alle
9,45 di oggi, 24 ottobre, il grande
Leone ORIOLI ci ha lasciato ed ha
raggiunto i suoi cari.
E'
rientrato nei ranghi del grosso del LI°
btg bersaglieri e sicuramente ora,
finalmente sollevato dalle pene della
vita, con la solita serenità, simpatia e
rettitudine morale si sta stringendo in
un abbraccio con il cap. Castelli. il
ten. Moiso e C.
Mi
sento in dovere di ringraziarlo per
quanto in questi anni ci ha insegnato in
termini di memoria storica
ma sopprattutto di onestà
intelletuale.
A noi
ora il compito di valorizzare e
mantenere vivo questo tesoro.
I Reduci del LI° btg. Bersaglieri AUC "Montelungo
1943"
salutano il commilitone
Leone ORIOLI
valoroso combattente nella
Guerra di Liberazione 1943 - 1944
ricordandone la schietta amicizia
e le grandi doti umane
Aggiungo ovviamente,
in qualità di Webmaster ma, soprattutto come appassionato di
quei fatti di cui Leone era la memoria vivente, il mio personale
cordoglio e quello penso di tutti gli amici di HISTORIA.
o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o
Quando se ne va "uno
di loro", uno di quelli che la guerra non l'hanno letta come
noi, che non ne hanno sentito parlare soltanto, ma l'hanno fatta
davvero, è come se una parte di quella storia, di quei giorni
tragici e al tempo stesso epici sparisse per sempre, spinto
dall'inesorabile trascorrere del tempo fra le braccia
dell'oblìo.
E' capitato con
tanti "Eroi silenziosi" che negli anni ho conosciuto, uomini che
non sono andati sui libri di storia, di cui non rimane traccia
sui testi che trattano la guerra, quella guerra, perchè erano
"alcuni dei tanti", gocce di esistenza in un mare umano che si
immolò per ideali giusti e sbagliati, convinti di contribuire a
modo loro e nel loro piccolo a formare quel "mondo migliore" di
cui tutti ancora oggi avremmo tanto bisogno.
Guardando gli occhi
di Leone in queste foto, mi sembra di vedere in essi quello
stesso quadro che osservavo in quelli di tanti che ho
conosciuto...Franz, Karl, il nostro Gradini di Cassino,
Siegfried, Brian e tanti altri: i colori della sofferenza
passata, della speranza, del rimpianto per tanti compagni
lasciati sul campo di battaglia e della consapevolezza di aver
fatto il proprio dovere non necessariamente all'insegna
dell'essere Eroi, ma con la dignità e la certezza di aver
compiuto il tutto in pace con la propria coscienza di uomo prima
di tutto e soldato poi.
Certamente esisterà
un posto dove tutti questi uomini vanno dopo aver lasciato
questo mondo...e a me piace pensare che mano a mano che ci
abbandonano si ritrovino tutti là, dove non esiste il tedesco,
l'italiano, l'americano, l'inglese, dove non c'è chi ha vinto e
chi ha perso, ma solo un grande prato verde dove, invece di
combattere, si gioca a carte, a bocce e si beve vino.
Ciao Leone...ciao
ragazzi.
Marco Marzilli
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