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Il ritorno di Hans ad Arpino

Dopo 64 anni una bella storia di solidarietà del tempo di guerra riaffiora alla superficie dei ricordi.

 

 

Hans Hacker nel 1943 (sopra) con l'uniforme della Wehrmacht e oggi, a 84 anni.

 

Arpino oggi.

 

 

 

Ha attraversato l'Europa con la sua Mercedes 190 ad 84 anni suonati partendo da Hummeltal, piccolo paese di 2500 abitanti, nel Land della Baviera in Alta Franconia in Germania per rivedere Arpino e riabbracciare chi lo ha conosciuto.

Hans Hacker, classe 1924, arruolatosi nell'esercito tedesco nel 1943 nel secondo conflitto mondiale, è tornato nella terra di Cicerone dopo 64 anni per rivedere quei luoghi che nei suoi ricordi sono rimasti vivi. L'ottantenne tedesco è sceso in Italia per salutare Laura Reale, oggi 88enne, che all'epoca dei fatti, appena sposata, aveva 24 anni. Hans e Laura si sono scritti in questi sessant'anni sempre, ogni festività, non è mancata mai una cartolina d'auguri a Natale e Pasqua tra le loro famiglie. Hans ha perso un figlio di 22 anni in un tragico incidente di moto, non ha più la moglie e prima che le forze lo abbandonino ha voluto rivedere i posti della sua gioventù, ricordi che in tutti questi anni ha portato nel cuore. Aveva 19 anni, quando nel 1943 fu inviato in Italia sul fronte di Cassino. Lui era, però, nelle retrovie, in territorio di Arpino, nella frazione di Sant'Andrino, dove aveva la sua base.
Il suo compito era quello di rastrellare cavalli ed asini, che servivano per il trasporto di munizioni sul fronte di Cassino. A Sant'Andrino insieme ad altri commilitoni e abitanti della zona il giovane tedesco costruì delle stalle, dove accudiva e foraggiava il bestiame requisito. "Le razzie avvenivano nella campagne vicine" - racconta Laura Reale - "perché Hans e i suoi compagni non hanno mai toccato nulla delle nostre cose e tanto meno minacciato nessuno qui. La verità è un'altra, Hans ci dava da mangiare a tutti in questa contrada, quando cucinavano per loro quello che avanzava lo distribuiva alla popolazione di quest'area, per noi non c'era niente e la fame si toccava con mano. Ricordo ancora quando arrivavano i pacchi di sua madre dalla Germania, con cioccolata e carne. Lui anziché tenerseli per se li dava a noi.

E' rimasto legato a queste famiglie in tutti questi anni perché si sentiva a case e tutti gli volevano bene".
Più che una minaccia Hans è ed è stato per questa gente un benefattore, nonostante la sua giovane età si rendeva conto di quello che lo circondava . "Portavo" - racconta l'ex soldato tedesco - "munizioni sul fronte partendo da Arpino, poi Roccasecca e infine Terelle. Ma non era questo l'unico percorso, andavo anche ad Atina dove scaricavo armi e munizioni, che poi servivano per il fronte di Cassino. Mi ricordo tutti i nomi delle famiglie che ho conosciuto qui a Sant'Andrino, ma non ci sono più".
Hans è stato ospite per le festività di Pasqua della famiglia di Laura Reale prima di ripartire, ma prima si è fatto accompagnare a Montecassino ed a Caira, nel cimitero militare tedesco dove ha voluto pregare sulla tomba di molti suoi compagni.

 

Soldati tedeschi ad Arpino si intrattengono con la popolazione civile suonando la fisarmonica.

(Archivio Marco Marzilli)

 

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