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La "Brigata del Diavolo"

Nel corso della II Guerra Mondiale alcune unità speciali si sono meritate un posto nella leggenda: una di queste è la First Special Service Force.

 

 

Il documento ufficiale dell'US Army datato 5 luglio 1942 con il quale veniva ufficialmente attivata la First Special Service Force.

 

Una vista di Helena (Montana), dove aveva sede la 1st Special Service Force all'atto della sua creazione.

 

Addestramento sugli sci per i volontari della FSSF.

 

In vista dell'impiego in Norvegia,

oltre che provetti sciatori gli uomini della "First" erano anche dei paracadutisti. Bastavano infatti solo due lanci per ottenere il brevetto.

 

 

 

 

 

Uomini della 1st in un casolare sulla "Winter Line".

 

Foto di gruppo sulle innevate montagne italiane.

 

Il monte La Defensa, dove avvenne la prima azione della FSSF in Italia.

 

Uomini della "First" si intrattengono con un civile italiano sul Monte La Defensa, dopo l'azione coronata da successo del 3 dicembre 1943

 

Il colonnello Robert T. Frederick, comandante della 1st Special Service Force.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il piccolo volantino che gli uomini della First usavano lasciare sulle proprie vittime tedesche.

Su di esso era scritto, nella lingua del nemico: "Il peggio deve ancora venire".

 

 

 

 

 

 

Il cippo commemorativo della First Special Service Force a Helena, nel Montana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessuna Fanfara era ad attendere l’arrivo del primo contingente della 1st Special Service Force a Fort William Henry Harrison, appena fuori Melena (Montana), nel luglio del 1942. L’unità, considerata al pari degli odierni “Berretti Verdi” americani, era una delle più colorite e “inusuali” dell’intera storia delle Forze Armate americane.

La Forza (così era genericamente chiamata negli ambienti militari) era costituita da un misto di soldati canadesi e americani e inizialmente fu designata come “Project Plough” come facente parte di un progetto segreto di creazione di commandos altamente addestrati per il compimento di azioni di sabotaggio di impianti militari all’interno della Norvegia occupata dai tedeschi.

 

LA NASCITA

Il nome “1st Special Service Force” (letteralmente Prima Forza Speciale Servizi) fu scelto dal suo comandante, il colonnello Robert T. Frederick, nella speranza che eventuali soldati morti o caduti in mano nemica fossero scambiati per militari dei Servizi e non come combattenti d’elite. I tedeschi invece, una volta che impararono a conoscerli, li chiamarono semplicemente “La Brigata del Diavolo”.

Il campo di Melena fu scelto grazie alla sua collocazione per l’addestramento e la formazione delle unità speciali nell’estate del 1942, periodo durante il quale centinaia di lavoratori operarono alacremente per allestire baracche, campi di tiro, di addestramento, eccetera.

Durante questo periodo, il colonnello Frederick fu autorizzato al reclutamento di 133 ufficiali e 1688 sottufficiali e uomini di truppa, da scegliere tra americani e canadesi. I requisiti per l’ammissione erano molto duri: ad esempio, gli ufficiali dovevano avere meno di 35 anni, in ottima forma fisica e dovevano avere esperienza di lanci con il paracadute e azioni in zone a clima artico. Ad alcuni di essi fu chiaramente detto che per essere ammessi dovevano possedere affinità ad una “corta ma eccitante vita”. Preferenze furono espresse per uomini che avessero lavorato come taglialegna, rangers delle foreste, esploratori, eccetera.

L’esercito canadese scelse molti dei suoi uomini migliori da destinare a questa unità e sia questi che i “cugini” americani erano valutati più per le proprie doti di combattimento che per l’educazione scolastica o il ruolino del servizio fino ad allora svolto.

Le prime “reclute” iniziarono a giungere a Helena nel luglio 1942 e subito le uniformi dei reparti di appartenenza furono ritirate per far posto a capi speciali, tutti uguali.

Nella metà dell’agosto successivo l’Unità era quasi del tutto assemblata con quanto di meglio era stato possibile raccogliere in termini di materiale umano, anche se questo non sempre si dimostrò del tutto disciplinato: parlano a tal proposito i numerosi nasi rotti degli abitanti di Helena di quel periodo!.

L’addestramento, che durò fino all’aprile dell’anno successivo, fu particolarmente duro: i giorni furono spesi in lanci con il paracadute, lezioni di sci e combattimento corpo a corpo (quest’ultimo aspetto fu approfondito sia nel corso del training presso il campo di addestramento, sia durante le frequenti liti con i cowboys e i minatori locali. Nonostante tutto, gli abitanti di Helena “adottarono” ben presto i rudi soldati della First e alla fine del periodo di formazione si contarono più di 200 matrimoni con le locali ragazze).

Ricorda il veterano Bob Plunkett: “Ad esempio, l’addestramento ai lanci con il paracadute fu molto breve e non ebbe nulla a che vedere con quello a cui venivano sottoposte le regolari truppe aviotrasportate: da noi facevi un paio di lanci e avevi il brevetto! Tra di noi c’erano anche alcuni ufficiali dell’esercito norvegese fuggiti dopo l’invasione tedesca del 1940. Essi ci addestrarono all’uso degli sci fuori pista e alla fine del corso di addestramento ognuno di noi era in grado di percorrere 20 miglia con l’equipaggiamento pesante al completo, compreso armi e munizioni”.

 Molti di questi corsi di addestramento non furono poi mai messi in pratica. Dietro insistenza del governo norvegese in esilio, il quale si rifiutò di dare l’autorizzazione alla distruzione delle infrastrutture in patria, il Progetto “Plough” fu cancellato. Di conseguenza gli uomini della First non usarono mai né il paracadute, né gli sci.

 

L' IMPIEGO OPERATIVO E LA CAMPAGNA D' ITALIA

Il 6 aprile del 1943 i 2300 uomini della 1st Special Services Force fecero la loro ultima parata lungo le strade di Helena: essi erano stati scelti per un’azione da compiersi nelle Aleutine e più precisamente assaltare l’isola di Kiska, tenuta dai giapponesi. L’azione fu portata per mezzo di battelli di gomma in gran silenzio…ma solo quando gli uomini furono sbarcati essi si accorsero che i soldati del sol levante avevano precedentemente evacuato l’isola.

Da qui, la First fu inviata in Nord Africa, pronta ad essere impiegata contro le difese montane tedesche in Italia, le quali stavano creando non pochi problemi agli uomini della V Armata del generale Mark Clark.

Il 2 dicembre del 1943, 600 uomini arrampicatisi nottetempo lungo le sue ripide coste attaccarono un fortilizio tedesco sul Monte La Defensa, sorprendendo la guarnigione germanica che lo difendeva e avendo ragione di essa dopo due ore di aspri combattimenti, molti dei quali corpo a corpo.

Poco dopo azioni del tutto simili furono portate contro Monte Remetanea ( 6-9 dicembre 1943); Monte Sammucro (25 dicembre 1943); Monte La Radicosa (4 gennaio 1944) e Monte Majo (6 gennaio 1944). Tutte furono coronate dal successo ma ottenute ad un prezzo altissimo: il 17 gennaio 1944 la First aveva solo un quarto dei propri uomini ancora abili al combattimento: il resto erano morti, feriti o dispersi. Pertanto l’unità fu posta in seconda linea per qualche settimana.

In febbraio l’unità venne spedita sul fronte di Anzio e fu qui che si guadagnò la sua fama maggiore. Impiegata in pattuglie di grosse dimensioni dietro le linee nemiche, gli uomini della First con le facce tinte di nero seminarono il panico tra le truppe tedesche. Fu proprio durante una di queste azioni che il veterano Bob Plunkett perse entrambe le gambe dopo essere incappato in una mina antiuomo.

Il 23 di maggio le truppe alleate ruppero l’accerchiamento sulla testa di ponte di Anzio e la First fu alla testa dell’offensiva finale verso Roma, dove entrò il 4 giugno 1944.

 

LA FRANCIA E LA FINE

Nove settimane dopo l’unità venne ritirata dal fronte italiano per essere impiegata nello sbarco Alleato nel sud della Francia (15 agosto 1944) e contribuì a liberare Nizza e Cannes.

I duri mesi di combattimento avevano però minato seriamente la First, la quale era solo l’ombra dell’unità che aveva lasciato Helena nel 1943. Più di 400 uomini erano morti in combattimento, altrettanti giacevano negli ospedali feriti in maniera più o meno grave.

Infine, in un’emozionante cerimonia tenutasi presso il Fiume Loup (Francia) il 5 dicembre 1944, la First Special Service Force fu sciolta. Il giusto epitaffio di questa unità speciale si crede sia stato scritto da un soldato della 3ª divisione di Fanteria USA il quale, invitato a dire la sua da alcuni giornalisti della Rivista “Yank”, disse testualmente: “La 1st Special Service Force è stata la migliore unità di maledetti combattenti del mondo”.

Ogni anno i sempre meno numerosi Veterani dell’unità si rivedono a Helena, nel Montana, dove tutto ebbe inizio. Nel settembre del 1999, alla principale strada che collega le città di Lethbridge, in Alberta, Canada e di Helena, nel Montana, è stato cambiato il nome con "First Special Service Force Memorial Highway" (Autostrada commemorativa della F.S.S.F.). Questa autostrada era la via che i volontari canadesi percorrevano nel 1942 per unirsi ai loro colleghi americani per seguire l'addestramento a Fort Harrison.

 

La strada che collega le città di Lethbridge, in Alberta (Canada) e di Helena (Montana), intitolata alla "First Special Service Force Memorial Highway" dal settembre del 1999.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le uniformi da libera uscita della First.

 

AREE DI OPERAZIONI DELLA 1st SPECIAL SERVICE FORCE IN ITALIA

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Elenco dei caduti in combattimento

 

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