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LA STORIA DEL ROCK 'N' ROLL |
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L'era di "Tin Pan Alley" fini` con l'avvento
del rock and roll. Per tanti anni Tin Pan
Alley era stata la meta agognata da tutti
gli scrittori di canzoni, cosi` come
Hollywood era la meta di tutti gli aspiranti
attori. I songwriter scrivevano le canzoni
che i divi portavano al successo. Questa era
stata la prassi da sempre. Ma il rock and
roll introdusse due novita`: la chitarra
prese il sopravvento sul pianoforte, e il
cantante comincio` a cantare le proprie
canzoni. Tutti gli scrittori di canzoni di
Tin Pan Alley erano provetti pianisti:
scrivevano ed eseguivano le proprie canzoni
al pianoforte. Una volta venduta, la canzone
veniva poi orchestrata. Il rock and roll,
ispirandosi al rhythm and blues, faceva a
meno dell'orchestrazione, e usava accordi
molto piu` semplici. L'enfasi era sul ritmo,
non sull'armonia. Le canzoni del rock and
roll si potevano comporre sulla chitarra. La
chitarra era diventata parte integrale del
personaggio: mentre il cantante tradizionale
si limitava a cantare, il cantante del rock
and roll doveva anche dondolare una
chitarra. Raramente i cantanti bianchi di
rock and roll la sapevano anche usare, ma i
cantanti neri la sapevano certamente usare.
Come nella tradizione del blues, i cantanti
neri scrivevano le canzoni alla chitarra,
non al pianoforte. Questa divenne la prassi
nel rock and roll. Causa ed effetto erano
inestricabilmente legate. Nel frattempo i
folksinger impegnati alla Woody Guthrie
avevano imposto il personaggio del singer
songwriter. Il cantautore era un personaggio
impegnato, di sinistra, che usava la musica
per tenere piccoli comizi. A prescindere
dalla funzione, il fatto e` che il singer
songwriter componeva la propria musica, e i
testi non erano trascurabili, erano anzi la
ragion d'essere della musica. Questa nuova
prassi influenzo` il rock and roll. Il
rocker scriveva canzoni che avevano a che
vedere con le istanze sociali di quegli
anni, anche se su un piano piu`
adolescenziale che proletario, e le
interpretava di persona, alla chitarra. Poi
venne Bob Dylan, che invento` la figura
moderna del cantautore esaltando tutti
questi elementi. Tin Pan Alley non serviva
piu`. La musica leggera continuo` ad
esistere, ma il crollo di Tin Pan Alley fece
si` che emergessero scrittori indipendenti,
geograficamente distribuiti in tutta
l'America. I piu` celebri sarebbero stati
quelli della Tamla Motown a Detroit.
- Quando (nel 1934)
John Lomax e suo figlio Alan cominciarono a
registrare la musica popolare dei neri del
Sud, rimasero allibiti nello scoprire che in
parecchie chiese cristiane si celebrava la
messa con accompagnamento di chitarra,
batteria e tromba (strumenti piu` facili da
comprare di quanto lo fosse un costoso
organo a pedale). Per di piu` il pubblico si
dava a danze sfrenate, battendo il tempo con
le mani, e rispondeva con fragore ai versi
sacri urlati dal predicatore. Questi si
metteva presto ad improvvisare frasi e
finiva per lasciarsi trasportare del tutto
limitandosi ad emettere monosillabi senza
senso.
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- In realta` i Lomax
furono testimoni della transizione compiuta
dal canto spiritual in una nuova forma, il "rocking
and reeling", che recuperava gli arcaici
"ring shout" di origine tribale, e con essi
tutto il rituale canoro e ritmico
(l'improvvisazione, il tempo aggressivo, la
melodia bluesy).
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- Nello stesso
periodo a Chicago nasceva il blues ritmico
con strumentazione completa, ad Ovest le "jump
band" facevano ballare con i loro riff
strumentali, gli assoli di sax tenore e il
ritmo "walking".
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- Durante gli anni
'30 (il primo periodo del folk nero
seriamente documentato su disco) si possono
quindi trovare tracce di proto- rock and
roll in diverse zone d'America. Cio` prova
che in realta` il rock and roll era gia`
implicito nella musica dei primissimi neri
deportati dall'Africa e si affermo' non
appena lo schiavo nero riusci` a liberarsi
dalle pastoie che avevano fino allora
represso la sua civilta'. L'apporto della
civilta` bianca fu piu` che altro di
carattere commerciale: fece del nuovo genere
un "prodotto", trovandogli un mercato (i
giovani ribelli) e trasferendolo sul piano
del costume sociale.
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- Il merito musicale
e` pero` interamente dei neri, che
inventarono tutto cio' che doveva essere
inventato affinche' Elvis Presley potesse
vendere i suoi cento milioni di dischi: nel
1938 Joe Turner e il suo pianista Pete
Johnson scossero la Carnegie Hall con il
loro possente boogie, nel 1939 Charlie
Christian registro` per la prima volta con
una chitarra elettrica, e cosi` via. Mentre
man mano le charts di rhythm and blues si
riempivano di hit sempre piu` reboanti: Good
Rocking Tonight di Roy Brown nel 1948 da New
Orleans, Rocket 88 di Ike Turner nel 1951 da
Memphis, eccetera. Grazie a queste canzoni
il termine "rock" entro` nell'uso comune dei
neri per identificare sia l'atto sessuale
sia il ballare fino a sfiancarsi.
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Disc-jockey e Top 40
- Tra le due guerre
la canzone nera e la canzone country non
avevano diffusione nazionale, ma erano
relegate a un pubblico locale, di provincia
o di quartiere. Le star della musica leggera
erano invece lanciate dai musical, o magari
dagli spettacoli dei piu` prestigiosi locali
metropolitani, dopodiche' radio e dischi,
diffusi in modo capillare nella borghesia
americana, divulgavano le loro canzoni in
tutta la nazione.
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- I neri
cominciavano peraltro a guadagnare a
sufficienza per potersi permettere un
mercato discografico ritagliato su misura
per i loro gusti. Questo mercato, che
vendeva ritmo eccitante, testi intelligenti
(erotici o sociali, mediati dal blues),
interpretazioni magistrali (convulsioni
epilettiche e vocalizzi aspri, mediati
entrambi dalle messe gospel), divenne,
contrapposto a quello della musica leggera
orchestrale, un mercato di qualita`, pur se
ghettizzato, e pur se le sue orchestre erano
complessini muniti soltanto di chitarra,
batteria, piano e voce. Sommato alle
limitazioni di una produzione e
registrazione artigianale, questo sound
contraddiceva quasi tutte le convenzioni del
pop bianco.
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- L'esistenza di un
mercato discografico, per quanto emarginato,
fu sufficiente a far conoscere ai giovani
bianchi il sound dei neri. In questa fase un
ruolo determinante fu quello dei disc
jockey, di coloro che avevano di fatto il
potere di condizionare i gusti del pubblico.
Ancor prima dei divi, furono loro a coniare
il gergo degli adolescenti, ad imporre un
atteggiamento piu` disincantato, sarcastico
e provocatorio. Furono loro i primi ad
esaltare la civilta` giovanile, fatta di
picnic, serate danzanti, gite in auto,
cinema, eccetera.
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- Il merito storico
di aver diffuso i race record presso il
pubblico bianco spetta ad Alan Freed,
disc-jockey di Cleveland che teneva una
trasmissione intitolata "Moondog rock'n'roll
party", e che, quando tutte le radio
cominciarono a trasmettere cover bianche di
quella musica, continuo` a programmare
soltanto gli originali. In questo modo Freed
invento` il rock and roll: mentre il rhythm
and blues era la musica nera per neri, venne
battezzata "rock and roll" la musica nera
per bianchi. In breve Freed si trovo` al
centro della polemica contro la nuova musica
giovanile, volgare e violenta, accusato di
incitamento alla delinquenza giovanile e
attaccato dal Sistema come il simbolo
vivente della rivoluzione in corso. Non gli
diedero tregua fino alla morte (1963), prima
accusandolo di essere un bieco speculatore
che trasmetteva dischi dietro compensi delle
case discografiche (il famoso processo "Payola")
e poi citandolo per evasione fiscale. Freed
fu il primo martire del rock and roll.
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- Con lui vi furono
altri eroi radiofonici a creare il pubblico
del rock and roll. Il piu` leggendario DJ
(disc jockey) dell'epoca fu Robert Smith,
meglio noto in Texas come "Wolfman Jack",
che trasmetteva tutta la notte da una
stazione pirata appena di la` dal confine
messicano. La sua identita` era ignota, e i
suoi ripetitori arrivavano fino in
California. Dal 1963 al 1966 fu lui la vera
voce del rock and roll. (Robert Smith
rimarra` disc jockey fino alla morte, nel
1995).
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- La figura del DJ
assunse presto una parte di rilievo nella
vita sociale degli adolescenti, che in lui
vedevano un misterioso e potentissimo
protettore, il quale li intratteneva fino
alle ore piccole con le sue gag.
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- Presto si
instauro` anche la pratica dei brani a
richiesta, la cui logica conseguenza fu la
prassi dei "Top 40": trasmettere a
ripetizione i brani piu` venduti, dando
quindi piu` importanza ai gusti del pubblico
che a quelli del DJ. I Top 40 riuscirono in
meno di 4 anni a far fallire "Hit Parade",
che era dal 1935 la trasmissione del Sabato
sera piu` amata dal pubblico.
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I cantanti country
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- Le case
discografiche capirono presto quanto fosse
vendibile la musica dei neri presso il
pubblico dei bianchi. Bisognava soltanto
ridurla in formato per famiglia. I testi da
erotici dovettero dunque diventare
sentimentali, le voci si dovettero abbassare
di tono e assumere una maggiore compostezza,
la ritmica dovette rinunciare a qualche
eccesso di grinta e gli esecutori si
dovettero astenere da gestualita'
parossistiche.
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- L'ultimo requisito
(ma il primo in ordine di importanza) per
una musica che aspirasse al successo su
scala nazionale era quello che il cantante
fosse un personaggio simpatico, ovvero un
bianco. Non tanto per razzismo cronico,
quanto per un mero calcolo commerciale:
l'unico pubblico che puo` pagare per la
musica e` quello bianco, e non potrebbe
certo immedesimarsi in un cantante di
colore.
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- In pratica il
business discografico segui` un ragionamento
elementare. La nazione del melting-pot
faticava a costruirsi una propria cultura:
non esisteva ancora, salvo rare eccezioni,
un modo americano di scrivere, dipingere, o
far musica. I prodotti culturali importati
dall'Europa non soddisfavano d'altronde un
popolo che viveva in una realta` sociale
tanto diversa. Viceversa, data la grande
fertilita` del folk nero, le comunita` di
colore costituivano delle inesauribili
miniere di musica propriamente americana,
prodotto genuino della civilta` del Nuovo
Mondo. Non c'era che da saccheggiare quel
repertorio.
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- Accadde cosi` che
sovente le canzoni di successo dei bianchi
del Dopoguerra fossero scritte da neri che
non potevano avere un pubblico su scala
nazionale (anzi qualche volta la loro voce
non usciva neppure dal quartiere in cui
vivevano e lavoravano). I cantanti bianchi
disponevano invece di una rete di
osservatori e ascoltatori che procurava loro
le canzoni migliori. Ed essi le diffondevano
in tutta la nazione, semplicemente
eliminando gli eccessi del canto di colore e
curando l'arrangiamento orchestrale in
grande stile.
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- L'unica forma di
espressione musicale creata dalla nazione
americana, cioe` non ereditata dall'Europa e
non rubata ai neri, era rappresentata dalla
tradizione country & western, la musica
degli hillbilly (gli abitanti delle regioni
povere degli Appalacchi), degli hobos (i
vagabondi), degli wobblies (i disoccupati),
che emigravano in cerca di lavoro. Anche il
country, spostandosi dalla campagna alla
citta`, ma soprattutto spostandosi dai ceti
bianchi piu` popolari alla borghesia, si
affino` strumentalmente e si lascio`
contaminare dalle orchestre.
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- Le due matrici
popolari, debitamente ripulite, rese
presentabili alla borghesia, tendevano
naturalmente a convergere, proprio perche'
vendute al medesimo pubblico. Mentre la
musica leggera orchestrale si adeguava
attingendo un po' da tutti e due i filoni,
alle sue spalle si andava formando una
sintesi piu` naturale del rhythm and blues e
del country & western, una musica che
privilegiava il ritmo rinunciando
all'apporto edulcorante dei fiati e degli
archi, una sorta di compromesso che, pur
accettando le regole del mercato (cantanti e
pubblico bianchi, asprezze levigate),
conservava la spontaneita` delle matrici
originali.
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Sociologia del rock and roll
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- A meta` degli anni
'50 nacque cosi` il termine "rock and roll"
(cioe` "cadenzato e ondeggiato", un
eufemismo blues per l'atto sessuale) per
indicare questa nuova branca della musica
leggera, la quale degenero` rapidamente
inseguendo la voglia travolgente di ritmo
dei giovani; perche', piu` che di un genere,
si trattava di un ballo mozzafiato.
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- Il Dopoguerra
aveva rappresentato nella societa` americana
anche la fine di una lunga era puritana. Fu
naturale quindi che i giovani, compressi a
lungo in un involucro di perbenismo,
esplodessero fragorosamente, e fossero
attratti da tutti gli atteggiamenti
anti-conformisti, con particolare
riferimento al sesso e alla violenza. La
violenza era parte integrante di questa
societa': dalla violenza maccartista delle
persecuzioni contro gli intellettuali alla
violenza delle bande di motociclisti. Il
rock and roll rispondeva con quel tanto di
erotismo e di violenza (gestuale e testuale)
che bastava a far credere in una liberta`
conquistata. Non bisogna dimenticare che a
questo bisogno di anti-conformismo si
aggiungevano tutte le frustrazioni del
capitalismo e dell'imperialismo: la vita
spersonalizzata nelle megalopoli e la
minaccia della guerra atomica. Il rock and
roll nacque in pratica da una convergenza di
elementi musicali e sociali.
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- In questo senso il
rock and roll fu la sintesi musicale e
sociale della civilta' americana. Oltre a
ritrovare negli hit del tempo i frutti della
musica bianca e nera del Nuovo Mondo, si
intuisce l'identificazione ritmo-automobile,
urlo-frenesia, ballo-sesso,
chitarra-successo, per cui il rock and roll
traduce in musica il ritmo, il rumore e lo
spirito della vita americana. Il rock and
roll riproduce in musica i suoni stridenti,
frenetici, brutali, violenti, e ripetitivi
della citta'. Il rock and roll nasce
dall'improbabile fusione di traffico,
marciapiedi, autostrade, scuola, bar,
bowling, cinema, eccetera. Il rock and roll
e` in effetti la prima forma di cultura
musicale a celebrare senza riserve quei
tratti della vita cittadina che erano stati
tradizionalmente additati come mali del
secolo dagli uomini di cultura.
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- Per secoli la
musica popolare era stata capace di
esprimersi soltanto in tre registri: quello
sentimentale della ballata d'amore, quello
melodrammatico della ballata di cronaca e
quello scherzoso della ballata triviale. Il
rock and roll non fa eccezione, ma innesta
tutta la casistica storica sui modi diretti
ed espliciti della citta`, trasformando il
sentimento in erotismo, il melodramma in
violenza, e lo scherzo in sarcasmo.
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- Anche se scaturito
da un meccanismo economico puramente
capitalista, il rock and roll e` una musica
di rottura per piu` versi: perche' nasce fra
le piccole etichette piuttosto che dalle
grandi corporation, perche' ridicolizza la
musica leggera sdolcinata, perche' avvicina
per la prima volta il pubblico giovane
bianco alla musica dei neri, e soprattutto
perche' celebra il ribellismo
adolescenziale. E allo stesso tempo e` un
fenomeno profondamente conformista e
nostalgico, poiche' traduce in un linguaggio
elettrico, adatto alla metropoli, i
tradizionali miti americani del "self-made
man" e del nomade solitario.
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- D'altro canto il
genere visse sempre all'insegna dei peggiori
pregiudizi americani. Il rocker era
scandaloso come modello di incitazione alla
delinquenza (per i maschi) e alla
prostituzione (per le femmine), ma in
realta` il suo sex-appeal poneva l'accento
sul dominio, sulla potenza, sulla virilita`,
non tanto per sedurre ed eccitare il
pubblico femminile, quanto per proporsi come
oggetto di emulazione e di rispetto nei
confronti di quello maschile. Il rocker e`
una maschera sessuale che adotta le
convulsioni dello strip-tease, le labbra
sensuali della donna, la voce e l'irruenza
del nero; ma rimane rigidamente maschilista
(non ha neppur senso parlare di una rocker
femminile; le ragazzine possono soltanto
subire il rock and roll); e razzista.
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Il pubblico del rock and roll
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- In generale il
giovane che ascolta rock and roll e` un
ragazzo normale che cerca l'evasione, vuole
ballare e divertirsi. I problemi del mondo
sono piu` grossi di lui, lo stato che li
controlla e` piu` forte di lui, ed egli
istintivamente si chiude in se` stesso, o
meglio nel proprio gruppo. Il rock and roll
svolge per lui una duplice funzione: quella
di ambasciatore dell'insofferenza del
proprio gruppo, e quella di momento in cui
si esprime, all'interno del gruppo, la sua
personalita'.
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- Una grossa parte
nell'imporre gli idoli del rock and roll
spetta al cinema, che li propose agli
adolescenti come modelli delle loro stesse
ambizioni (diventare famoso, conquistare
ragazze sulla spiaggia, correre su una
moto).
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- Il pubblico del
rock and roll e` composto di teen-ager, che
negli anni '50 conquistano un'indipendenza
economica e morale, e questi teen-ager
appartenenti a tutte le razze e a tutti i
ceti. Da un lato cioe` comincia il processo
di ricerca d'identita` da parte dei giovani
e dall'altro si realizza una completa
integrazione etnica e sociale. Questi due
fatti allargano la massa dei consumatori
normalmente a disposizione di un genere
musicale. Se da un lato il rock and roll
saccheggia ancora il repertorio nero a
favore di un pubblico prevalentemente
bianco, d'altro canto favorisce l'avvento
degli interpreti di colore che, sebbene
osteggiati da un sistema che non vuole
riconoscere in un nero un protagonista,
raggiungono in alcuni casi fama nazionale.
La vera rivoluzione consiste in questo: sia
nero o sia bianco che fa le veci del nero,
il cantante di rock and roll usa il
linguaggio provocatorio, musicale e
gestuale, della civilta` americana nera.
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- Il fatto che gli
adolescenti entrassero a far parte del
pubblico ebbe un' importanza fondamentale
per il progresso della musica di massa, che
da quel momento sarebbe diventato
invevitabilmente frenetico.
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- L'adolescente
introdusse infatti la sua tipica psicologia
nei delicati meccanismi riproduttivi del
business discografico. Quella psicologia e`
tutta particolare nel ritagliarsi un margine
di comportamento anomalo e ribelle. Mentre
gli adulti tendono ad essere piu` omogenei
ed ortodossi, gli adolescenti scavano a
fondo nei fenomeni con cui man mano vengono
a contatto. Prendono cosi` coscienza dei
meccanismi vitali che gli adulti
preferiscono ignorare o dare per scontati.
Non sono ancora affetti dalla pigrizia
mentale di chi lavora e ha una famiglia da
mantenere. La loro mente puo` percio' andare
piu` a fondo nelle cose di tutti i giorni.
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- Nei confronti
della musica molti adolescenti maturano un
atteggiamento che, fra gli altri, presenta
questi aspetti:
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- La definizione di
un metodo di ascolto e di giudizio piuttosto
complesso e rigoroso, che non si limita a
fischiettare la melodia ma si addentra nei
dettagli dell'esecuzione (l'equivalente
della curiosita` morbosa di squartare i
giocattoli) e riconosce i virtuosismi
(l'equivalente del potere stimolante
dell'emulazione).
- La preferenza per
cio` che non e` famoso, non e`
pubblicizzato, non e` facilmente reperibile
(equivalente del bisogno di affermare una
propria identita` e di liberarsi di quella
opprimente dei genitori)
- Lo sviluppo di un
sistema di comunicazioni "dissidenti" che
identifica il proprio gruppo di minoranza
nei confronti della maggioranza
(l'equivalente di cercare di mettersi in
vista davanti ai compagni di gioco)
- L'abbandono di
quel sistema non appena esso abbia successo
e venga assorbito dalla maggioranza (lo
scopo non e` infatti vincere, ma:
smantellare il giocattolo, trovare un'identita`,
eccetera).
- Il simpatizzare
con i discriminati (neri, delinquenti,
stranieri) e porsi su un piano egualitario
con loro. Rispettivamente: cantare blues,
sfoggiare vestiti da teppista, ascoltare
dischi d'importazione (l'equivalente dell'
attrazione esercitata da tutto cio` che e`
diverso e strano rispetto alla noia delle
solite cose di tutti i giorni).
- La reazione di
disprezzo nei confronti delle consuetudini
borghesi (equivalente ai comportamenti
indisponenti nei confronti dei genitori).
- Negli anni '50
questi tratti psicologici degli adolescenti
ebbero modo di emergere come mai prima
d'allora. L'irrequietezza dei giovani del
secondo Dopoguerra e` il fattore che mise in
moto e accelero` a velocita` fantastiche la
macchina delle mode giovanili, fra le quali
il rock.
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Economia del rock and roll
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- Il rock and roll
venne inventato dalle piccole case
discografiche indipendenti (come la Sun e la
Chess). Le major, che dapprima non avevano
creduto nel nuovo genere, impiegarono anni a
recuperare il terreno perduto.
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- I due fenomeni, la
nascita del rock and roll e l'avvento della
discografia indipendente, sono strettamente
collegati. Senza l'una non ci sarebbe stato
l'altro, e viceversa.
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- Negli anni '50 la
situazione era la seguente. Mentre le major
dominavano il mercato nazionale, le "indies"
erano specializzate in folklore etnico e
rhythm and blues a diffusione regionale. Per
dare un'idea dei rapporti di forza, fra il
1946 e il 1952 si erano avuti 163 dischi
d'oro: 157 pubblicati dalle major e 6 dalle
indies. Nel 1953 le indies avevano gia`
cominciato a recuperare terreno (il solo
mercato dei dischi "race" copriva gia` il
6%). Nel 1955 le indies erano in realta`
molto piu` potenti di quanto esse stesso si
rendessero conto.
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- Quando pero` le
major se ne accorsero, la reazione fu
durissima. Le major sobillarono la nazione
contro il rock and roll, descrivendolo come
una musica oscena e comunista. Nat King
Cole, che con il rock and roll non c'
entrava proprio nulla, venne persino
aggredito da una folla di bianchi inferociti
in un locale dell'Alabama e rischio` il
linciaggio. La ASCAP, la confraternita dei
publisher delle major, boicotto` in ogni
modo la BMI, attorno alla quale si erano
raccolti i piccoli publisher che lavoravano
per le indies. La ASCAP prese l'abitudine di
denunciare per oscenita` ogni canzone con il
marchio BMI, e riusciva spesso a farne
proibire la trasmissione sulle network. Dopo
lo scandalo di Work With Me Annie del "nigger"
Hank Ballard (che diceva "let's get it while
the getting is good ... give me all my meat"),
la BMI dovette stare piu` attenta nel
trascrivere i testi dei cantautori di
colore. Fu cosi` che, mentre Shake Rattle
And Roll di Joe Turner descriveva le
bellezze corporali dell'amata in sottoveste,
lo stesso brano inciso da Bill Haley si
limito` a cantarne le doti culinarie!
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- L'effetto del rock
and roll sul mercato discografico fu
dirompente. Si passo' da 213 milioni di
dollari di vendite nel 1954 a 603 milioni
nel 1959. E le indies presero una larga
fetta di quei profitti, visto che i due
terzi dei "Top 10" furono loro. Da notare
che le indies erano situate nei luoghi
storici della musica nera: New Orleans (Ace,
1955), Los Angeles (Imperial, 1947;
Specialty, 1945; Liberty, 1955), Chicago (Chess,
1947; Vee Jay, 1953), Memphis (Sun, 1953;
Duke, 1952), Cincinnati (King, 1945), New
York (Atlantic, 1948; Savoy, 1942; Jubilee,
1948; Cadence, 1953). Non nacquero invece
case di rilievo in citta`, pur grandi, come
Boston, Philadelphia, Baltimore e Detroit.
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Musicologia del rock and roll
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- In
pochi anni cambiarono la musica e il modo di
suonare: la batteria, come insegna il Jazz,
frenetica e rumorosa in primo piano; la voce
sporca e dura, come insegna il blues, a
gridare e scandire; il piano o la chitarra
(elettrica) aspri e crepitanti;
l'atteggiamento sul palco spavaldo ed
agitato; i testi scritti nel gergo dei
teen-ager e ambientati nel loro mondo.
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- I
centri dove nacque il rock and roll furono,
con l'eccezione della California, gli stessi
dove era appena cominciata la rivoluzione
del rhythm and blues: Memphis, New Orleans e
Chicago.
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Memphis rockabilly
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- I
grandi discografici di Memphis avevani il
problema di gestire un mercato ormai saturo:
tutto cio` che si poteva fare con la
tradizione country era gia` stato fatto. Si
cercavano talenti originali, capaci di
imporre le solite nenie con la loro
personalita'. Inevitabilmente, molti
pensarono di aggiornare l'hillbilly secondo
la musica leggera dei neri che stava
prendendo piede nelle citta` del Nord-est (e
che Memphis stessa cominciava a vendere). Ma
si era attenti, con estrema cautela, a non
urtare la suscettibilita` dell'americano
medio.
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- Il rock and roll
di Memphis fu il piu` nervoso,
essenzialmente vocale con accelerazioni
improvvise.
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Chicago rock and blues
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- A
Chicago, la metropoli che per prima dovette
reagire al flusso massiccio di manodopera
nera, il periodo pionieristico del blues
aveva originato delle strutture ben solide.
Per esempio, l'etichetta Chess,
specializzata in musica folk di colore. A
contatto con la grande citta` i neri si
lasciarono contaminare sia dal mercato
musicale (con tutto il suo apparato di case
discografiche, stazioni radiofoniche e
locali notturni) sia dal diverso spirito del
cittadino.
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- Il rock and roll
di Chicago fu il piu` percussivo e grintoso.
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New Orleans jump and roll
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Nella citta` dove vennero a suonare i primi
bluesman del Delta, dove nacquero il Jazz e
il cajun, dove si diffusero le bande di jump
blues e di calypso, i musicisti neri locali
avevano sintetizzato elementi provenienti
dalle civilta` piu` disparate: i ritmi
sudamericani, il folk britannico, il cabaret
francese, il canto africano, eccetera. La
citta` era una centrale di energia musicale:
le reazioni a catena che avvenivano nel suo
cuore producevano novita` a folle velocita'.
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- Il rock and roll
di New Orleans fu il piu` lirico, il piu`
caldo, il piu` strumentale.
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Mitologia del rock and roll
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- Il
12 Aprile 1954 Rock Around The Clock di Bill
Haley, tipico intrattenitore da balera,
esordi` nella colonna sonora di Blackboard
Jungle, un film sulla delinquenza giovanile.
Il successo del film, piu` che della
canzone, favori` l'avvento di Elvis Presley,
un melodrammatico cantante country di Mephis,
che il 6 Luglio incise That's All Right: fu
l'inizio di una catena inarrestabile di hit
e di un fenomeno musicale che dura ancora
oggi. Il successo, ormai incontenibile,
della musica giovanile di origine nera
consenti` allora a Chuck Berry, un teppista
nero recidivo, di incidere, il 23 Luglio del
1955, Maybellene e di cambiare cosi` la
storia della musica. Per un anno le
classifiche di vendita sarebbero state
arrembate da canzoni sempre piu` selvagge,
sempre piu` innovative, cantate da
personaggi sempre piu` giovanili e
anti-conformisti.
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- Ma
alla fine del 1956 il rock and roll aveva
gia` bruciato tutte le sue energie,
rivelando un'altra delle caratteristiche che
sarebbero rimaste nei decenni successivi:
l'estrema deperibilita` della musica
giovanile, la propensione all'invecchiamento
precoce, la mancanza di continuita'.
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- Il
9 Settembre 1956 Presley venne invitato a
comparire all' "Ed Sullivan Show", la
principale trasmissione musicale d'America,
sei mesi dopo che Ed Sullivan aveva
dichiarato che non gli avrebbe mai
consentito di cantare nel suo show. Fu il
trionfo, ma anche l'atto formale di resa al
Sistema. Il rock and roll era finito.
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I bianchi
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- Da Memphis, e dal
Sud bianco in genere, presero l'abbrivio i
cantanti di "rockabilly", il genere nato
dalla fusione del rhythm and blues con l'
hillybilly, e caratterizzato quindi da una
strumentazione scarna, da un canto a
singhiozzo (e talvolta da un vibrato
incalzante), da un'accelerazione epilettica
dei ritmi campagnoli, da una prosodia tratta
da filastrocche, ninnananne, e gesti
quotidiani. I loro dischi erano registrati
con un suono molto pulito ed erano spesso
infarciti di eco, secondo la tecnica
inventata da Sam Phillips e da Leonard Chess.
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- I combo di
rockabilly erano composti da chitarra,
chitarra ritmica e contrabbasso. La batteria
era praticamente fuorilegge da quelle parti,
perche' veniva automaticamente associata ai
neri. Comincio` ad essere usata verso la
fine del decennio, ma il batterista doveva
restare nascosto dietro il sipario. Invece
il piano honky-tonk trovo` subito il suo
posto fra gli strumenti guida, anche perche'
la chitarra ritmica era stata inizialmente
impiegata solo per dare il ritmo del boogie
woogie. Il basso veniva suonato
schiaffeggiando le corde piuttosto che
pizzicandole. Il cantante faceva spesso uso
del melisma e dei singhiozzi tipici dei
cantanti neri per conferire una maggiore
tensione ed elasticita` al brano.
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- Dopo l'esplosione
del rock and roll a seguito dell'hit di Bill
Haley, i cantanti di rockabilly vennero
immessi sul mercato senza reticenze dalla
Sun Records (cioe` da Sam Phillips). I primi
furono: Elvis Presley; Jerry Lee Lewis; Carl
Perkins, inventore di classici molto
sfruttati come Blue Suede Shoes, Matchbox,
Honey Don't, uno dei pochi a scrivere le
canzoni che cantava; Johnny Burnette,
titolare di un trio durato una sola estate
(1956) ma abbastanza da lasciare un'impronta
indelebile sul genere (Train Kept A-rolling,
Rockabilly Boogie, Rock Therapy, Lonesome
Train) e divenuto poi famoso come autore
degli hit di Ricky Nelson (You're Sixteen,
1960); Otis Blackwell, l'autore di Don't Be
Cruel e All Shook Up, Great Balls Of Fire e
Breathless; Charlie Rich, talentuoso
vocalist country, pianista jazz e "crooner"
blues (Lonely Weekends, 1960, Mohair Sam,
1963); Billy Lee Riley (il fanta-nonsense di
Flying Saucers Rock And Roll); Dale Hawkins
(Suzie Q, 1957, con il grande James Burton
alla chitarra); il maledetto Gene Vincent; e
Johnny Cash, destinato a una radiosa
carriera country.
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- Una menzione
particolare merita Wanda Jackson, l'unica
donna del rockabilly, l'unica donna a
grugnire e strillare allusioni erotiche in
dischi come Let's Have A Party (1960).
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I neri
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New Orleans, dove roba del genere era in
giro fin dagli anni '30, rispose subito con
i suoi migliori talenti di colore: Fats
Domino e Little Richard. Lo stile di New
Orleans era molto piu` vario e maturo,
faceva uso di una strumentazione piu`
sofisticata e si serviva di tutto il
bagaglio tecnico della scuola nera.
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- A
Chicago il rock and roll fu la naturale
prosecuzione del blues ritmico
elettrificato: Chuck Berry e Bo Diddley
ebbero a comune maestro Muddy Waters, e
fornirono al rock and roll i brani piu`
elaborati.
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L'Ovest
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- In California si
compi` il tragico destino di Eddie Cochran.
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- In Texas, oltre al
grande Buddy Holly, esercitarono Buddy Knox
(Party Doll, 1957) e Jimmy Bowen (I'm
Sticking With You, 1957), tre scoperte del
produttore Norman Petty.
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- In Arkansas
militarono due personaggi tanto
misconosciuti quanto importanti per lo
sviluppo del rock: Link Wray, inventore di
una tecnica chitarristica vent'anni in
anticipo sui tempi, e Ronnie Hawkins,
cantante possente e cupo della corrente
Diddley-ana esule in Canada dopo i modesti
hit del 1959 (Forty Days, Mary Lou).
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- Il canadese Jack
Scott, trasferitosi a Detroit, perfeziono`
uno degli stili piu` ipnotici, con un basso
pesante e continuo, e versi ripetuti
all'infinito (My True Love, 1958, Goodbye
Baby, 1958, Burning Bridges, 1960).
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La fine del rock and roll
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- Il
rock and roll fu un fenomeno di breve
durata, si consumo` nel giro di tre anni.
Tutti i suoi protagonisti hanno in comune il
brusco declino, o addirittura la morte, alla
fine degli anni '50. D'altronde il senso
stesso del rock and roll era la frenesia, la
voglia di bruciare in fretta tutte le
energie. C'era anche un soffio di tragedia
che alitava su queste vite per lo piu`
ribelli, e la tragedia monco` alcune
carriere, altre le rese brevissime. Gli
scampati al massacro morirono artisticamente
per il solo fatto di diventare dei cantanti
milionari. Il benessere placo` il loro stile
e addolci` il loro suono.
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Cosi` furono messi da parte per far posto ad
altri, piu` bravi di loro nel campo della
musica leggera. E passarono gli anni '60 a
sperperare la ricchezza accumulata in pochi
anni grazie ai milioni di copie vendute dei
loro 45 giri. Negli anni '70 un risveglio
d'interesse per il vecchio rock and roll
origino` un revival che riporto` in auge
molti dei nomi dimenticati. Ma i rocker
cinquantenni non avevano piu` nulla da dire,
se non riproporre pateticamente i loro
vecchi gloriosi successi.
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- Il
rock and roll era morto definitivamente il
20 Maggio 1960, quando le forse della
reazione avevano incriminato Alan Freed e ne
avevano distrutto la carriera.
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