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I carri dei "Lancieri di Montebello" tentano di opporsi ai paracadutisti tedeschi, ma la disparitą di forze e di organizzazione č purtroppo evidente
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Nel luglio 1943, quando si determina l'esigenza di predisporre la difesa della Capitale con unitą moderne e affidabili, Montebello con tutta la divisione "Ariete 2" viene trasferito a nord di Roma e schierato nella tenuta Olgiata. Alle 23.30 del giorno 8 settembre il reggimento riceve un preavviso di movimento per portarsi nella cittą alle dipendenze della divisione Granatieri di Sardegna. Dopo poche ore giunge l'ordine esecutivo e la colonna motocorazzata di Montebello muove all'alba del 9 settembre su Roma, dove si attesta a ridosso della linea di capisaldi presidiata dal 1° reggimento Granatieri tra il Tevere e la via Ardeatina. La prima azione sarą l'occupazione del caposaldo della Magliana, mantenuto per tutta la giornata nonostante un contrattacco condotto dai tedeschi nel pomeriggio. All'alba del giorno 10, rinnovatisi gli attacchi avversari e mancando lo spazio indispensabile alla manovra dei suoi reparti corazzati, Montebello deve arretrare. Nella mattinata i combattimenti proseguono intensi nella zona di Porta San Paolo, alla Piramide di Caio Cestio e alla stazione Ostiense. La resistenza č caparbia ed eroica fino alle 16.30 quando i reparti superstiti ripiegano sul ponte Sublicio.
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In Viale G. Baccelli, il carro dei militari italiani Baldinotti e Lazzerini giace distrutto dal tiro tedesco. I due valorosi e sfortunati soldati furono sepolti momentaneamente poco lontano. Oggi, una lapide nello stesso identico posto ricorda il loro sacrificio. |
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