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Il
Settimanale "The Sphere" del 25 maggio 1946, dove è pubblicato
l'articolo.
L'ARTICOLO
"Oggi,
esattamente due anni dopo la sua cattura da parte delle truppe
britanniche dell'VIII Armata, la città di Cassino, scenario
della più grande battaglia combattuta sul suolo italiano durante
l'omonima campagna, viene lentamente ma con una certa operosità
ricostruita attorno alla tanto contesa Strada Statale 6
"Casilina", che dopo circa 60 miglia giunge a Roma.
La ricostruzione
prevede una città su scala più piccola della precedente e
procede tra le difficoltà legate ai trasporti e ai materiali,
scarsamente disponibili in questa Italia del dopoguerra.
Nonostante tutto,
quasi ogni giorno si assiste all'inizio di nuovi lavori, i quali
vogliono portare all'antico splendore una delle più belle
cittadine dell'Italia centrale.
Domina la città il
massiccio di Monte Cassino, sormontato dalle rovine dell'antica
Abbazia completamente in rovina dopo il bombardamento del 15
febbraio 1944, durante il quale sia l'aviazione che
l'artiglieria la colpirono in maniera devastante.. L'edificio
sarà ricostruito, ma questa opera richiederà certamente molti
anni e molti soldi.
Fu invece il 15
marzo del 1944 che la città di Cassino venne colpita a sua volta
da un terribile bombardamento aereo, al quale si aggiunse
l'artiglieria che in tre mesi la martellò quasi
ininterrottamente".
Nota del Webmaster
Ciò che più di tutto
emerge da quanto scritto dal giornalista dell'epoca, non è tanto
quanto egli afferma a proposito della città, ma piuttosto le
didascalie che accompagnano le foto dell'Abbazia.
In entrambe quelle
che riguardano il Monastero si presta bene attenzione a
specificare che l'edificio era utilizzato dai tedeschi per i
propri scopi militari. Ciò è incredibile, a maggior ragione del
fatto che, a quell'epoca, alcuni grandi comandanti Alleati
avevano già puntualizzato l'errore di aver distrutto un luogo di
così alto valore storico e artistico. |