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Quella che racconto
è una storia di coraggio e al tempo stesso di crudeltà: coraggio
di un uomo, un soldato, che prestò servizio per il suo Paese con
disciplina e senso del dovere, tanto da meritarsi la più alta
onorificenza inglese (la Victoria Cross) e crudeltà che il mondo
gli riservò, quello stesso mondo libero per il quale egli aveva
combattuto.
FRANCIS L'EROE
Francis Arthur
Jefferson aveva solo 22 anni quando combatté la Campagna
d'Italia rimanendo coinvolto nelle battaglie di Cassino tra le
file del 2° Battaglione dei Lancashire Fusiliers. Il 16 maggio
1944, la sua compagnia si trovò ad attaccare rimanendo scoperta
sui fianchi e subì un contrattacco tedesco portato da due
cannoni semoventi e una squadra di fanti che iniziò a falcidiare
i ranghi dei fucilieri inglesi.
Fu in quel momento
che Francis, di propria iniziativa, afferrò un lanciarazzi
controcarro PIAT e correndo avanti sotto il fuoco tedesco trovò
un riparo da cui poter far fuoco. Il suo razzo colpì il primo
semovente, il quale prese fuoco coinvolgendo nella successiva
esplosione quasi tutta la squadra di fanti tedeschi in
accompagnamento.
Jefferson ricaricò
immediatamente il suo lanciarazzi e si spostò per fare fuoco
contro il secondo semovente, il quale però indietreggiò e con
lui i tedeschi superstiti.
Poco dopo giunsero i
carri britannici di supporto e il contrattacco nemico venne
definitivamente bloccato.
Per questo atto di
eroismo Francis Arthur Jefferson (chiamato dai commilitoni
affettuosamente "Frank") fu insignito della Victoria Cross, che
gli fu consegnata personalmente dal Re Giorgio VI prima e
ufficializzata poi a Buckingham Palace, a Londra, dai Reali
della corona inglese in persona il 13 luglio 1944.
La eco del suo
eroismo non si fermò però qui. Successivamente Francis fu
protagonista di svariati servizi giornalistici, i quali
esaltarono le sue gesta dando enfasi al coraggio che il ragazzo
di Ulverston (dove era nato il 18 agosto 1921) aveva dimostrato
in un'azione di combattimento critica.
UN DESTINO CRUDELE
Nelle azioni
successive, Francis rimase ferito da schegge e ciò gli impedì
nel dopoguerra di trovare un lavoro, limitandosi a vivere una
tranquilla e onesta vita da ex combattente con i sussidi del
governo britannico.
Nel 1982 però
avviene la tragedia. Un ladro, intrufolatosi nella sua
abitazione in Luton Street, a Bolton, trafuga tra le varie cose
tutte le sue medaglie, compresa la Victoria Cross meritata
durante la battaglia di Cassino.
Questo fatto scosse
tremendamente Jefferson, il quale per il dolore iniziò a bere e
a soffrire di depressione acuta, fino a quando, in preda ad uno
stato confusionale, fu travolto da un treno in transito a poche
centinaia di metri da casa (dove viveva con la madre Ethel, di
81 anni) il 4 settembre 1982.
Ma la tragicità del
destino di Francis non si fermò qui: nel suo testamento infatti,
letto dopo la morte, Francis aveva espresso la volontà di
mettere tutte le sue medaglie all'asta e con il ricavato aiutare
una casa di accoglienza per bambini poveri.
I suoi resti furono
cremati a Bolton e le sue ceneri sparse nel Cimitero di Guerra
di Wellington Barracks.
Dedico questo
articolo al soldato Francis Arthur Jefferson, matricola 42113,
affinché il visitatore del Sito possa dedicare un pensiero,
seppur breve, ad un Uomo valoroso.
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