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Ciao signor De Pasquale...

Con la scomparsa di Mariano De Pasquale, padre fondatore di Piana delle Orme, se ne va anche un pezzo consistente di quella Storia che egli stesso per primo ha voluto preservare e della quale la sua terra per prima, ma l'intera nazione aggiungo io, deve essergli grata.

 

 

 

IL COMUNICATO STAMPA

E' morto Mariano De Pasquale, ideatore e fondatore del museo"Piana delle Orme", presso l'ospedale civile di Cassino, all'età di 68 anni. De Pasquale raccontava che fin da piccolo, per aiutare la famiglia, rimaneva molte ore a pascolare le greggi.

Questo suo approccio con la natura, la curiosità di perlustrare con lo sguardo, la meccanica del mondo, lo preparavano a ragionare con la sua testa, colma di idee e fantasia. La scuola, dove era alunno esemplare, la cultura dei rapporti interpersonali, che ancora oggi lo legavano a vecchi compagni gli rendevano care anche le piccole cose, legate ai suoi ricordi. Rammentava il padre tornato lacero dal fronte, lo sbarco in Sicilia ed i mezzi usati in quella guerra, i bombardamenti.

Negli anni 50 il suo arrivo a Latina con la famiglia, con dimora in un podere O.N.C.

Poi il lavoro, la raccolta di ogni piccolo pezzo in una famiglia che non poteva "permettersi di buttare nulla". Il servizio militare come carrista, nonostante la repulsione per la guerra e quella scena del padre che tornava a casa disperato, rivissuta come un incubo.

Congedatosi come caporale, torna a Latina e non viene abbagliato dal lavoro in città; il suo mestiere è il contatto con la natura. Nella seconda metà degli anni 60, si trasferisce, per esigenze di spazio -il nucleo è di 14 persone- con i genitori e la moglie in un altro podere, lo stesso dove risiedeva con la moglie ed i 4 figli, anche oggi.

Inizia a coltivare ortaggi e, lavorando senza sosta, con l'aiuto della famiglia, compra il primo camion con cui vende direttamente il prodotto finito. Negli anni 70, amplia la sua azienda e in poco meno di un decennio diventa tra i maggiori e più qualificati produttori di fiori in tutta Italia. Per conservare la memoria del passato, volge il suo sguardo verso il collezionismo, i percorsi della storia e della vita lo affascinano, sono la testimonianza dei cambiamenti epocali, un servizio per le giovani generazioni. Nel 1997 nasce Piana delle Orme. Il Museo di Piana delle Orme è quasi autobiografico, con parte dei ricordi e dei periodi personali vissuti direttamente dall'autore. L'osservazione riguarda un arco di tempo che va dal secondo decennio del 900, agli anni sessanta. Cinquant'anni in cui il territorio pontino è scosso dagli eventi della bonifica, della seconda guerra mondiale, dal passaggio da un'economia agricola a quella industriale. Un museo che non vuol essere celebrazione politica, ma strumento di conoscenza, un museo poco banale lasciato in eredità alla comunità pontina. Mariano De Pasquale ha inseguito un sogno, ha realizzato un patrimonio culturale, grazie alla sua volontà. Per coloro che gli sono stati al fianco, la difficoltà di seguirne l'esempio. Un lutto, quello che ha colpito i familiari, condiviso dalla città. La camera ardente sarà allestita presso il museo di Piana delle Orme sito a Borgo Faiti in Via Migliara, 43,5 mercoledì 6 settembre alle ore 12,00. I funerali avranno luogo giovedì 7 settembre alle ore 10,00 nella Chiesa parrocchiale Vergine del Santissimo Rosario di Borgo Faiti. Per informazioni rivolgersi al numero telefonico 0773/258708. Si ringrazia per tutte le informazioni la Direzione, nella persona di Alda Dalzini.

 

Conobbi il sig. De Pasquale circa una decina di anni fa, agli albori di Piana delle Orme, e la prima impressione che ne ebbi fu quella di un uomo semplice ma al tempo stesso innamoratissimo della Storia e delle tradizioni della propria terra.

Era un imprenditore De Pasquale, ma aveva saputo conservare negli anni quell'umiltà, quella semplicità che le sue origini gli avevano tramandato e che non nascondeva mai, perché per lui questo era un vanto e non, come tanti altri suoi pari, qualcosa da celare.

Aveva un sogno, Piana delle Orme, e lo realizzò non lesinando alcun mezzo, nessuna risorsa, creando dal nulla una struttura che oggi possiamo certamente ritenere una delle più grandi e più interessanti d'Europa e nella quale, ogni volta che mi ci sono recato, ho trovato sempre qualcosa di nuovo, qualcosa davanti al quale rimanere a bocca aperta per la meraviglia.

Ritengo questa la sua principale dote: una semplicità che però non lasciava mai il passo all'ovvietà, a qualcosa di scontato e banale, bensì rappresentava un motore in continuo movimento, in frequente evoluzione.

De Pasquale era capace di rendere possibile l'impossibile superando il difficile, come quella volta che attivò il recupero di un velivolo dai fondali marini e si fece in quattro per ritrovarne il pilota, portandolo poi a Piana delle Orme; oppure quando riuscì laddove i potenti mezzi americani avevano fallito, riportando alla luce dal mare un carro armato affondato più di sessant'anni fa. Questo era "il signor De Pasquale", attribuendo alla parola "signore" un significato che va ben oltre il semplice titolo ma definendo con esso la natura stessa della persona.

Seppe tramandare la sua umanità e la sua semplicità nel lavoro e nel trattare le persone anche ai suoi collaboratori, prima tra tutti Alda Dalzini con la quale ho spesso avuto momenti di incontro, rilevando lo stesso atteggiamento cordiale e disponibile.

Posso certamente immaginare quanto il popolo di Piana delle Orme fosse legato a lui e quanto sarà difficile raccogliere l'eredità di un uomo dalle così elevate qualità umane e professionali; da parte mia posso dire che la sua scomparsa lascia un pò più soli anche noi tutti che negli anni ne abbiamo potuto apprezzare l'opera di preservazione della memoria, ma al tempo stesso sono certo che il suo ricordo aleggerà per sempre su Piana delle Orme e su tutti quelli che vi lavorano, così come sono sicuro che, in qualche modo, la sua figura indicherà la giusta via da seguire anche per un futuro che purtroppo non lo vedrà più muoversi all'interno della sua creazione più grande con quel sorriso che dava subito l'idea di trovarsi davanti ad un amico.

 

 

Marco Marzilli

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