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E' morto Joe Rosenthal

Domenica 20 agosto si è spento all'età di 95 anni il combat-cameraman che scattò la famosissima foto a Iwo Jima.

Non se n'era neppure accorto, di aver scattato la foto che per gli americani sarebbe diventata il simbolo della Seconda Guerra Mondiale:
«Quando qualche giorno dopo un collega mi fece i complimenti, pensavo che si riferisse ad un'altra immagine».

Ma Joe Rosenthal si è portato davvero dietro un pezzo di storia, quando domenica è morto vicino San Francisco, a quasi 95 anni d'età. Si è portato il ricordo dei marines che alzavano la bandiera sull'isola giapponese di Iwo Jima, fermati nell'istantanea che racconta da sola la vittoria sul fronte del Pacifico.
Rosenthal era nato a Washington nel 1911 e aveva cominciato a scattare foto per hobby.

Durante la Grande Depressione si era trasferito a San Francisco, dove la Newspaper Enterprise Association gli aveva dato un lavoro. Poco dopo il San Francisco News lo aveva assunto come fotoreporter: «Mi diedero una scatola nera e mi dissero: pensa solo a puntare il lato dove ci sono le lenti verso il soggetto, e fai clic. Poi noi ti diremo cosa combini giusto e cosa sbagli» Evidentemente Joe se la cavava, perché durante la Seconda Guerra Mondiale l'agenzia Associated Press lo aveva assunto e spedito al fronte. Così il 19 febbraio 1945 Rosenthal era sbarcato sull'isola di Iwo Jima, insieme ai 30.000 marines incaricati di conquistarla, perché serviva come testa di ponte per un eventuale invasione del Giappone.

Ci vollero cinque settimane di battaglia e 6.800 soldati americani morti, ma alla fine l'obiettivo venne raggiunto.
Il momento che sarebbe passato alla storia, però, era avvenuto appena quattro giorni dopo lo sbarco, quando i marines avevano preso il monte Suribachi, punto più alto dell'isola. «All'inizio - raccontava Rosenthal - non volevo neppure salire, perché mi avevano detto che la bandiera a stelle e strisce era stata già alzata. Poi, però, decisi di andare lo stesso». Nel resto della sua vita, Joe non avrebbe mai fatto un'altra scelta più fortunata e importante. «Una volta in cima, vidi con la coda dell'occhio che i marines stavano sostituendo la prima bandiera, giudicata troppo piccola, con una più grande. Puntai la macchina e scattai». Venne una foto da premio Pulitzer, che è diventata il simbolo americano della guerra e della vittoria. Per anni Rosenthal è stato accusato di aver costruito l'immagine, mettendo in posa in soldati, ma fino alla morte si è difeso così: «Se ci avessi provato, l'avrei rovinata».

 

 

 

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