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Nessuna
Fanfara era ad attendere l’arrivo del primo contingente della
1st Special Service Force a Fort William Henry Harrison, appena
fuori Melena (Montana), nel luglio del 1942. L’unità,
considerata al pari degli odierni “Berretti Verdi” americani,
era una delle più colorite e “inusuali” dell’intera storia delle
Forze Armate americane.
La Forza
(così era genericamente chiamata negli ambienti militari) era
costituita da un misto di soldati canadesi e americani e
inizialmente fu designata come “Project Plough” come facente
parte di un progetto segreto di creazione di commandos altamente
addestrati per il compimento di azioni di sabotaggio di impianti
militari all’interno della Norvegia occupata dai tedeschi.
LA
NASCITA
Il nome “1st
Special Service Force” (letteralmente Prima Forza Speciale
Servizi) fu scelto dal suo comandante, il colonnello Robert T.
Frederick, nella speranza che eventuali soldati morti o caduti
in mano nemica fossero scambiati per militari dei Servizi e non
come combattenti d’elite. I tedeschi invece, una volta che
impararono a conoscerli, li chiamarono semplicemente “La Brigata
del Diavolo”.
Il campo di
Melena fu scelto grazie alla sua collocazione per
l’addestramento e la formazione delle unità speciali nell’estate
del 1942, periodo durante il quale centinaia di lavoratori
operarono alacremente per allestire baracche, campi di tiro, di
addestramento, eccetera.
Durante
questo periodo, il colonnello Frederick fu autorizzato al
reclutamento di 133 ufficiali e 1688 sottufficiali e uomini di
truppa, da scegliere tra americani e canadesi. I requisiti per
l’ammissione erano molto duri: ad esempio, gli ufficiali
dovevano avere meno di 35 anni, in ottima forma fisica e
dovevano avere esperienza di lanci con il paracadute e azioni in
zone a clima artico. Ad alcuni di essi fu chiaramente detto che
per essere ammessi dovevano possedere affinità ad una “corta ma
eccitante vita”. Preferenze furono espresse per uomini che
avessero lavorato come taglialegna, rangers delle foreste,
esploratori, eccetera.
L’esercito
canadese scelse molti dei suoi uomini migliori da destinare a
questa unità e sia questi che i “cugini” americani erano
valutati più per le proprie doti di combattimento che per
l’educazione scolastica o il ruolino del servizio fino ad allora
svolto.
Le prime
“reclute” iniziarono a giungere a Helena nel luglio 1942 e
subito le uniformi dei reparti di appartenenza furono ritirate
per far posto a capi speciali, tutti uguali.
Nella metà
dell’agosto successivo l’Unità era quasi del tutto assemblata
con quanto di meglio era stato possibile raccogliere in termini
di materiale umano, anche se questo non sempre si dimostrò del
tutto disciplinato: parlano a tal proposito i numerosi nasi
rotti degli abitanti di Helena di quel periodo!.
L’addestramento, che durò fino all’aprile dell’anno successivo,
fu particolarmente duro: i giorni furono spesi in lanci con il
paracadute, lezioni di sci e combattimento corpo a corpo
(quest’ultimo aspetto fu approfondito sia nel corso del training
presso il campo di addestramento, sia durante le frequenti liti
con i cowboys e i minatori locali. Nonostante tutto, gli
abitanti di Helena “adottarono” ben presto i rudi soldati della
First e alla fine del periodo di formazione si contarono più di
200 matrimoni con le locali ragazze).
Ricorda il
veterano Bob Plunkett: “Ad esempio, l’addestramento ai lanci
con il paracadute fu molto breve e non ebbe nulla a che vedere
con quello a cui venivano sottoposte le regolari truppe
aviotrasportate: da noi facevi un paio di lanci e avevi il
brevetto! Tra di noi c’erano anche alcuni ufficiali
dell’esercito norvegese fuggiti dopo l’invasione tedesca del
1940. Essi ci addestrarono all’uso degli sci fuori pista e alla
fine del corso di addestramento ognuno di noi era in grado di
percorrere 20 miglia con l’equipaggiamento pesante al completo,
compreso armi e munizioni”.
Molti di
questi corsi di addestramento non furono poi mai messi in
pratica. Dietro insistenza del governo norvegese in esilio, il
quale si rifiutò di dare l’autorizzazione alla distruzione delle
infrastrutture in patria, il Progetto “Plough” fu cancellato. Di
conseguenza gli uomini della First non usarono mai né il
paracadute, né gli sci.
L'
IMPIEGO OPERATIVO E
LA CAMPAGNA D' ITALIA
Il 6 aprile
del 1943 i 2300 uomini della 1st Special Services Force fecero
la loro ultima parata lungo le strade di Helena: essi erano
stati scelti per un’azione da compiersi nelle Aleutine e più
precisamente assaltare l’isola di Kiska, tenuta dai giapponesi.
L’azione fu portata per mezzo di battelli di gomma in gran
silenzio…ma solo quando gli uomini furono sbarcati essi si
accorsero che i soldati del sol levante avevano precedentemente
evacuato l’isola.
Da qui, la
First fu inviata in Nord Africa, pronta ad essere impiegata
contro le difese montane tedesche in Italia, le quali stavano
creando non pochi problemi agli uomini della V Armata del
generale Mark Clark.
Il 2
dicembre del 1943, 600 uomini arrampicatisi nottetempo lungo le
sue ripide coste attaccarono un fortilizio tedesco sul Monte La
Defensa, sorprendendo la guarnigione germanica che lo difendeva
e avendo ragione di essa dopo due ore di aspri combattimenti,
molti dei quali corpo a corpo.
Poco dopo azioni del tutto simili furono portate contro
Monte Remetanea ( 6-9 dicembre 1943); Monte Sammucro (25
dicembre 1943); Monte La Radicosa (4 gennaio 1944) e Monte Majo
(6 gennaio 1944). Tutte furono coronate dal successo ma ottenute
ad un prezzo altissimo: il 17 gennaio 1944 la First aveva solo
un quarto dei propri uomini ancora abili al combattimento: il
resto erano morti, feriti o dispersi. Pertanto l’unità fu posta
in seconda linea per qualche settimana.
In febbraio l’unità
venne spedita sul fronte di Anzio e fu qui che si guadagnò la
sua fama maggiore. Impiegata in pattuglie di grosse dimensioni
dietro le linee nemiche, gli uomini della First con le facce
tinte di nero seminarono il panico tra le truppe tedesche. Fu
proprio durante una di queste azioni che il veterano Bob
Plunkett perse entrambe le gambe dopo essere incappato in una
mina antiuomo.
Il 23 di maggio le
truppe alleate ruppero l’accerchiamento sulla testa di ponte di
Anzio e la First fu alla testa dell’offensiva finale verso Roma,
dove entrò il 4 giugno 1944.
LA
FRANCIA E LA FINE
Nove settimane dopo
l’unità venne ritirata dal fronte italiano per essere impiegata
nello sbarco Alleato nel sud della Francia (15 agosto 1944) e
contribuì a liberare Nizza e Cannes.
I duri mesi di
combattimento avevano però minato seriamente la First, la quale
era solo l’ombra dell’unità che aveva lasciato Helena nel 1943.
Più di 400 uomini erano morti in combattimento, altrettanti
giacevano negli ospedali feriti in maniera più o meno grave.
Infine, in
un’emozionante cerimonia tenutasi presso il Fiume Loup (Francia)
il 5 dicembre 1944, la First Special Service Force fu sciolta.
Il giusto epitaffio di questa unità speciale si crede sia stato
scritto da un soldato della 3ª divisione di Fanteria USA il
quale, invitato a dire la sua da alcuni giornalisti della
Rivista “Yank”, disse testualmente: “La 1st Special Service
Force è stata la migliore unità di maledetti combattenti del
mondo”.
Ogni anno i
sempre meno numerosi Veterani dell’unità si rivedono a Helena,
nel Montana, dove tutto ebbe inizio.
Nel
settembre del 1999, alla principale strada che collega le città
di Lethbridge, in Alberta, Canada e di Helena, nel Montana, è
stato cambiato il nome con "First Special Service Force Memorial
Highway" (Autostrada commemorativa della F.S.S.F.). Questa
autostrada era la via che i volontari canadesi percorrevano nel
1942 per unirsi ai loro colleghi americani per seguire
l'addestramento a Fort Harrison.
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