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Certamente più del Tigre, questo carro fu molto apprezzato dai carristi tedeschi in ragione della sua potente corazzatura, del suo innovativo cannone e della sua mobilità. |
Un Panther Ausf D nuovo di zecca, appena uscito dalle officine della MAN
Un Panther viene fatto scendere da un convoglio ferroviario sul fronte russo, nell'inverno 1943-44.
Un mezzo distrutto da forze francesi sulla strada tra Pico e San Giovanni Incarico. I Panther che operarono sulla Linea Gustav e, successivamente, lungo tutta la ritirata nella Valle del Liri, appartenevano al Panzer Regiment 4, trasferito dal gennaio del 1944 in Italia dal fronte russo. Il loro primo impiego nel nostro Paese fu sul fronte di Anzio-Nettuno: successivamente se ne avvistarono alcuni a Roccasecca e poi, sempre più frequentemente, durante le operazioni susseguenti allo sfondamento della Linea Hitler, tra Piedimonte San Germano e Pontecorvo.
Un Panther Ausf D abbandonato per mancanza di carburante nelle Ardenne. Sulla torretta è montato uno speciale e innovativo dispositivo per la visione notturna.
Il Bergepanther, mezzo corazzato da recupero messo a punto sullo scafo del Panther
Il poderoso Jagdpanther, con cannone Pak.43 da 88mm. Operò perlopiù sul fronte della Normandia. | ||||||||||||||||||||||||||||
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STORIA E SVILUPPO Nel 1941 il carro più potente in servizio nell'esercito tedesco, il Panzer MK IV, non era tuttavia in grado di opporsi validamente al T.34 sovietico, che apparve proprio in quell'anno in numero ridotto sul fronte dell'est. L'attività diretta a dargli un successore era iniziata già dal 1937, ma il progresso era stato lento a causa del continuo variare delle esigenze e delle specifiche tecniche. Nel 1941 sia la Henschel che la Porsche avevano ultimato prototipi di carri della classe 30-35 tonnellate, denominati rispettivamente VK 3001H e VK 3001P. Essi però non vennero posti in produzione e il loro ulteriore sviluppo diede vita al Tiger VK 4501. Alla fine del 1941 fu avanzata l'esigenza di un nuovo carro con cannone da 75mm a canna lunga, con corazza spessa e inclinata per ottenere la massima protezione entro i limiti di peso del veicolo. Inoltre furono richiesti cingoli più larghi per migliorare la mobilità. Al fine di soddisfare tali esigenze, la Daimler Benz presentò il VK 3002DB, mentre la MAN propose il VK 3002M. Il primo progetto era praticamente quasi una copia del T.34 russo, mentre il secondo appariva come una macchina leggermente più grande e dal design più originale. Alla fine la spuntò il progetto MAN e i primi prototipi del nuovo carro, denominato Panzerkampfwagen V Panther (Sdkfz 171) vennero ultimati nel settembre del 1942, mentre i primi modelli di serie giunsero dalla fabbrica ai reparti appena due mesi dopo. Contemporaneamente, la Daimler Benz iniziò anch'essa ad attrezzarsi per la produzione del Panther e, nel 1943, anche la Henschel e la Niedersachsen vennero inserite nel programma di produzione insieme a centinaia di ditte subappaltatrici. Venne progettato di costruire 600 Panther al mese, ma i bombardamenti Alleati fecero si che la produzione massima fosse di appena 350 veicoli. Ai primi del 1945 erano stati costruiti poco più di 4800 Panther. Il Panther, messo affrettatamente in produzione, rivelò subito alcuni difetti e molti mezzi andarono perduti più per malfunzionamenti tecnici che non per il fuoco nemico, cosa questa che inizialmente comportò una scarsa fiducia degli equipaggi nel nuovo mezzo. Il carro venne impiegato in azione dapprima sul fronte orientale, durante la battaglia di Kursk (Luglio 1943) e da allora fu schierato su tutti i fronti della Seconda Guerra mondiale (Africa esclusa). Una volta risolti i problemi tecnici, assieme alle sue capacità operative tornò anche la fiducia nel mezzo da parte degli equipaggi; in molti stimano il Panther come il miglior carro tedesco del conflitto, se non il migliore in assoluto. Dopo la guerra l'esercito francese schierò un consistente numero di Panther di preda bellica finché non poté disporre di mezzi più moderni. I primi modelli di serie furono del tipo Pzkpfw V Ausf A ed erano in realtà veicoli di pre-produzione; il Pzkpfw V Ausf B e C non vennero mai messi in produzione. Modelli successivi furono il Pzkpfw V Ausf D e il Pzkpfw V Ausf G.
Tra le versioni speciali
figurano un veicolo osservatorio corazzato (Beobachtungspanzer Panther),
un carro recupero (Bergepanther), un cacciacarri (Jagdpanther) e un
carro-comando (Befhelspanzer). Come "Optional" era disponibile una terza mitragliatrice sul portello della torretta, quest'ultima scarsamente montata al fronte.
IL PANTHER IN AZIONE Il primo fatto d'arme importante cui partecipò il Panther fu la grande battaglia, conosciuta con il nome di "Operazione Cittadella" lanciata dai tedeschi contro il saliente di Kursk nel luglio del 1943. E' lecito asserire che i tedeschi si attendessero molto dal Panther in questa fase della guerra, in quanto all'inizio di quell'anno avevano perduto la battaglia di Stalingrado e con essa la vitale iniziativa strategica sul fronte est. Hitler doveva pertanto trovare una mossa che ristabilisse il suo ascendente . Pensando che quel qualcosa potesse essere il carro Panther, egli arrivò al punto da dilazionare l'inizio dell'operazione fino a quando i nuovi carri non fossero stati pronti: tale dilazione fu additata come una delle cause della mancata vittoria tedesca a Kursk. Ancora imperfetti in quanto non rodati a sufficienza, i Panther manifestarono numerosi difetti alla trasmissione e al treno di rotolamento. Gli equipaggi non avevano avuto tempo di familiarizzare con il nuovo mezzo e di conseguenza non lo conoscevano alla perfezione, provocando con un utilizzo non adeguato molti guasti ancor prima di entrare in zona di combattimento. Viceversa, il carro manifestò subito che la sua corazza era invulnerabile al tiro della maggior parte dei cannoni nemici che era probabile incontrare sul campo di battaglia e che il cannone da 75mm era a dir poco micidiale anche nei confronti del superbo T.34 russo, fino ad allora un vero e proprio spauracchio per i tedeschi. Ma i Panther erano all'epoca troppo pochi per impressionare le enormi masse di corazzati sovietici e l'operazione "Cittadella" passò alla storia come un mezzo insuccesso delle forze armate tedesche. Dopo Kursk, lo sviluppo del Panther procedette rapidamente e al veicolo venne attribuita subito la massima priorità nella produzione. Gli iniziali problemi meccanici e di altro genere vennero gradualmente risolti e gli equipaggi appresero ad impiegare il potente mezzo di cui erano stati dotati. Di norma, i nuovi Panther vennero distribuiti a reparti d'elite (quelli delle Waffen SS ebbero sempre la precedenza rispetto alle unità dell'esercito regolare tedesco), dove erano concentrati gli ufficiali e i soldati più sperimentati di cui l'arma corazzata potesse disporre. Ma al pari di questi ultimi, anche i migliori meccanici erano perlopiù inviati alle unità di Panther, perché il mezzo di dimostrò presto una "belva" complicata, che richiedeva molta manutenzione per funzionare bene, tanto che un certo numero di problemi non venne mai risolto appieno. Ad esempio, il cambio di una ruota era cosa lunga e difficile, come anche il sistema di tiro era complicato e richiedeva messe a punto e tarature infinite. Il cannone poi, richiedeva costante attenzione: doveva imprimere al proiettile una notevole velocità iniziale (difatti aveva calibro leggermente diverso tra culatta e bocca) e al suo interno si sviluppavano temperature tali da usurare velocemente la rigatura interna. Un'altra fonte di preoccupazione era il raffreddamento del motore, reso possibile grazie a due enormi ventole montate direttamente sul comparto che lo conteneva, ma che non furono mai in grado di ovviare a problemi di surriscaldamento in determinate condizioni operative. Pur presentando tali problemi il Panther, una volta distribuito in gran quantità ai reparti, si dimostrò una splendida macchina da guerra. L'aumento della disponibilità consentì un migliore impiego del mezzo il quale, almeno in teoria, avrebbe dovuto sostituire in toto l'onnipresente Panzer MkIV (in realtà non fu mai prodotto in quantità tale per farlo). L'intenzione dei tedeschi era, per il 1944, quella di schierare almeno un battaglione di Panther per ogni Panzer Regiment. Tale battaglione avrebbe annoverato una compagnia comando (con 8 mezzi) e quattro compagnie su 17 mezzi ognuna, per un totale di 76 carri per battaglione. In pratica il progetto non venne mai attuato, in quanto le fabbriche non furono mai in grado di produrre nuovi mezzi in misura sufficiente e al tempo stesso di rimpiazzare le perdite. Infine, una parte della produzione fu destinata alla realizzazione di mezzi speciali, come il superbo Jagdpanther, un cacciacarri su scafo Panther che montava il poderoso cannone da 88mm Pak43.
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