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Tornano nel suo paese di origine le spoglie di un soldato di Arpino, morto in Germania nel 1945. |
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Un bellissimo scorcio di Arpino
La posizione geografica di Zehlendorf
il Tempio di Cargnacco |
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Un’attesa lunga più di mezzo secolo. Dopo 61 anni sono ritornate a casa le spoglie di Giuseppe Marcuccilli, “Aiutante di Sanità” dell’Esercito Italiano, morto nella Seconda Guerra mondiale, in Germania, all’ospedale S.Giuseppe di Berlino Zehlendorf, il 18 luglio 1945. Trentasette anni prima Giuseppe era nato ad Arpino, il 26 luglio 1908. Per l’ultimo saluto a Santopadre, comune ciociaro dove il milite si era sposato, mettendo su famiglia, una folla nutrita, commossa, composta da parenti giunti perfino dalla Francia. Marcuccilli è stato trasportato in aereo in Italia giovedì scorso. La salma è atterrata all’aeroporto di Fiumicino alle 10.30. Ad accompagnarlo nel suo viaggio di ritorno i familiari, la protezione civile di Santopadre, la moglie Angelina e i figli Antonio e Vincenzo. Con loro pure i nipoti giunti da Parigi. Lo scorso sabato, alle 10.30, la solenne cerimonia a Santopadre presso il monumento dei caduti. Presenti le autorità, tranne i rappresentanti dell’esercito italiano. “Ci è stato spiegato che non era possibile la loro partecipazione – afferma la nipote Maria Cristina – "comunque sono soddisfatta perché è stata una cerimonia commovente. Mio padre Antonio, ha sempre desiderato far tornare il suo papà, Giuseppe, nel paese d’origine. Perché alla sua morte in guerra aveva solo 6 anni. Adesso invece tutti potranno recarsi al cimitero del paese per salutare Giuseppe Marcuccilli”. Articolo di SACHA SIROLLI Per "Il Messaggero" di Lunedi 23 ottobre 2006
Giovedì
tornano in Italia altre 380 salme
NOTA DEL WEBMASTER Il ritorno a casa di un militare caduto più di sessant'anni fa è sempre qualcosa di commovente, un momento che esigerebbe il massimo rispetto da parte di tutti, in primis da parte di quelli che oggi siedono a vari livelli nei posti di comando più o meno importanti di quello stesso Esercito che allora mandò migliaia di giovani a morire nelle sabbie dell'Africa o tra le gelate steppe russe. Nel caso del nostro conterraneo Giuseppe Marcuccilli, mi rimane davvero difficile pensare che con una grossa caserma a Sora, poco più di 10 km da Arpino, e un'altra a Cassino, non si sia riusciti ad inviare nemmeno uno scarno drappello di militari come plotone d'onore per questo sfortunato nostro connazionale morto in terra straniera. Misteri d'Italia.
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