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I due nemici...

Nel turbine di quella follia collettiva che è la guerra, il caso a volte riserva delle sorprese a dir poco incredibili. Vi raccontiamo cosa accadde quella volta nel 1994, durante le celebrazioni del 50° Anniversario della battaglia di Cassino.

 

 

 


Karl Newedel all'epoca dei suo servizio presso la 14ª Compagnia del FJR.4.

 

Con alcuni commilitoni su Quota 593

 

Karl posa fiero su una delle sue prede. Uno dei carri Sherman distrutti presso Masseria Albaneta.

 

Per l'azione contro i mezzi corazzati all'Albaneta, Newedel fu insignito della Croce di Ferro di 1ª Classe. Karl è il militare con i pantaloni chiari.

 

Karl Newedel a Cassino nel 1994, all'epoca delle celebrazioni del Cinquantenario della battaglia.

Purtroppo un destino crudele ci privò della sua presenza poco tempo dopo.

 

 

 

 

 

 

 

Era il maggio del 1994 e ci trovavamo nel periodo clou delle celebrazioni del 50° Anniversario della battaglia di Cassino. Ricordo che quel giorno eravamo davanti al Monastero di Montecassino assieme a numerosi reduci tedeschi, britannici, americani ed attendevamo il momento di entrare per assistere ad una funzione religiosa all'interno dell'Abbazia.

Ad un tratto ecco che accadde qualcosa che ancora oggi appare incredibile: un gruppo di reduci neozelandesi si avvicinò al nostro amico Karl Newedel (paracadutista del 4° Reggimento) e, riconosciutolo dal fregio che egli sfoggiava sul suo basco, lo salutò iniziando a parlare dei trascorsi della guerra. All'inizio fu un dialogo apparentemente normale, una serie di domande su dove i protagonisti si trovassero schierati sul campo in quei giorni della battaglia...poi, ecco il colpo di scena.

Karl accenna qualche dettaglio della sua posizione "Ero dalle parti di Masseria Albaneta e partecipai all'azione che bloccò un attacco di carri neozelandesi diretto verso il Monastero il 19 marzo 1944".

In quel momento, uno dei reduci neozelandesi si fece avanti e dopo aver fatto un impeccabile saluto militare "all'inglese" disse a Karl: "Io ero su uno di quei carri quel giorno...e fui uno dei pochi fortunati ad uscirne vivo. Il mio comandante di compagnia e molti dei miei compagni non furono altrettanto fortunati e persero la vita".

Inutile dire che il sangue ci si gelò nelle vene al solo pensiero che due uomini che 50 anni prima avevano tentato di uccidersi a vicenda si erano ritrovati uno di fronte all'altro. Avrebbe vinto la solidarietà tra soldati, oppure il vecchio rancore che certamente poteva ancora covare nell'animo di chi vide i suoi compagni morire?
Dopo il primo momento di imbarazzo, con grosso sollievo di tutti i due si abbracciarono e si strinsero vigorosamente la mano, parlando di quei tempi come di una follia che aveva colto il mondo intero e che mai avrebbe dovuto tornare di nuovo.

Il momento fu immortalato da una troupe della Televisione neozelandese (presente per caso)la quale riprese il momento facendo anche una piccola intervista ai due veterani. Noi ve la proponiamo (cliccare sul collegamento sottostante).

 

guarda l'intervista

(see the interview)

 

Uno Sherman neozelandese del 20° Reggimento Corazzato, l'unità che tentò l'assalto alla Masseria Albaneta cercando di aprirsi la strada verso il Monastero di Montecassino.

L'attacco, pianificato per appoggiare le truppe Gurkha sulla Collina dell'Impiccato, fu organizzato da un ufficiale di artiglieria, il quale (incredibilmente) non contemplò il necessario appoggio della fanteria ai mezzi corazzati mandati all'attacco su un terreno aspro, che non conoscevano e praticamente infestato dagli uomini del 4° Reggimento della 1ª Divisione Paracadutisti tedesca.

 

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