HISTORIA

storia & militaria

Per lo studio, la catalogazione e la salvaguardia

di materiale storico-militare

 

 

 

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Il Mito americano

 

 

John Garand e la sua creatura

 

L'arma nella sua configurazione definitiva

 

Un poster di propaganda d'epoca, raffigurante un soldato americano ed il suo fucile M1 Garand

 

L'inserimento della clip contenente 8 colpi nell'arma.

Alla fine del ciclo di fuoco, la clip vuota veniva espulsa verso l'alto

 

La clip di caricamento

 

Montaggio del cannocchiale per il tiro di precisione

 

PRODUTTORI DEL FUCILE

M.1 GARAND

PRODUTTORI

NUMERI DI SERIE

Springfield

1-100.000

Winchester

100.001-165.000 / 165.500

Springfield

165.501* / 165.001-1.200.000

Winchester

1.200.001-1.357.473

Springfield

1.357.474-2.305.849

Winchester

2.305.850-2.655.982 / 2.655.849

Springfield

2.656.149 / 2.655.983-4.100.000 / 4.200.000

Rock Island Arsenal

X2.655.982-X2.656.148

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’esigenza di dotare l’esercito degli Stati Uniti di un fucile automatico nacque fin dal lontano 1900, quando un oscuro capitano  (O.B.Mitcham) inviò una lettera al capo dell’Ordnance Department in cui specificava che in Europa le varie forze Armate stavano compiendo studi e sperimentazioni in tal senso.

Tuttavia fu solo alla fine della guerra 1915-18 che la cosa venne seriamente presa in considerazione, dando l’avvio ai primi tentativi di convertire il fucile standard di allora (lo Springfield M.1903) da arma a ripetizione ordinaria a semiautomatica.

Parallelamente, fece la sua apparizione sulla scena John Cantius Garand, un canadese di origine trasferitosi a New York nel 1914. Egli sviluppò svariati tipi di fucili, uno dei quali fu inviato per alcuni test al Naval Consultino Board. Il progetto fu poi bocciato, e Garand trasferito alla Springfield Armory nel 1919.

Ma Garand non si perse d’animo e continuò nella progettazione delle sue creature, le quali avevano tutte una cosa in comune: il funzionamento a recupero di gas.

 

 

Dopo varie traversie legate all’indecisione da parte delle Forze Armate americane sul calibro da adottare per i propri fucili, finalmente fu deciso che questo doveva essere lo 0.30 e Garand, che nel frattempo aveva continuato a sviluppare il suo progetto, presentò il prototipo denominato 0.30 T1E2 diventato il 3 agosto 1933 “Fucile semiautomatico 30 M.1”.

Seguirono due anni di collaudi che culminarono nell'adozione ufficiale il 9 gennaio 1936. Gli Stati Uniti erano diventati i primi al mondo ad aver adottato un fucile semiautomatico come arma d'ordinanza.

L’arma tuttavia ebbe inizialmente svariate difficoltà ad affermarsi a causa di alcuni malfunzionamenti al sistema di recupero gas. Il fucile aveva infatti una fastidiosa tendenza ad incepparsi al 7° colpo sparato, tanto che la cosa fu portata nel 1939 davanti al Congresso degli Stati Uniti dalla National Rifle Association.

Ciò obbligò Garand a ridisegnare il sistema di presa gas e, il 26 ottobre 1939, potè presentare la sua versione modificata e definitiva dell’arma.

Nel luglio del 1940 i militari fecero una dimostrazione a cui parteciparono rappresentanti del Congresso, in modo che questi ultimi potessero constatare da soli che i problemi erano stati brillantemente risolti. In particolare, uno dei più acerrimi nemici del M1 Garand, il sen. Ernest Lundeen, riuscì a fare 27 centri consecutivi a 300 yarde senza un solo inceppamento. Nel novembre del 1940 anche lo U.S. Marine Corp adottava l'M1 Garand come fucile d'ordinanza. La produzione tra il 1942 ed il 1945 fu affidata alla Springfield Armory ed alla Winchester Repeating Arms, che ne produssero poco più di 4 milioni di esemplari. Furono fatti anche dei tentativi per rendere il lungo fucile più maneggevole accorciandolo. Il prototipo M1E5 aveva una canna da 18 pollici (la versione standard ne ha una da 24 pollici) e un calciolo pieghevole. Ne fu costruito uno solo. La seconda versione, denominata T26, aveva anche lei una canna da 18 pollici, ma la calciatura era standard. Di questa versione ne vennero costruiti solo 150 esemplari.

 

Le versioni sniper del Garand

Vennero approntate versioni per il tiro di precisione: nel luglio del 1945 l'M1C e nel settembre dello stesso anno l'M1D. Tutte e due le versioni montavano il cannocchiale montato lateralmente. Vista l'alimentazione tramite clip del Garand, con espulsione della clip dopo l'ultimo colpo, non si poteva fare altrimenti. Le due versioni differivano per come l'attacco era stato realizzato e per gli spegnifiamma adottati.

L'M1C aveva dei fori praticati nella parte laterale del castello in cui si avvitava l'attacco per l'ottica. Questo comportò tutta una serie di problemi, compreso quello di rotture del castello stesso, che veniva indebolito dalle lavorazioni adottate per montare il cannocchiale. Lo spegnifiamma M2 era staccabile, agganciato all'attacco della baionetta, configurato a "cono". Il sistema di aggancio lo rendeva instabile e questo causò dei problemi di stabilizzazione in uscita del proiettile. L'ottica era una modestissima 2,5x con un curioso reticolo a T, denominata M82.

L'M1D, per ovviare ai problemi del suo predecessore, adottava un anello di metallo saldato poco avanti la camera di cartuccia, provvisto di una filettatura e dei recessi che servivano a fermare stabilmente il cannocchiale. Lo spegnifiamma all'inizio fu sempre l'M2, ma venne ben presto rimpiazzato dal T37, integrale alla presa gas e tenuto in sede dalla vite di chiusura della stessa, che era più simile a quello degli M14 e realmente efficace. Nessun progresso per l'ottica, che restò una 2,5x migliorata e denominata M84.

Nessuno dei due fucili vide l'azione nella Seconda Guerra Mondiale e non soppiantarono mai nel ruolo di sniper rifle di punta l'M1903 (versione UNERTL). Entrambi, invece, parteciparono alla Guerra di Corea (1950-1952). Durante questo conflitto ai Garand da tiratore scelto furono accreditate uccisioni fino a distanze di 600 metri.

Una ulteriore versione da sniping dell'M1 fu elaborata nel 1952 dall'USMC sulla base dei vecchi M1C e ridenominata MC-1. Adottava lo stesso attacco laterale dell'M1C, ma gli anelli del tubo ottico ospitavano una ben più efficace ottica 4x.

 

La guerra di Corea e le ultime produzioni

Lo scoppio della guerra di Corea, il 25 giugno 1950, colse gli Stati Uniti impreparati. Era dall'agosto del 1945 che non veniva prodotto più alcun M1 Garand. La Springfield Armory aveva ricondizionato ed immagazzinato fucili della Seconda Guerra Mondiale, e nel giugno del 1950 anche la Springfield Armory si preparò a produrre nuovamente gli M1. Ma prima di cominciare a produrre il primo passarono altri sei mesi! Per soddisfare le richieste l'Ordnance Dept. assegnò dei contratti anche alla Harrington & Richardson Company (H&R o HRA, Worchester) ed alla International Harvester Company (IHC, Evansville, Indiana). I contratti furono assegnati nel 1952. L'IHC, in particolare, non aveva mai prodotto armi da fuoco e dovette essere assistita da personale dell'arsenale di Springfield. I castelli furono forniti inizialmente da Springfield, i calci dalla S.E. Overton Company di South Heaven , Michigan, e le canne dalla Line Material Company di Birmingham, Alabama. La produzione della IHC cessò poco dopo il 1955, come quella della H&R. Tra il 1953 ed il 1963 l'arsenale di Springfield produsse 45.000 nuovi M1 denominati National Match Rifles. Il 17 maggio 1957 fu adottato lo "U.S. Rifle, cal. 7,62 Nato, M14", e la produzione dei Garand finì definitivamente. Affidabile, piuttosto preciso, il fucile si guadagnò, sul campo di battaglia, il favore dei soldati e degli ufficiali, tanto da essere considerato da George S. Patton jr.: "...il più grande utensile da battaglia mai concepito." Aveva un solo difetto: dopo sparato l'ultimo colpo, espellendo con l'ultimo bossolo la clip portacolpi, emetteva un sonoro rumore metallico, segno inconfondibile che il tiratore aveva finito i propri colpi.

 

La munizione ed il Garand: 30-06 Springfield

Nata dopo il superato .30 Krag, il 30-06 si rivelò potente, preciso e versatile. Il primo disegno risale al 1901, ed era una munizione rimmed con lunghezza totale di 65 mm. Il proiettile era un round nose con crimpatura al centro. Nel 1903 fu modificata: il bossolo divenne rimless e la palla diventò senza crimpatura. La prima versione adottata nello stesso anno e denominata 30-30, per il fucile M1903 ad otturatore girevole scorrevole con sistema Mauser, aveva una palla da 220 grs. round nose. Nel 1906 la munizione fu migliorata, accorciata da 65 mm a 63,25 mm. e montò una palla da 150 grs. invece che round nose con configurazione spitzer. Nel 1926, dopo la Prima Guerra Mondiale, in seguito a prestazioni balistiche ritenute insoddisfacenti, la munizione adottò una palla da 173 grs. e denominata "Cal. .30 Ball Cartridge M1". Nel 1938, poco dopo l'adozione del Garand, la munizione diede problemi al ciclo semiautomatico dell'arma. Fu adottata allora una palla da 150 grs. base piana e denominata "Cal. .30 Ball Cartridge M2". La base piana fu scelta perché diminuiva l'erosione della canna. Risulta che durante la guerra di Corea, per ovviare allo scarso peso palla della M2, i tiratori scelti usassero cartucce AP (Armor Piercing) da 168 grani. Il 30-06 restò ordinanza delle forze armate USA fino all'adozione del 7,62 Nato. Per i Garand National Match, invece, fu studiata una munizione da tiro con palla boat tail da 175 grani.

 

Si ringraziano il Sig. Paolo ed il sito www.saarms.it per la collaborazione e per aver concesso di attingere notizie da un articolo apparso sulle sue pagine.

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