HISTORIA

storia & militaria

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L'ultimo volo di Michael Mauritz

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Si è spento Michael Mauritz, il pilota del Curtiss P-40 conservato a Piana delle Orme.

Per me, come credo per tutti coloro che hanno avuto la possibilità di conoscerlo nel corso della sua visita a Piana delle Orme, la notizia della morte di Mauritz è giunta come un fulmine a ciel sereno.

Dopo averlo conosciuto allora, con quel suo modo di fare da persona pacata ma al tempo stesso risoluta, quell'aria sveglia a dispetto dell'età, Michael era da me ritenuto come facente parte della categoria immaginaria delle "persone che non se ne andranno mai".

Ricordo ancora la sua intervista, rilasciata durante la conferenza stampa presso il Centro Museale, nella quale con aria serena, quasi stupita da tutta quell'attenzione che gli si era calamitata addosso improvvisamente, raccontò la sua storia.. la storia di un uomo qualunque catapultato nel bel mezzo di un evento memorabile, una guerra che farà parlare di sé ancora per tanto, tantissimo tempo.

E ricordo la sua battuta, rivolta al sig. De Pasquale: "beh, ora che il mio aereo è stato ripescato spero tanto che sia possibile accertare la causa del guasto".

Era un pilota Michael, un soldato come tanti che aveva preso parte al conflitto più sanguinoso che la storia umana ricordi.. ed era sopravvissuto, attraverso peripezie degne di una spy-story. Costretto ad ammarare poco al largo della costa laziale da un guasto tecnico al suo P-40 durante un volo operativo e caduto prigioniero, successivamente era riuscito a fuggire, riguadagnando le linee Alleate.

Dopo più di cinquant'anni, una lettera del tutto inaspettata gli era giunta dall'Italia: "abbiamo ripescato il suo velivolo dal fondo del mare", diceva quella lettera.. e immagino il turbinio di sensazioni provate in quel momento da Michael nel vedersi presentare davanti il proprio passato.

Ora Michael non c'è più.. portato via dal tempo implacabile, il quale è riuscito laddove nemmeno la guerra riuscì. Ma io voglio pensare che egli abbia ripreso quel volo interrotto nel lontano 1944 a bordo del suo "Skipper", e che da lassù sorrida a tutte le persone che, in vita, gli sono state care.

Ciao Michael.

 

Nell'infinito di quel cielo che un giorno ti appartenne,

ora tu sei, libero..senza più paura alcuna..

insensibile al dolore ed alla sofferenza..

che pure hai conosciuto in guerra.

Possa tu dispiegare le tue ali, ancora una volta..

per sempre..

e volare..volare alto..

là dove non esiste la parola "guerra".

Marco Marzilli

 

 

IL CORDOGLIO DI PIANA DELLE ORME

dal Sito del Centro Museale www.pianadelleorme.it

Si è spento in ospedale, il 2 Giugno ultimo scorso, all'età di 83 anni, Michael Mauritz, pilota del caccia conservato presso il nostro museo. La notizia della sua scomparsa ci lascia addolorarti e sgomenti. Inevitabilmente il ricordo ci riporta a quei giorni trascorsi con lui a Piana delle Orme. Michael ha lasciato un segno in tutti noi.

Protagonista di un episodio di guerra, tornato a galla per puro caso grazie a Skipper, l’aereo che lui pilotava quel 31 Gennaio del 1944, Michael si è fatto pacato interprete di un messaggio che rimarrà nel tempo e per il futuro di chi verrà dopo di noi. Mai tradito l’emozione, ha raccontato una storia di soldato in cui fortuna, coraggio, solidarietà, fede hanno intessuto la trama di una vita che doveva salvarsi per arrivare sin qui. Non esistono nemici e non ci sono mai ragionevoli motivi per giustificare la ferocia di una guerra.

Crediamo che mai il “Lt. Mauritz” abbia dimenticato di essere, prima di tutto, un uomo. Per questo Piana delle Orme sarà sempre la casa di quell’uomo e del Suo aereo.

A. D.

 

 

"Non si può avere nuvole e piante, la terra e anche il cielo; ogni cosa ha da far la sua vita. Si può solo dare un’occhiata tranquilla, sapendo che quel cielo ricopre ogni cosa

C. Pavese

 

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