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L'altra faccia della medaglia

Dal libro di "Si bella è..perduta" di Mario Tedeschi, un reduce del Battaglione Barbarigo, un tratto singolare di chi la liberazione di Roma la vide stando dall'altra parte della barricata.

(Un sincero ringraziamento a Massimo Castelli per avermi inviato questo "spicchio di memoria").

 

 

Giovani reclute del Battaglione "Barbarigo" nel 1944.

 

 

Militi del Barbarigo poco prima della partenza per il fronte di Anzio-Nettuno

"Domenica 4 giugno 1944 ..mattina

A Piazzale Flaminio, la gente s'era assiepata per vedere i Tedeschi che se ne andavano; ed era uno spettacolo davvero, perchè il soldato tedesco, quando ha la sensazione che il comando abbia mollato, pensa soltanto a salvare la pelle.

I primi reparti Germanici organizzati, li avremmo rivisti sotto Viterbo. Noi arrivavamo con le nostre due motrici, verso le tredici, quando dall'altra parte della città, a porta S. Paolo, la folla era già in strada ad applaudire i soldati Anglo-Americani.

Eravamo l'ultimo reparto inquadrato, cioè con ufficiali al comando e uomini che obbedivano,agli ordini e non pensavano solamente a scappare. La gente ci vide , ci riconobbe. Fu un attimo di gelo.

Poi un Marò,non sono mai riuscito a sapere chi fosse, ebbe un colpo di genio: affondò una mano in un sacco di caramelle e cominciò a lanciarle alla folla. Altri lo imitarono.

Fu un successo travolgente: la gente si accapigliava per raccogliere le caramelle e ci batteva le mani. Fu così che uscimmo fra i battimani da quella Roma che non ci amava e per la quale ci eravamo battuti, senza che ce lo avesse mai chiesto. Del resto, era pur sempre la città che pochi mesi prima, il 25 luglio del 1943, aveva salutato la caduta del fascismo, inalberando cartelli con la scritta "VIVA BADOGLIO CHE CI DA' L'OLIO".

Ideologie, onore militare, amor patrio, ....come dicono a Roma...."NUN SO' COSE CHE SE MAGNENO!".

 

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