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Permetteteci uno sfogo ragionamento sulle Associazioni Storiche e l'ambiente in cui si muovono | ||||||||||||||
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Normalmente si pensa ad un'Associazione Storica come ad un gruppo di persone dagli interessi comuni, che un bel giorno si riuniscono dandosi degli obiettivi e svolgendo un lavoro ricerca accurata nel campo di propria competenza. Questo è l'input; l'output è invece rappresentato dalle iniziative che le Associazioni riescono a realizzare ed a porre in essere, tese alla valorizzazione del lavoro svolto attraverso la diffusione della propria opera di ricerca e studio. Fin qui, sembra semplice descrivere un'Associazione come la nostra, o come le tante che operano nel medesimo campo.. verrebbe quasi da pensare che il tutto si svolga nell'ambito di una semplicità quasi scontata. Niente di tutto questo. Le Associazioni si muovono invece in un campo molto difficile, spesso costellato dall'indifferenza quasi totale delle Istituzioni e/o degli Enti che invece ne dovrebbero favorire la nascita, lo sviluppo e le iniziative. Esse devono sempre andarsi a cercare le possibilità di diffondere la nostra opera di ricerca, e quasi mai nessuno ha pensato che questo lavoro duro, impegnativo, fatto spesso di ore spese a scapito del nostro lavoro "regolare" o dei nostri affetti, abbia sovente dovuto "guadagnarsi" un proprio spazio espositivo o editoriale, quasi pregando ciò che dovrebbe essere un diritto di tutti: l'accesso alla cultura. Il nostro territorio, così pieno di possibilità proprio grazie alla sua storia in generale, ed in particolare a quella relativa agli eventi bellici del 1943-44, è paradossalmente quello più indifferente alle vaste possibilità date da Associazioni come la nostra, tanto è vero che i Comuni per primi, i quali dovrebbero fare tesoro della loro attività e sfruttarne l'opera, spesso non ne conoscono affatto l'esistenza. Ciò accade nonostante più volte esse si siano proposte negli anni, al fine di organizzare manifestazioni rievocative (qualche volta anche riuscendoci). Un esempio di tutto questo è semplice da fare; basta fare dei semplici confronti con quanto, ad esempio, viene fatto o è stato fatto in altri Paesi, sicuramente molto più sensibili verso la propria storia. In Normandia, ad esempio, lo sbarco del 6 giugno 1944 vide le località costiere interessate ai combattimenti per poco più di una settimana, dopodichè le azioni si spinsero verso l'interno: ebbene, in Normandia esiste un piccolo Museo in ognuna di queste località, tanto da rendere possibili dei veri e propri "Memorial tours" lungo chilometri e chilometri di costa. Nelle Ardenne, al confine tra Belgio e Germania, l'omonima battaglia infuriò per appena venti giorni, a cavallo tra il dicembre 1944 ed il gennaio 1945; eppure, da quelle parti, ogni paesino è riuscito in qualche modo a creare una sorta di percorso della memoria, a ricordo di quegli avvenimenti. In luoghi come St.Vith, Houffalize, Bastogne, sembra quasi che gli eventi si siano svolti pochi anni prima, tanto sono vivi i ricordi e le testimonianze che si è riusciti a conservare. E Cassino? E il nostro territorio? Niente di niente; cinque mesi di battaglie durissime, costate la distruzione pressochè totale di tanti paesi e la vita di migliaia e migliaia di militari e civili, sembrano non essere mai esistiti, cancellati da sessant'anni di indifferenza totale delle istituzioni, dei comuni, delle strutture che dovevano includere anche questi avvenimenti tragici in un progetto valido di valorizzazione del territorio. Dovrebbero, questi signori che si sono avvicendati nell'amministrare la nostra area, ringraziare non noi (per carità..), ma la semplice esistenza di Associazioni come Historia, L'Associazione di Rivisitazione Storica di Cassino, L'Associazione Battaglia di Cassino, il Cassino War Memorial ed i tanti singoli appassionati per aver creato, tra mille difficoltà, questo modo di "fare storia", di raccontare gli eventi in modo scevro da qualsiasi falso valore nostalgico o di revisionismo, per la capacità di ricercare e conservare testimonianze che altrimenti sarebbero andate perdute. Tutto quanto è stato finora fatto, si badi bene, è frutto di iniziative di privati che non godono di alcun finanziamento ma che spesso, anzi, ci rimettono tempo e denaro di tasca propria pur di dimostrare che si può raccontare la storia, che è possibile far rivivere certi momenti in maniera fedele, facendo scattare l'unica vera molla che può far muovere le cose; quella che fa la differenza tra l'immobilismo e la possibilità invece di realizzare qualcosa di valido: la passione. Questa o la si possiede, oppure non la si possiede, semplice.. molto semplice signori Amministratori che in sessant'anni non siete riusciti a sfruttare una tragedia trasformandola in un motivo di interesse e di crescita economica per la nostra terra; perchè oggi il turista si reca all'Abbazia di Montecassino e poi riprende la via di casa, senza nemmeno passare per la città sottostante.. il turista va a Montecassino e poi si sposta verso Roma o verso Napoli, senza neanche immaginare, se proprio non vogliamo parlare di guerra, che esiste, sempre a Cassino, un Museo Archeologico, oppure la città romana di Fregellae tra Ceprano e Isoletta, le mura ciclopiche ad Arpino (patria di Cicerone), e tanti altri luoghi di elevato interesse storico e culturale. Ma forse nemmeno a voi interessa tutto ciò; del resto siete troppo presi dalle vostre beghe di potere che il benessere del territorio e della gente che lo abita (e che avete la responsabilità di amministrare) è un qualcosa che certamente, alla fine, risulta anche fastidioso da tenere in considerazione. Con poca osservanza verso di Voi.. e con altrettanto poco rispetto.
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