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Il Governo Militare Alleato nel Lazio

Da un interessante libretto che ho avuto modo di acquistare su E.Bay, la situazione delle nostre zone subito dopo il passaggio della guerra.

 

 

La copertina del libretto (128 pagine) che illustra il modus operandi del Governo Militare Alleato nelle zone liberate.

 

 

 

 

 

 

 

 

I COMANDANTI

DELLA COMMISSIONE ALLEATA

 

 

Maggior Generale

Kenyon A. Joyce

Vice Presidente in carica dal 10 novembre 1943 al 14 gennaio 1944

 

 

 

 

 

 

 

Tenente Generale

Sir Frank N. M. McFarlane, Vice Presidente e Commissario Capo dal 15 gennaio al 22 giugno 1944

 

 

 

 

 

 

Contrammiraglio

Ellery W. Stone

Vice Presidente e Commissario Capo

dal 22 giugno 1944

Il volumetto a cui mi riferisco si intitola esattamente: "Resoconto delle attività svolte dal Governo Militare Alleato e dalla Commissione di Controllo in Italia" , Sottotitolo: "Rassegna dell'attività del Governo Militare Alleato e della Commissione Alleata in Italia dal 10 luglio 1943 al 2 maggio 1945" ed è stato edito dalla Sezione delle Relazioni Pubbliche della Commissione Alleata - Ufficio Postale dell'Esercito N° 394 - Esercito degli Stati Uniti d'America.

Per ovvii motivi di spazio riporterò solo l'introduzione e le parti relative al periodo immediatamente dopo la battaglia di Cassino ed a quella relativa all'amministrazione della Capitale.

 

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INTRODUZIONE

 

Il 10 luglio 1943, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna iniziarono un grande esperimento di governo militare, partendo da presupposti democratici. Quando cominciò a sgretolarsi la "Fortezza Europa", funzionari civili Alleati vennero fatti sbarcare insieme con le truppe sulle coste della Sicilia.

Esattamente quattro mesi più tardi, il Generale Dwight D. Eisenhower, allora comandante in capo delle forze Alleate nel mediterraneo, installava la Commissione Alleata di Controllo per far rispettare le condizioni dell'Armistizio con l'Italia appena battuta, politicamente a terra e con appena una parvenza di governo.

I funzionari del Governo Militare che arrivarono in Sicilia componevano degli organismi militari. Anche la Commissione di Controllo Alleata, installata da Eisenhower, era un organismo militare. Essa fa parte delle Forze Armate del Mediterraneo operanti sotto la sorveglianza diretta del Quartier Generale Alleato e segue le direttive dello Stato Maggiore di Washinghton.

I compiti della Commissione Alleata sono cinque: 1) Organizzare le operazioni del Governo Militare con la V e l'VIII Armata in appoggio alle truppe da combattimento; 2) Prestare tutto il possibile aiuto immediato alla popolazione civile alle spalle del fronte, in modo da evitare le epidemie ed alleviare i disagi, 3) Preparare l'amministrazione governativa e l'organizzazione economica per restituirle agli italiani il più presto possibile; 4) Sovrintendere all'esecuzione delle clausole dell'armistizio; 5) Fungere da rappresentante delle Nazioni Unite presso il Governo Italiano.

Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione Alleata stabilì un Q.G. presso il Governo Italiano e una organizzazione da campo, principalmente per assolvere ai primi tre compiti sopraelencati. Il primo scopo è quello di garantire in seno alle Armate Alleate la sicurezza delle linee di comunicazione delle forze combattenti. E' un compito questo che spetta ai Governi Militari Alleati (A.M.G.) dell'Esercito e la zona che controllano è quella in prossimità delle prime linee.

Il secondo compito consiste nell'aiutare le popolazioni civili. Le zone sono suddivise in regioni e seguono le linee di demarcazione delle province italiane; esse continuano ad essere amministrate dal Governo Militare. Il terzo compito è di preparare e consegnare il territorio al Governo Italiano. A consegna avvenuta, i poteri del Governo regionale scadono. Da quel momento l'A.M.G. si limiterà a dare consigli alle Autorità italiane e a restare in contatto.

Il quarto compito riguarda la sorveglianza delle clausole dell'Armistizio siglato l'otto settembre 1943 e far si che queste vengano rispettate, mentre il quinto ed ultimo compito consiste nell'interpretare i desideri del popolo italiano presso le Nazioni Unite.

 

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