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63 anni fa: Anzio

Quella dello sbarco Alleato ad Anzio credo rimarrà per sempre una pagina di Storia sulla quale si scriverà a lungo e del resto la sua pianificazione, la tattica adottata nelle prime fasi e le decisioni della catena di comando ben si prestano ad attente analisi le quali, caso strano nel caso di una operazione militare,  possono risultare corrette sia se svolte in un senso che nell’altro.

 

Rinforzi sbarcano nel porto di Anzio, diretti al vicino fronte.

 

Genieri americani provvedono a sminare una strada durante il consolidamento della testa di ponte.

 

La testa di ponte di Anzio-Nettuno al momento della massima pressione tedesca.

 

La V Armata realizzò il piano dello sbarco sulle coste laziali il 25 novembre 1943, piano che fu accettato dal generale Clark e denominato "Shingle".

L’azione avrebbe dovuto avere luogo nel momento in cui le truppe Alleate avessero sfondato le difese all’imbocco della Valle del Liri (ritenute all’epoca non così potenti come poi si dimostrarono) e raggiunto una linea compresa tra Capistrello – Ferentino – Priverno, onde appoggiare il loro tentativo di conquistare gli accessi dei Colli Albani, ultima vera porta prima della Capitale italiana (per cui già parliamo di un compito sussidiario, non di conquista vera e propria di Roma).

Il piano venne poi giorno dopo giorno posticipato a fronte delle altre difficoltà che l’avanzata Alleata stava incontrando, nonché della penuria di mezzi da sbarco (pronti ad essere inviati in Inghilterra per "Overlord", lo sbarco in Normandia), per essere rispolverato il giorno di natale del 1943 durante la Conferenza di Tunisi tra Churchill, Alexander,  Eisenhower e Wilson.

In questo frangente però "Shingle" si tramutò da semplice operazione di appoggio alla V Armata a qualcosa a molto più ampio raggio, da eseguirsi durante il mese di Febbraio 1944.

In pratica si trattava di aggirare il fianco del fronte tedesco tra il Garigliano e il Rapido e a chi, tra gli analisti, fece notare che la distanza da Anzio era troppa per sperare di influenzarne le operazioni e che sarebbe stato meglio scegliere una spiaggia prossima a Terracina per meglio integrare i due fronti, venne risposto che ciò “era un rischio che bisognava accettare” e che comunque un’azione diretta verso Roma avrebbe avuto un effetto strategico più evidente.

Presa la decisione, apparve subito che il mese di Febbraio era troppo lontano (e troppo vicino a Overlord) per sperare di trattenere i mezzi navali occorrenti e molte delle truppe destinate a tornare in Inghilterra per essere addestrate all'invasione sulle coste della Francia.

Tali considerazioni incisero in maniera netta sulla data dello sbarco (anticipata al 22 gennaio) e sulla forza con la quale questo sarebbe stato portato (unità assegnata fu il VI Corpo d'Armata della V Armata americana, originariamente composto da 2 divisioni di fanteria, 3 battaglioni Rangers, 2 battaglioni di Commando e un reggimento di Paracadutisti, seguiti subito dopo dalla 1ª Divisione corazzata americana e da elementi della 45ª Divisione di fanteria, sempre americana).

 

 

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