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Impressioni

 

 

La visita

 

Foto d'epoca

La Flak

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L'ingresso al Centro di Documentazione

Obersalzberg.

L'esposizione

fotografica al

"Dokumentation

Obersalzberg",

con i pannelli e le

numerose

foto d'epoca.

 

Il grosso portone in ferro che

porta ai bunker sotterranei, i

quali si estendevano per chilometri sotto le residenze

di Bormann, Goering e

Speer.

Uno dei percorsi interni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il massiccio portale che conduce

dal parcheggio all'interno della montagna dove

sorge in Nido dell'Aquila.

Nella sua configurazione originale,

due grosse maniglie in bronzo

a forma di testa di leone ornavano

il cancello, la cui chiave è oggi

in possesso di un collezionista

americano.

 

L'enorme tromba dell'ascensore

sito in uno dei Bunker.

 

 

Il percorso

(in rosso) che andava

dal parcheggio

al Nido dell'Aquila, con

l'ultimo tratto in verticale

da fare in ascensore.

L'idea si deve all'Ing. Fritz Todt e fu

subito approvata da Bormann.

Tale pozzo fu scavato dall'alto

verso il basso per evitare crolli.

Tutto il materiale di risulta fu

trasportato a valle per non

intralciare i lavori di costruzione

della casa.

 

 

Il Nido dell'Aquila, visto

dall'ultima salita prima

dell'arrivo.

Il massiccio caminetto in marmo italiano, dono a Hitler di Benito Mussolini.

 

"Sottoterra a oltre le nuvole": questa, in sintesi, la mia giornata nella zona di Berchtesgaden, in Bassa Baviera.

Da un paesino vicino Salisburgo, percorriamo una piacevole strada in mezzo ai boschi, con alte montagne intorno, seguendo le indicazioni per Obersalzberg.

Ultime curve e si arriva un grande parcheggio. Alle 9.30 di mattina ancora non ci sono molte macchine o pullman: è facile trovare un posto per la macchina e ci dirigiamo subito verso il "Dokumentation Obersalzberg", inaugurato il 20 ottobre 1999.

E' un centro di documentazione che unisce testimonianze della storia e della vita dell'Obersalzberg con aspetti del regime nazista. La visita è molto interessante ma, purtroppo, le didascalie dei vari pannelli sono solo in lingua tedesca e le audio-guide solo in tedesco o inglese. Possiamo solo "guardare le figure".

Alla fine del percorso, ci troviamo davanti a un portone in ferro che, dopo un lungo corridoio, porta nei bunker sotterranei. Si estendevano per chilometri sottoterra, sotto gli edifici e le residenze di Bormann, Goering, Speer, oltre, naturalmente, sotto il Berghof.

Lunghi corridoi, scale, vari ambienti e camere più piccole. Ma la cosa più impressionante è la tromba dell'enorme ascensore Il fondo si perde nel buio ma sono riuscita a fare delle foto che, spero, rendano un pò il posto..

Però questi bunker hanno un aspetto strano: troppi lavori per mettere i locali a norma ne hanno cambiato l'atmosfera.. troppe luci, cavi dappertutto.

Usciti di lì, velocemente (l'attesa è tanta) andiamo alla stazione dei pullman per il Nido dell'Aquila. La strada è chiusa al traffico normale, lunga 6 km, molto stretta e ripida ma con intorno un panorama molto vario.

Alla fine della strada, eccoci finalmente ai piedi dell'ultimo salto. Un portone si apre su una lunga galleria di 124 metri: noi, poveri mortali, la percorriamo a piedi; gli abitanti e gli ospiti arrivavano fino all'ascensore in macchina.

Un bellissimo ascensore, rimasto quasi uguale a com'era più di 70 anni fa: per motivi di spazio sono stati tolti i divani lungo le pareti ma sarebbero assolutamente inutili, vista la velocità di salita: solo 41 secondi per percorrere 124 metri!

E su.. oltre le nuvole, un panorama mozzafiato: lo sguardo spazia a 360°, ben oltre la città di Salisburgo. Pianure, colline, boschi e alte e rocciose montagne.

L'edificio è rimasto identico a come era stato costruito, solo piccole modifiche. Dove un tempo c'era la cucina che serviva per i pranzi del Fuhrer e del suo entourage, adesso c'è la cucina di un ristorante. Una cosa è sicuramente cambiata: l'atmosfera. Allora, pochi ospiti, scelti; ora quasi un turismo di massa, rumoroso e un po' invadente..

Dopo una passeggiata nei dintorni, un po' di foto normali e un po' di lavoro per me, alla ricerca dei miei amatissimi "then&now", riprendiamo l'ascensore, il pullman e torniamo alla base e alla macchina.

Ultima sosta all'attuale Hotel Zum Turken: altri bunker, come resistere alla tentazione? E questi, finalmente, sono dei "veri" bunker! Suggestivi quanto basta per rendere l'atmosfera del tempo passato.

 

 

I lavori di costruzione del sentiero che porta al Nido dell'Aquila. Molte delle gallerie furono scavate da operai italiani "prestati" al III Reich.

 

Uno dei manifesti esposti all'interno del centro documentazione dell'Obersalzberg.

 

Un pannello con foto sulla campagna d'Italia. Visibile, in basso a destra, una foto dell'Abbazia di Montecassino distrutta.

 

 

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