppicante Gruber devo la fortuna di non essermi trovato allora assieme al gruppo del comandante. Heger aveva avuto un presentimento e infatti appena il giorno prima mi aveva detto "Gruner, qua non si esce più!". Scrisse una lettera di commiato alla propria fidanzata, che poi venne recapitata da un nostro ufficiale che partì per una licenza. Soldati caduti, muli massacrati, materiale distrutto e feriti giacevano sparsi sul terreno. lamenti e morte ovunque, veramente un inferno!. vedo ancora davanti agli occhi l'ufficiale medico giovanissimo mentre insieme con i suoi soldati si prodigava soccorrendo i feriti, calmo e concentrato, dando istruzioni e operando in condizioni disperate. Sembrava disporre davvero di una forza sovrumana, con un coraggio e un'abilità ammirabili a salvare la vita a non pochi commilitoni.
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Il Tenente Karl Gruner all'età di 23 anni.
Tunisini e Algerini prigionieri su Colle Abate
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