Un riconoscimento dovuto

tanti morirono sotto le bombe: Medaglia d'Argento al Comune di Ceprano

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Non poteva esserci momento più indicato per l'omaggio ai caduti cepranesi della Seconda guerra mondiale. Nel giorno che l'Italia ha dedicato, per scelta istituzionale, alla memoria dell'Olocausto, la città Ciociara viene insignita della medaglia d'argento al Merito civile per decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. L'onorificenza rappresenta il tributo alle morti e alle distruzioni subite dalla città dopo la firma dell'armistizio dell'otto settembre 1943. La consegna ufficiale potrebbe coincidere con un'altra data evocativa: il prossimo 25 aprile, anniversario della Liberazione.
Con questo tributo al ricordo degli eventi bellici di sessant'anni orsono si conclude l'istanza avviata nel novembre scorso con l'invio al Ministero dell'Interno della documentazione storica relativa ai fatti di sangue e ai bombardamenti che colpirono Ceprano fino al maggio del 1944.

Ottanta azioni di bombardamento, ottantatré civili morti, sessantasette militari dispersi o deceduti in combattimento, oltre duecento mutilati e invalidi permanenti, sono i numeri che testimoniano le sofferenze delle quali la medaglia al Merito civile fissa definitivamente la memoria. "Il conferimento della medaglia d'argento al merito civile rende onore e giustizia al sacrificio di tanti cepranesi che persero la vita sotto le bombe, a coloro che assistettero alla fine dei loro cari e delle loro abitazioni rase al suolo" commenta soddisfatto il sindaco Giuseppe Bernardi, estendendo il ringraziamento anche al senatore Oreste Tofani per il suo concreto sostegno all'accoglimento dell'istanza. "Le distruzioni, le cui conseguenze sono ancora evidenti, segnarono anche il destino urbanistico della nostra città, perciò questo riconoscimento, oltre che un richiamo a conservare la memoria storica dei mali della guerra, sarà uno stimolo ad avere più fiducia nelle nostre forze per eliminare le tracce delle rovine materiali" conclude poi riferendosi al segno lasciato dalle bombe sul tessuto urbano: gli spazi del nucleo cittadino, oggi occupati in gran parte da piazze e parcheggi ma un tempo densi di abitazioni e vicoli, secondo la relazione introduttiva presentata al Ministero dell'Interno accolgono attualmente meno del dieci per cento di abitanti rispetto agli anni prebellici.

 

 

 

 

 

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