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Creta: l'apice dei Fallschirmjäger

Il 20 maggio 1941 scatta l'Operazione "Merkur", la conquista dell'isola di Creta da parte delle forze tedesche. L'azione prevede un massiccio lancio di paracadutisti sull'isola, erroneamente ritenuta difesa da soli 7.000 britannici.

 

 

Paracadutisti tedeschi si imbarcano su uno Junker JU52 che li porterà sul cielo di Creta.

 

Il colonnello Bruno Brauer, comandante del 1° Reggimento Paracadutisti tedesco. Dopo la guerra sarà estradato in Grecia e condannato a morte per la fucilazione di civili inermi a Creta.

 

Rastrellamento in cerca di

soldati nemici sbandati sull'isola.

 

Prigionieri perquisiti da paracadutisti tedeschi

 

L'assalto ad alcune postazioni nemiche

La conquista di Creta fu uno dei maggiori successi delle truppe aviotrasportate, ma le perdite, elevatissime colpirono talmente Hitler al punto che in seguito queste truppe d'elite non combatterono più autonomamente ma come forza di fanteria.
Con la resa della Grecia, il 21 aprile 1941, firmata a Larissa dal Generale Papagos, si era conclusa la Campagna dei Balcani, che aveva visto impegnata la Wehrmacht nell'occupazione di Jugoslavia e Grecia in sole due settimane. Tuttavia il controllo della Grecia continentale non significava il controllo del Mediterraneo, per questo vennero elaborati piani per invadere l'isola di Creta, strategicamente più importante.
Dopo l'invasione italiana della Grecia, iniziata il 28 ottobre 1940 le forze Alleate inviarono sull’isola, nell'aprile del 1941, un contingente composto da 9.000 soldati britannici e altri 25.000 soldati del Commonwealth (in particolare australiani e neozelandesi), per supportare la guarnigione dell'Esercito greco composta da circa 9.000 uomini.
Il 30 aprile, il Maggiore generale neozelandese Bernard Freyberg venne nominato comandante delle forze Alleate a Creta.
I tedeschi, nell'operazione impiegarono l'intero XI Corpo aereo, costituito dalla 7ª Divisione aviotrasportata (22.000 uomini) al comando del Generalmajor Kurt Student, con il supporto della 5ª Divisione da montagna del Generalleutnant Julius Ringel, che doveva essere trasportata con l'armamento pesante con un solo piccolo convoglio di imbarcazioni eterogenee.

Secondo i piani tedeschi, gli obiettivi iniziali e più importanti erano gli aeroporti di Maleme e La Canea, situati vicino alla baia e al porto di Suda. Gli Junkers 52, lanciata la prima ondata di paracadutisti al mattino, avrebbero dovuto tornare sugli obiettivi nel pomeriggio, trasportando altre truppe per assicurare il controllo di Retimno e di una pista di decollo, nonché di Iraklion con il suo aeroporto.
La prima ondata di paracadutisti diretta a Creta decollò dai vari campi d'aviazione greci al mattino del 20 maggio 1941, dopo che la Luftwaffe aveva effettuato un intenso bombardamento aereo sulla costa settentrionale dell'isola.

Tuttavia le forze alleate poste a difesa degli obiettivi prefissati risultarono più consistenti e meglio addestrate del previsto: i paracadutisti tedeschi si trovarono così a fare da bersaglio a un preciso e intenso fuoco di sbarramento e molti furono colpiti nella fase di discesa.
Il tentativo di conquistare l'aeroporto di Maleme, obiettivo di primaria importanza per consentire l'arrivo della seconda ondata, fallì. Al comando tedesco di Atene si pose in quel momento l'alternativa di sospendere l'operazione oppure di continuare; alla fine Student decise di continuare con l'attacco: dovevano essere compiuti tutti gli sforzi possibili per conquistare la base aerea cretese. Nonostante un'accanita difesa dei soldati neozelandesi, dopo sette ore di durissimi combattimenti i paracadutisti tedeschi riuscirono a consolidare le loro posizioni. La mattina del 21 maggio l'aeroporto di Maleme era in mano tedesca e i velivoli furono in grado di far affluire rinforzi con continuità.
Nella settimana successiva, nonostante pesanti scontri con le truppe alleate, le forze tedesche occuparono uno a uno gli aeroporti di La Canea, Retimno e Iraklion. Il 1° giugno un comunicato del Ministero della Guerra britannico annunciò la caduta di Creta in mano tedesca.
La Royal Navy riuscì a trarre in salvo, e a trasportare in Egitto, 16.500 uomini, raccogliendoli lungo la costa meridionale dell'isola, mentre altri 23.000 tra morti, feriti e prigionieri rimasero a Creta. I tedeschi persero 6.000 uomini, di cui 3.674 paracadutisti.
La conquista di Creta fu l'ultima operazione attuata dai paracadutisti tedeschi utilizzando gli aeroplani; da allora vennero utilizzati come truppe d'elite, dando ottima prova come reparti di fanteria di eccezionale qualità.

 

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