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Cassino due anni dopo

Nel maggio del 1946, il giornale inglese "The Sphere" pubblica sul suo numero 2418 un servizio sulla Cassino dell'immediato dopoguerra.

(Le didascalie alle foto sono tradotte dall'originale d'epoca)

 

 

Il Settimanale "The Sphere" del 25 maggio 1946, dove è pubblicato l'articolo.

 

L'ARTICOLO

"Oggi, esattamente due anni dopo la sua cattura da parte delle truppe britanniche dell'VIII Armata, la città di Cassino, scenario della più grande battaglia combattuta sul suolo italiano durante l'omonima campagna, viene lentamente ma con una certa operosità ricostruita attorno alla tanto contesa Strada Statale 6 "Casilina", che dopo circa 60 miglia giunge a Roma.

La ricostruzione prevede una città su scala più piccola della precedente e procede tra le difficoltà legate ai trasporti e ai materiali, scarsamente disponibili in questa Italia del dopoguerra.

Nonostante tutto, quasi ogni giorno si assiste all'inizio di nuovi lavori, i quali vogliono portare all'antico splendore una delle più belle cittadine dell'Italia centrale.

Domina la città il massiccio di Monte Cassino, sormontato dalle rovine dell'antica Abbazia completamente in rovina dopo il bombardamento del 15 febbraio 1944, durante il quale sia l'aviazione che l'artiglieria la colpirono in maniera devastante.. L'edificio sarà ricostruito, ma questa opera richiederà certamente molti anni e molti soldi.

Fu invece il 15 marzo del 1944 che la città di Cassino venne colpita a sua volta da un terribile bombardamento aereo, al quale si aggiunse l'artiglieria che in tre mesi la martellò quasi ininterrottamente".

 

Nota del Webmaster

Ciò che più di tutto emerge da quanto scritto dal giornalista dell'epoca, non è tanto quanto egli afferma a proposito della città, ma piuttosto le didascalie che accompagnano le foto dell'Abbazia.

In entrambe quelle che riguardano il Monastero si presta bene attenzione a specificare che l'edificio era utilizzato dai tedeschi per i propri scopi militari. Ciò è incredibile, a maggior ragione del fatto che, a quell'epoca, alcuni grandi comandanti Alleati avevano già puntualizzato l'errore di aver distrutto un luogo di così alto valore storico e artistico.

Di fianco all'Abbazia, vediamo l'elaborato progetto del Sacrario Polacco, con la grande croce al centro. Esso ricorda al mondo il valore delle truppe polacche che hanno servito sotto l'VIII Armata britannica. Sulla sommità della collina sullo sfondo, è stata eretta una stele commemorativa della 3ª divisione Carpatica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Abbazia di Montecassino nel 1946.

A partire dalla fine del 1943 e fino al maggio del 1944, fu il punto cardine della Linea Gustav e veniva usato dai tedeschi per dirigere il tiro della propria artiglieria, nonché come posto di osservazione.

La città per la quale gli Alleati combatterono aspramente per così a lungo

 

Il nuovo e il vecchio nella Cassino post-bellica. Nuovi edifici si affiancano alle rovine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei primi palazzi eretti nella nuova Cassino. Questo stabile è stato interamente finanziato dal Ministero Italiano dei Lavori Pubblici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cortile dell'Abbazia di Montecassino così come appare due anni dopo il suo bombardamento.

La ricostruzione non è ancora iniziata, ma ogni giorno vengono portate via le rovine, le quali vengono poi setacciate per cercare di recuperare quanto possibile.

La decisione di bombardare l'Abbazia fu presa solo quando era chiaramente visibile che essa veniva utilizzata dai tedeschi per i propri scopi bellici .

(quindi, ancora nel 1946, le nazioni Alleate erano convinte che il Monastero fosse effettivamente occupato - N.d.W.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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