|
I FALLSCHIRMJAGER
IN AFRICA
Il teatro di
operazioni africano non vide la presenza di paracadutisti
tedeschi fino alla fine del 1942. In questo periodo infatti, un
gruppo da battaglia delle dimensioni di una brigata venne
inviato nel deserto a far parte dell’Afrika Korps di Rommel.
Poco più tardi, un altro gruppo di dimensioni ridotte fu inviato
in Tunisia a dar man forte nel tentativo di arrestare l’ormai
inesorabile avanzata delle truppe del generale Montgomery.
Durante la battaglia di El Alamein, Rommel era stato costretto
ad assumere posizioni difensive in attesa di rinforzi dalla
madrepatria. Sua intenzione era, una volta che questi fossero
giunti, di riprendere l’offensiva verso il Canale di Suez che
proprio la presenza delle forze di Montgomery aveva interrotto.
L’Alto Comando germanico decise così di inviare una forza d’urto
composta da paracadutisti per appoggiare questa ipotetica nuova
offensiva e Student scelse per il comando di questa unità il
generale Bernard Ramcke, una figura leggendaria che, dopo i
fatti d’Africa, assunse ancora maggior rilievo.
L’unità affidata a Ramcke era tuttavia eterogenea, formata da
reparti racimolati alla spicciolata e composti talvolta da
veterani, altre da uomini che avevano appena terminato
l’addestramento e che quindi non avevano alcuna esperienza di
combattimento. Ogni battaglione era un gruppo di battaglia a sé
e portava il nome del proprio comandante: il 1° Battaglione del
2° Reggimento era denominato “Kampfgruppe Kroh” ed era tornato
da poco dalla Russia; il 2° Battaglione del 5° reggimento era
invece il “kampfgruppe Huebner” ed era composto da una unità
addestrativa. Il “kampfgruppe von der Heyte” e il “Kampfgruppe
Burkhardt” erano invece assolutamente nuovi, formati da
personale che aveva appena ottenuto il brevetto di
paracadutista. Ad appoggiare questi quattro battaglioni c’erano
il 2° Battaglione del 7° Reggimento Artiglieria, una compagnia
di artiglieria anticarro, una compagnia di Genieri Pionieri e
una compagnia trasmissioni.
All’inizio di ottobre del 1942 i paracadutisti tedeschi e quelli
italiani della Divisione “Folgore” occuparono un settore
nell’area tra la depressione di Deir el Mreir e quella di
Munassib, dove sostennero alcuni combattimenti a partire dal 23
ottobre, nel corso dell’Operazione “Lightfoot” lanciata dai
britannici. Il settore di Ramcke venne però solo sfiorato dalle
azioni principali, le quali si svolsero più a nord e rischiarono
di lasciare scoperto il fianco dei paracadutisti.
Proprio per questo motivo, la Brigata Ramcke ricevette il 2
novembre l’ordine di ritirarsi di circa 15 chilometri per
assumere il controllo di nuove posizioni. Ma l’VIII Armata
britannica si era ormai incuneata nelle posizioni tenute dagli
italiani sul fianco sinistro, pertanto arrivò un nuovo ordine,
stavolta tremendo: ritirarsi di ben 150 chilometri, verso la
posizione di Bir Fuka. Dopo due giorni di marcia forzata tra
deserto e attacchi nemici, Ramcke decise di dirigersi verso la
Via Balbia, l’unica strada asfaltata presente nell’intera area e
via di comunicazione utilizzata dagli inglesi per rifornire le
proprie linee, al fine di cercare di catturare gli automezzi che
gli sarebbero serviti per assicurare la mobilità alla sua
Brigata.
Ci riuscì: un grosso convoglio britannico venne catturato
praticamente intatto e gli uomini di Ramcke poterono spostarsi
verso la propria destinazione a bordo di mezzi di trasporto
anziché a piedi, tra l’altro, come ci dicono le cronache, a
pancia piena e fumando come delle ciminiere per via del
materiale catturato al nemico.
Il finale dell’epopea della Brigata Ramcke in Africa denota la
straordinaria lealtà dei paracadutisti verso il proprio reparto.
Come esempio basta citare la storia della 2ª Compagnia del
Kampfgruppe Huebner, i cui feriti lievi rifiutarono di essere
rimpatriati per rimanere al fianco dei propri commilitoni che
ancora combattevano. Furono tutti uccisi o presi prigionieri
alla fine della Campagna di Tunisia.
Il 5° reggimento Paracadutisti del Maggiore Koch, creato nel
maggio 1942 e destinato a formare il nerbo della 3ª Divisione
Paracadutisti, partì alla volta della Tunisia agli inizi di
novembre del 1942 ed arrivò al completo verso il 16. Subito
prese posizione intorno alla città formando varie linee di
difesa contro gli attacchi Alleati ed eseguendo lunghe
ricognizioni tese ad appropriarsi di posizioni difensive
migliori. Esso era appoggiato dal Battaglione Genieri
Paracadutisti del Maggiore Witzig.
Il primo combattimento scoppiò proprio nel primo pomeriggio del
17 novembre, quando una colonna di Witzig si scontrò nei pressi
del villaggio di Jebel Tabiod con le unità britanniche del West
Kent Regiment.
I mesi passarono e i paracadutisti continuarono a tenere le
proprie posizioni contro qualsiasi tentativo di infiltrazione
nemico. Nel 1943, infine, il 5° Reggimento fu aggregato ad
alcuni elementi della Divisione “Hermann Goering”, nel frattempo
giunti dall’Europa e da quel momento in avanti fu conosciuto
come “Reggimento Paracadutisti Hermann Goering”. Continuò a
combattere con tale denominazione fino alla caduta della
Tunisia, nel maggio 1943, quando fu completamente distrutto
negli ultimi combattimenti. La perdita dell’intero reggimento fu
un grave fatto per l’arma aviotrasportata tedesca; basti pensare
che ci volle quasi un anno affinché si potesse rimettere insieme
l’unità e porla in grado di combattere. Nel marzo del 1944
infatti il reggimento venne finalmente ricostituito a ranghi
pieni e affidato alla 3ª Divisione Paracadutisti.
|