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Addio a Leone Orioli

Riporto integralmente l'email del sig. Claudio Vigna relativa alla scomparsa di Leone Orioli, valoroso combattente di Montelungo.

 

 

"Carissimi

alle 9,45 di oggi, 24 ottobre, il grande Leone ORIOLI ci ha lasciato ed ha raggiunto i suoi cari.

E' rientrato nei ranghi del grosso del LI°  btg bersaglieri e sicuramente ora, finalmente sollevato dalle pene della vita, con la solita serenità, simpatia e rettitudine morale si sta stringendo in un abbraccio con il  cap. Castelli. il ten. Moiso e C.

Mi sento in dovere di  ringraziarlo per quanto in questi anni ci ha insegnato in termini di memoria storica ma sopprattutto di onestà intelletuale.  

A noi ora il compito di valorizzare e mantenere vivo questo tesoro.

Claudio Vigna".

 

 

I Reduci del LI° btg. Bersaglieri AUC "Montelungo 1943"

salutano il commilitone

Leone ORIOLI

valoroso combattente nella

Guerra di Liberazione 1943 - 1944

ricordandone la schietta amicizia

e le grandi doti umane

 

 

Aggiungo ovviamente, in qualità di Webmaster ma, soprattutto come appassionato di quei fatti di cui Leone era la memoria vivente, il mio personale cordoglio e quello penso di tutti gli amici di HISTORIA.

 

 

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Quando se ne va "uno di loro", uno di quelli che la guerra non l'hanno letta come noi, che non ne hanno sentito parlare soltanto, ma l'hanno fatta davvero, è come se una parte di quella storia, di quei giorni tragici e al tempo stesso epici sparisse per sempre, spinto dall'inesorabile trascorrere del tempo fra le braccia dell'oblìo.

E' capitato con tanti "Eroi silenziosi" che negli anni ho conosciuto, uomini che non sono andati sui libri di storia, di cui non rimane traccia sui testi che trattano la guerra, quella guerra, perchè erano "alcuni dei tanti", gocce di esistenza in un mare umano che si immolò per ideali giusti e sbagliati, convinti di contribuire a modo loro e nel loro piccolo a formare quel "mondo migliore" di cui tutti ancora oggi avremmo tanto bisogno.

Guardando gli occhi di Leone in queste foto, mi sembra di vedere in essi quello stesso quadro che osservavo in quelli di tanti che ho conosciuto...Franz, Karl, il nostro Gradini di Cassino, Siegfried, Brian e tanti altri: i colori della sofferenza passata, della speranza, del rimpianto per tanti compagni lasciati sul campo di battaglia e della consapevolezza di aver fatto il proprio dovere non necessariamente all'insegna dell'essere Eroi, ma con la dignità e la certezza di aver compiuto il tutto in pace con la propria coscienza di uomo prima di tutto e soldato poi.

Certamente esisterà un posto dove tutti questi uomini vanno dopo aver lasciato questo mondo...e a me piace pensare che mano a mano che ci abbandonano si ritrovino tutti là, dove non esiste il tedesco, l'italiano, l'americano, l'inglese, dove non c'è chi ha vinto e chi ha perso, ma solo un grande prato verde dove, invece di combattere, si gioca a carte, a bocce e si beve vino.

Ciao Leone...ciao ragazzi.

 

Marco Marzilli 

Foto scattate il 5 aprile 2007 nel corso dei "4 passi sulla Gustav", la consueta "Passeggiata storica" organizzata dall'Associazione "Battaglia di Cassino" e dal Sito "Dalvolturnoacassino.it".

In quell'occasione era già piuttosto affaticato ma aveva voluto comunque scendere fino a Mignano e Cassino perchè ci teneva ad essere presente come reduce per "raccontare ai giovani".

Lo scatto lo ritrae mentre, appoggiato all'altare del vecchio cimitero del 67° Fanteria, sulle falde di quota 251 di Montelungo, proprio dove trovò riparo dai mortai tedeschi, raccontava i fatti dell' 8 dicembre 1943.

 

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