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Per lo studio, la catalogazione e la salvaguardia di materiale storico-militare |
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Ci sono persone che una volta incontrate ti rimangono impresse. Se poi queste persone ti dimostrano un'amicizia disinteressata che va oltre la semplice conoscenza, allora il ricordo di loro diventa perenne, quasi come una presenza costante nelle stanze della nostra memoria. |
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Era una persona semplice, innamorata dell'Italia e dei suoi luoghi, molti dei quali aveva visitato per la prima volta durante la guerra. Ci tornava ogni anno assieme alla sua amata Helga, una donna alta e molto di classe, che amava collezionare bambole di porcellana e che proprio per questa passione ogni tanto "trascinava" letteralmente il suo Willy in giro per l'Europa. Dapprima ebbi soggezione di lui: era pur sempre uno che aveva fatto la guerra, un paracadutista tedesco..uno che aveva combattuto a Cassino e le mie esperienze precedenti con i veterani germanici mi avevano insegnato che non era facile tirar fuori da loro le memorie di quei mesi passati all'ombra dell'Abbazia. Ma Willy ben presto si dimostrò una sorta di "tedesco atipico", privo di quel riserbo quasi ermetico che animava, almeno appena conosciuti, tutti i suoi connazionali. Penso anzi che con lui si fosse instaurato una sorta di muto accordo, cosa questa che credo apprezzasse moltissimo: io non ero insistente con le domande e lui, quando voleva, mi parlava della guerra, delle sue esperienze e dei suoi compagni. Ricordo i suoi occhi, volti verso l'Abbazia, i suoi capelli ormai bianchi che si animavano alla brezza della Valle del Liri..e ricordo che quando se ne andò, nel 2000, rubato alla vita da un male incurabile che lo aveva colto durante la sua meritata vecchiaia, pensai che non era giusto che un uomo sopravvissuto alla battaglia di Cassino e alla guerra lasciasse così la propria esistenza. Qualche giorno prima chiamai casa sua e mi rispose Helga, la voce rotta dal pianto, che chiuse la telefonata con un "grazie" che ancora ricordo. Scrissi allora una poesia che le mandai e qualche tempo dopo lei mi rispose, inviandomi alcune foto del funerale (c'erano tutti i suoi camerati del tempo di guerra)dicendomi che quelle righe le aveva lette durante l'omelia funebre. Ero io a dover ringraziare lei, pensai. Anche Helga se ne andò, poco tempo dopo, quando due balordi per strada la colpirono al capo per portarle via la borsa..e allora la mia convinzione che c'era qualcosa che non girava per il verso giusto nella ruota della vita si rafforzò. Il ricordo che ho di loro due è di una tenerezza incredibile e non c'è una sola volta che io passi per Cassino che la mia mente non vada al caro Willy e alla sua adorata Helga, amici di un tempo lontano che se n'è andato assieme a loro. |
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