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L'11 maggio 1944 scatta l'assalto finale alla Linea Gustav. Gli Alleati hanno ammassato ingenti quantitativi di truppe e materiali per quella che dovrà essere la spallata finale al baluardo tedesco più coriaceo d'Italia, quello contro il quale per ben quattro mesi e mezzo soldati di tutto il mondo hanno combattuto e sono morti.
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Quell'11 maggio del 1944, dopo mesi di frustrazioni e delusioni, gli Alleati sferrano quello che nei loro piani "deve" essere la spallata finale alla Linea Gustav. Gli insuccessi di Gennaio, Febbraio e Marzo hanno logorato divisioni su divisioni, spezzando lo spirito e la convinzione di unità che fino ad allora non avevano collezionato che successi o che erano entrate in battaglia per la prima volta con un'elevata certezza nella vittoria finale. Così non era stato: merito dei tedeschi, certo, ma colpa anche di piani affrettati, confusi e tatticamente errati. L'ultima battaglia della Linea Gustav si apre con delle prospettive del tutto nuove stavolta: l'assalto sarà non contro un unico suo punto, ma su tutta la sua lunghezza, da Cassino al mare, e i tedeschi non potranno spostare le riserve sul punto più minacciato per due semplici motivi: non ci sono riserve consistenti e non esiste un unico punto minacciato di cedimento. Non sarà facile, tutti lo sanno, ma stavolta la porta per Roma sarà sfondata.
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