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I Diavoli Verdi a Pippingford

Pubblichiamo questo interessantissimo pezzo dell'amico Massimo Castelli, relativo a quella che a nostro avviso è una delle più belle riunioni di Reenactors a livello mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune immagini scattate dal duo Castelli - Valente alla Manifestazione di Pippingford del 2005.

Devo riconoscere che, assieme a quelle a lato, sono molto veritiere e d'effetto..tra l'altro le condizioni di vita molto dure "imposte" ai partecipanti dall'organizzazione devono aver reso abbastanza realistico il raduno.
 

 

 

Questo raduno si tiene periodicamente nel parco naturale di Pippingford a sud ovest di Londra, nel west Essex.

E' organizzato da Peter Skillman, un reenactor decano della Living History Ass. una delle più vecchie e gloriose Associazioni Inglesi di Living History della WW II.

E'  un evento di 36 ore no/stop di reenacting, una full immersion nel passato nel vero senso della parola. Bisogna portarsi dietro ogni cosa di cui si ha bisogno, sia per mangiare che per dormire e combattere, equipaggiamento ecc. Il tutto deve essere rigorosamente d'epoca e più fedele possibile, dal momento in cui si arriva fino al termine del raduno.

L'ultimo a cui abbiamo partecipato io e Marco Valente, unici ospiti Italiani del FJR 2 (Fallschirmjäger Regiment 2 - 2° komp.) lo scorso 9/10 aprile, era ambientato in Olanda 1944, (nel primo tenutosi a Novembre e ambientato in Italia, aveva partecipato anche l'amico Marco Santilli dei Feldgrau), prevedeva la difesa ad oltranza di una serie di postazioni lungo un fiume, e sopratutto la difesa del ponte Bayley che lo attraversava.

Questo raduno, come ci era stato annunciato dai nostri amici Inglesi, doveva essere più autentico e vero possibile degli altri fatti prima. Non erano ammessi sacchi a pelo e tende moderne, né tanto meno fornelli a gas o luci tipo mag-lite.

Anche per il cibo vigevano regole ferree: niente scatole di carne e fagioli con etichette moderne e vistose, niente buste di plastica o confezioni di pane e biscotti da Supermercato, bensì tutti gli alimentari incartati con etichette Luft stampate da internet o al massimo con carta da zucchero o carta riciclata.

Per dormire senza morire di freddo (la temperatura andava da 0° a -1°C) solo tre teli tenda italiani, uno tedesco e per sottofondo della comoda paglia. Per coprirsi coperte militari di lana.

Il sabato mattina presto, messo insieme lo zaino con tutto l'equipaggiamento e vettovagliamento utile per le 30 ore successive ed espletato la procedura dell'affitto delle armi a salve, c'e' l'appello.

Noi dell'Asse siamo almeno 45/50. Due gruppi di Fallschirmjäger, più l'Hermann Goering con una SKFZ 222, due sidecar, una moto ed un piccolo gruppo di SS del Second Battle Group.

Gli Alleati sono almeno 40 con 3 jeep: ci sono i parà e la fanteria Inglese dell'Hampshire Regiment e infine, tanto per gradire, gli Airborne USA dell'82ª.

Si parte e ci avviamo al nostro punto di raduno, verso il ponte Bayley, ma ecco che subito incappiamo in una imboscata degli Alleati; scambio di fucilate e mitragliate varie, poi infine una salva di 5 o 6 esplosioni nel terreno fra noi e loro, con ritirata (loro).

Per tutto il resto della giornata abbiamo avuto numerosi contatti a fuoco con l'avversario/nemico. Il nostro gruppo di Fj  ha dato buona prova di sé negli scontri, aggirando sovente gli Americani e prendendo anche un prigioniero. Con somma sorpresa mia e di Marco, il prigioniero viene realmente maltrattato nella subitanea perquisizione a mani alzate  e, cosa strana, non protesta ma recita ed interpreta realmente la sua parte, come in un film. Al calare della notte, dopo aver preparato il campo attrezzando le tende con zeltbhan e teli italiani e dopo esserci rifocillati, facciamo un breve briefing, poi partiamo per un attacco notturno sulle posizioni Alleate, precedentemente individuate dalle pattuglie esploranti. Restiamo  coinvolti in un combattimento notturno, reso molto realistico anche per il lancio di razzi illuminanti con paracadute (che rendono surreale tutta  la scena), insieme ad ordini urlati in tedesco al ritmo di squilli di fischietto dell'ufficiale comandante il kampfgruppe.

Al temine, tornati al campo, parliamo e scherziamo bevendo vino rosso portoghese (chissà dove l'avranno preso) e fino a tardi rimaniamo intorno al fuoco. Poi ci  ritiriamo per un breve sonno nei nostri ripari provvisori.

Domenica mattina presto abbiamo pattugliato quasi tutto il campo avversario e rimaniamo  coinvolti in una serie di scontri con i britannici dell'Hampshire Regiment, che sono  dei degni avversari. I combattimenti si  protraggono per tutta la mattinata. Alla fine foto ricordo nei posti più caratteristici del luogo, come la casetta diroccata usata per girare un episodio di Band of Brothers.

Alle 13.00 circa, dopo una estenuante camminata, smontiamo il campo e rifacciamo gli zaini, poi ci incamminiamo in fila per due e a passo di marcia, cantando l'inno dei Fallschirmjäger, verso l'area parcheggio delle auto.

Stanchi ma contenti di aver partecipato ad un evento irripetibile, almeno in Italia. Un raduno storico che è a metà tra una gara 24 h. di soft-air (altra mia passione) ed un film di Steven Spielberg.

Parlando alla fine con i nostri amici Inglesi ed avendo letto i loro resoconti sul forum wwii.reenacting, a loro detta era stato il più  realistico ed eccitante evento organizzato negli ultimi anni.

 

Massimo Castelli

 

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