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I Granatieri di Sardegna

e la battaglia di Roma

 

 

I combattimenti di Porta San Paolo che, nell'accezione comune, corrispondono erroneamente a quella che viene definita "La difesa di Roma", sono stati in effetti gli scontri finali di una battaglia durata circa tre giorni e che si sviluppò lungo un arco virtuale di circa 28 Km, a Sud della Capitale, da via Boccea a via Collatina.

La Divisione Granatieri di Sardegna, reduce dal fronte balcanico, già alla fine del 1943 era spiegata su 13 capisaldi e 14 posti di blocco, collocati in corrispondenza delle rotabili di accesso a Roma e concepiti essenzialmente per contrastare un eventuale attacco anglo-americano.

Il presidio di questi apprestamenti difensivi era assicurato dai reparti del 1° e 2° Reggimento Granatieri, dal 13° Reggimento Artiglieria e da quelli della 18ª Legione della Milizia controaerea.

Altre cinque grandi unità completavano lo schieramento difensivo della Capitale: la Divisione Motorizzata "Piave" (schierata a nord), la Divisione di Fanteria "Sassari" che, a ranghi ridotti, presidiava il centro abitato perlopiù con compiti di ordine pubblico; la Divisione Autotrasportata "Piacenza", schierata verso il mare e le Divisioni Corazzate "Ariete" e "Centauro"., dislocate nella zona compresa tra Guidonia e Tivoli.

 

 

Il Generale Gioacchino Solinas, Comandante della Divisione Granatieri di Sardegna durante i fatti di Roma del Settembre 1943

DISLOCAZIONE DEI TREDICI CAPISALDI

 

Alle ore 20.00 del 9 Settembre 1943 la Divisione "Piave", anziché essere inviata in soccorso dei Granatieri, ricevette l'ordine di ripiegare su Tivoli.

Nella stessa zona, quindi lontano dai combattimenti, furono inviate inspiegabilmente le Divisioni Corazzate "Ariete" e "Centauro"

 

 

 

 

 

 

 

Sotto:

un momento dei combattimenti

alla Piramide Cestia

I capisaldi, situati a circa 6-8 Km dal centro della città in uno schieramento che costituiva la prima cintura difensiva esterna (la seconda era costituita dalla Divisione "Piacenza", che però nel momento in cui fu attaccata non oppose alcuna resistenza), erano così dislocati:

1° Reggimento Granatieri

- Via Boccea - Casalotti

- Via Aurelia

- Strada della Pisana - Ponte della Torretta - Via Portuense

- Via della Magliana Km 7

- Ponte della Magliana - Ponte della Creta - Eur

- Via Laurentina - Quadrivio Acquacetosa - Cave di Pozzolana

- Quadrivio Torre della Chiesaccia - Cascina Magri

2° Reggimento Granatieri

- Via Ardeatina Km 8

- Bivio Appia Nuova - Appia Pignatelli

- Via Tuscolana Km 8

- Via Casilina loc. Due Torri

- Tor Tre Teste

- Via Collatina loc. Tor Sapienza

 

I COMBATTIMENTI DEI GRANATIERI

I combattimenti che interessarono la Divisione Granatieri di Sardegna ed i reparti ad essa aggregati presero avvio alle 21,00 circa dell'8 settembre, presso il caposaldo numero 5 situato nella zona del Ponte della Magliana e proseguirono fino a circa le ore 17 del 10 settembre, interessando in misura variabile tutti i restanti capisaldi. Dopo il ripiegamento essi si spostarono nell'area della Piramide Cestia, del Colosseo, di Porta San Paolo e di San Giovanni.

Mentre si combatteva sul fronte sud della Capitale, si ebbero numerosi scontri a fuoco anche al centro della città ad opera di gruppi di militari isolati o di cittadini accorsi a dare man forte. Alcuni testimoni riferirono inoltre che , nonostante la cessazione delle ostilità, anche nella giornata dell'11 settembre ci furono sporadici scontri in alcuni quartieri della Capitale.

La Divisione Granatieri di Sardegna fu ufficialmente sciolta dal Generale Solinas il 17 settembre con la consegna delle armi ai tedeschi. Tutte le bandiere dei Reggimenti della Divisione furono messe in salvo dai rispettivi comandanti.

 

LE TRE MEDAGLIE D'ORO

S.ten

PERNA

Luigi

Ten.

PERSICHETTI Raffaele

Cap.

PANDOLFO

Vincenzo

 

CHI C'ERA DAVVERO ALLA DIFESA DI ROMA?

Oltre ai Granatieri di Sardegna, parteciparono ai combattimenti anche le segg. unità e reparti:

Il raggruppamento Esplorante Corazzato "Lancieri di Montebello"; due Compagnie di Bersaglieri; un Battaglione di Allievi Carabinieri; uno Squadrone appiedato di Carabinieri della "Pastrengo"; un Battaglione della P.A.I.; il I e II Battaglione di Fanteria della "Sassari"; un Gruppo di Squadroni appiedato della Deposito del "Genova Cavalleria"; un Battaglione del Deposito del 4° Reggimento Carristi; un Battaglione volontari Tunisini; una Compagnia d'Assalto Italiani all'Estero; una Compagnia del Deposito del 2° Reggimento Bersaglieri; una Compagnia del X Reggimento Arditi; una Compagnia di Paracadutisti; una Compagnia del XII Battaglione Semoventi; una Compagnia del X Battaglione Mortai; un Gruppo del 34° Reggimento Artiglieria, il IV Battaglione Guastatori e una batteria da 105/25 della Divisione "Ariete".

 

Uno speciale ringraziamento al Sig. Antonino Torre

Un'altra figura di spicco della battaglia: Don Pierluigi Occelli, Parroco della Montagnola. Diede il suo sostegno ai Granatieri che combattevano e rimase legato a loro per tutto il resto della sua vita

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