I FAVOLOSI ANNI 50.   ROY ORBISON 
Questo spazio lo dedichiamo a tutti i personaggi che hanno fatto grande questa era.

Le radici musicali di Roy Orbison sono le stesse di Carl Perkins, Johnny Cash ed Elvis Presley, quelle del primo rock'n'roll, del rockabilly e del country. Ma lo stile di Orbison, una miscela di country-pop inserita su una base rock'n'roll, si caratterizzava soprattutto per l?intensità drammatica della sua voce e per i testi romantici e nostalgici. La figura del crooner, il cantante triste e sconsolato, perdente e abbandonato dal suo grande amore, trovava in lui una perfetta incarnazione. La sua influenza stilistica è stata riconosciuta fondamentale da artisti come Bruce Springsteen, Chris Isaak e i Beatles (con cui andrà in tour nel 1963) che dichiareranno, per bocca di John Lennon, di aver scritto Please, Please me pensando al suo stile. La sua prima hit è del 1956 con un brano rockabilly, Ooby Dooby, che inaugurò il contratto con la Sun records. Ma dimostrò subito di trovarsi più a suo agio con le ballate. I successivi singoli per la Sun non incontrarono però grande riscontro e alla fine degli anni '50 decise di concentrarsi nel lavoro di songwriter per altri artisti. La sua Claudette ad esempio, fu un grande successo degli Everly Brothers.
Dopo aver lasciato la Sun e poi anche la RCA, Orbison trovò la sua giusta dimensione artistica con la Monument Records, per la quale incise Only the Lonely, che raggiunse il secondo posto in classifica nel 1960. Le sue ballate melodiose su amori perduti, interpretate con intensità da melodramma, trovarono nelle produzioni Monument la massima enfasi, con arrangiamenti per archi e cori. Fra il 1960 e il 1965, Orbison piazzò 15 canzoni nella Top 40, fra cui il suo più grande successo,Oh, Pretty Woman, n.1 nel 1964. In coincidenza con l'abbandono della Monument per la MGM nel 1965, l'evoluzione del rock verso strade innovative relegò il sound di Orbison fra le cose passate di moda. Nel 1966 avrebbe perso la moglie in un incidente motociclistico e alcuni anni dopo anche due dei figli, nell'incendio della sua casa. Produzioni e apparizioni dal vivo si diradarono molto, fino alla metà degli anni 80, quando l'inserimento nella colonna sonora del film Blue Velvet di David Lynch, della sua In Dreams lo riportò in auge. Incise, con la produzione di T-Bone Burnette un album di vecchi successi e partecipò con George Harrison, Bob Dylan, Tom Petty e Jeff Lynne al supergruppo dei Traveling Wilburys. Il successo di quella avventura spianò la strada a quello che sarebbe stato l'album più venduto di Orbison da 20 anni, Mystery Girl. Morirà nel Dicembre 1988, a soli 52 anni, per un attacco cardiaco.