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Niki Lauda e Ron Howard a Maranello per un film |
A febbraio 2012 iniziano le riprese di
"Rush", storia della F1 classe 1976 |
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Il film si chiamerà "Rush" e narrerà le
vicende umane e sportive della stagione di
Formula 1 del 1976, l'anno in cui Niki
Lauda, campione del mondo con la Ferrari,
ebbe il suo terribile incidente al
Nurburgring.
A dirigerlo sarà Ron Howard (Apollo13, A
beautiful mind, Il codice da Vinci) che il
27 ottobre 2011 ha incontrato il presidente
Luca Cordero di Montezemolo a Maranello
insieme allo stesso Lauda, al produttore
Eric Fellner e allo sceneggiatore Peter
Morgan.
Le riprese inizieranno a febbraio e per
festeggiare l'accordo Lauda ha portato Ron
Howard sulla pista di Fiorano guidando
personalmente una Ferrari FF, come "Ferrari
Four", ovvero a quattro ruote motrici e
quattro posti.
Chi conosce Niki Lauda sa che per lui
quell'anno sembrò segnare la fine delle
corse. Invece poche settimane dopo era già
in pista cercando di difendere il titolo,
insidiato dall’inglese James Hunt. |
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Quando sembrava che fosse riuscito,
proprio all’ultima gara in Giappone,
ebbe il coraggio di non nascondere
la propria paura per un nuovo
possibile incidente dovuto a una
pista resa impraticabile dalla
pioggia e decise di ritirarsi,
lasciando la vittoria del campionato
all’inglese. Il resto, sarà narrato
dal film. |
In una recente intervista Ron Howard
ha detto:
Ho scelto di girare questo film perché
questi sono personaggi affascinanti,
maschili. Quello è stato un periodo molto
pericoloso nelle corse, e parliamo di due
individui in assoluto al culmine della loro
potenza e carriera. Lo rende allo stesso
tempo un dramma e un film d’azione molto
eccitante. Non ero un grande fan della
Formula Uno, prima di leggere lo script di
Peter, ma mi sono trovato immerso in questo
mondo. Penso che l’eccitazione che ho
provato possa essere contagiosa.
Ho passato molto tempo a raccogliere
informazioni attorno al mondo della
Formula Uno con le persone collegate a
questo sport. Ho incontrato Niki Lauda
un paio di volte. Mi sono seduto con lui
durante la gara di Silverstone ed il suo
commento era così avvincente non ho
avuto neanche il coraggio di alzarmi per
andare al bagno! Fortunatamente il mondo
della Formula Uno è stato descritto
dettagliatamente negli ultimi 35-40 anni
con numerosi documentari, più
recentemente con Senna, che ho appena
finito di guardare oggi per la settima
volta.
Penso che possiamo posizionare la
videocamera in luoghi dove non è mai
stato fatto prima, proprio nel mezzo,
nelle viscere della gara. Offriremo così
al pubblico una vera esperienza di ciò
che questi ragazzi compiono in ogni
gara.
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Stiamo continuando a lavorare sulla
sceneggiatura per trovare modi per rendere
il bilancio più gestibile e continuare il
lavoro in modo da rispettare il progetto
originale. Siamo sempre stati molto di corsa
in questo progetto, così sussulto sempre
quando vedo qualcosa di scritto a riguardo e
che viene proposta una data di uscita.
Questi tipi di progetti spesso impiegano
anni prima di essere assemblati nel mondo
giusto. Ma io sono innamorato del materiale,
e appena tutti gli elementi si fonderanno
nel giusto modo, allora lo farò.
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L' intervista Dal Richie Cunningham di
Happy Days ai due Oscar, ora il regista prepara un film sul
Circus
«Fascino, passioni e
rivalità La F1 che non avete mai visto»
Ron Howard racconterà in «Rush» il
duello tra Lauda e Hunt Non ho mai speso soldi per auto di
lusso, ma ogni bambino sogna di avere una Ferrari, è come
una bella donna Vorrei che gli americani capissero l'
aspetto umano, vorrei guadagnarmi il rispetto degli
appassionati
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LONDRA - Il miglior
testimonial dello sport più inglese che c' è, la
Formula 1, è quest' americano vestito di nero
(pantaloni e camicia oversize), che ama giocare a
basket e trova «metafisico» il baseball, seduto al
Charlotte hotel di Londra davanti a cappuccino, uova
e frutta fresca, con la barba rossa e un sorriso
familiare ad almeno due generazioni di italiani.
Richie Cunningham di Happy Days, ebbene sì. Ma due
Oscar e quattro nomination dopo, si può dire Ron
Howard, uno dei registi più famosi di Hollywood. Ron
ci fa accomodare e racconta per un' ora e mezza: il
bravo ragazzo non era solo Richie.
Felice di parlare per la prima volta di «Rush», il
film che sta preparando (inizio riprese a fine
febbraio, uscita nel 2013) sulla rivalità tra James
Hunt e Niki Lauda, sul ' 76, sulla F1 di quei tempi.
A che punto è la scrittura di «Rush» e, a proposito,
sarà il titolo definitivo del film? «Ancora non è
sicuro al 100%... Diciamo che sono a metà del
lavoro. La F1 è un mondo fantastico e sto ancora
imparando. |
È come quando ho speso molto tempo per studiare la vita
degli astronauti della Nasa per Apollo 13 o il mondo dei
vigili del fuoco per Backdraft». Cosa la affascina di più
nella F1? «Non sono un grande appassionato di motori, ma ho
fatto anche un film sulla boxe, Cinderella Man, senza essere
fan degli sport di combattimento. La F1 è una combinazione
magica di uomo, macchina e squadra. Come in Apollo 13: non
c' erano solo gli uomini nella navicella ma anche quelli
nella sala controllo. Vorrei che gli americani vedessero l'
aspetto umano, vorrei guadagnarmi il rispetto degli
appassionati, ma vorrei che il film piacesse a tutti».
Sarebbe stato più facile girare un film su basket o
baseball, la F1 negli Usa non riesce a sfondare. «Cerco
sempre di fare qualcosa di unico. Grazie alle moderne
tecnologie di ripresa il film dovrà mostrare questo sport in
un modo mai visto prima. Così com' è stato per il fuoco in
Backdraft o per l' assenza di gravità in Apollo 13.
Molta gente della F1 guarda solo la partenza e l' arrivo:
eppure io sono stato a Silverstone e mi sono così calato
nell' azione che non riuscivo neanche ad alzarmi per andare
in bagno!». Il film sarà sulla rivalità tra Lauda e Hunt?
«Sì. Amo lo spettacolo in un film, amo l' azione, ma quello
che più mi importa è la storia. Al centro ci sono i
personaggi. Lauda è affascinante e Hunt è il suo opposto.
Eppure ci sono tante similitudini nascoste tra i due. Poi
voglio raccontare il mondo della F1 negli anni 70, era
divertente, affascinante, glamour, giocoso, si viveva un
clima di eccitazione». Nel film si vedono l' incidente di
Lauda al Nürburgring, il ritorno, l' abbandono al Fuji? «C'
è tutto questo ma trovo più affascinante la rivalità tra i
due, il loro conflitto e il loro rispetto. Se senti parlare
Niki di Hunt, ok, prima fa molte battute sulle donne di
James, ma poi dice che era uno straordinario pilota e un
rivale vero. Ho avuto la fantastica opportunità di andare a
Maranello con Lauda (meglio sono stato suo passeggero in
pista!) e ho conosciuto Montezemolo, un uomo davvero
carismatico: è stato come prendere una settimana di
lezioni!». Come le è sembrato Lauda? A Merzario, l' uomo che
gli ha salvato la vita, pare abbia regalato un orologio
nemmeno troppo prezioso. «Non la conoscevo questa storia,
devo indagare! Per me Niki è un uomo semplice, diretto,
molto strategico, e questo è un elemento della storia. Però
nessuno è una sola cosa. Per questo vale la pena fare un
film e non un docudrama, perché esplori il lato umano grazie
all' interpretazione». È vero che Russel Crowe interpreta
Richard Burton, con cui scappa Suzy Miller, la moglie di
Hunt? «Vedremo, sarà comunque una parte minima».
Niki è Daniel Brühl, Hunt è Chris Hemsworth. «Esatto. Poi ci
sono Olivia Wilde che interpreta Suzy Miller, e Alexandra
Maria Lara, la moglie di Lauda. Come li ho scelti? Intanto
Brühl è di lingua tedesca: mi piace il modo in cui si
trasforma, è un camaleonte, un giovane Daniel Day Lewis, ora
sta studiando l' accento austriaco. Hemsworth ha fatto un'
audizione, aveva carisma, sicurezza, sensualità. Assomiglia
molto a Hunt. Inoltre suo padre era un corridore di moto, è
cresciuto nei garage». Si è ispirato ai film sulle corse del
passato come Grand Prix di Frankenheimer, Indianapolis di
Goldstone o le 24 ore di Le Mans di Katzin? «Indianapolis
non l' ho visto. Più che altro nel mio ufficio ho due, tre
monitor dove vanno no-stop film, documentari, clip da
youtube, riprese di gare. Dobbiamo avere delle scene che
siano spettacolari come quelle vere. È un metodo che uso da
8-9 anni: è una specie di lavoro subliminale che dà
ispirazione. A me poi è piaciuto molto il documentario su
Senna, con il sottofondo dei commentatori che ti aiutano a
capire cosa succede». Quali sono le difficoltà maggiori nel
girare un film così? «La F1 ha un suo ritmo che cercheremo
di rispettare. La sfida è che, per via del casco, si vedono
solo gli occhi dei piloti e devo rendere l' emozione che si
prova nell' abitacolo. Inoltre sarà molto difficile la post
produzione, gli effetti, l' editing.
È un film molto diverso, può diventare il mio migliore».
Cosa significa per lei la Ferrari? «Non ho mai speso soldi
nelle auto di lusso, saranno le mie origini contadine... Ma
ogni bambino al mondo sogna di avere una Ferrari e quando ne
vedi una per strada, è come una bella donna, non puoi
evitare di guardarla, sorry! C' è qualcosa di primario. E
qui mi viene in mente un' altra cosa della F1: combina la
più moderna tecnologia con un istinto primario che ricorda
le scalate delle montagne e spinge a mettersi alla prova per
dimostrare qualcosa o per capire fin dove è possibile
arrivare». L' ultima cosa: la disturba il ricordo di Happy
Days? Forse dopo due Oscar è strano essere ricordato come
Richie... «Non mi disturba affatto. Le cose più importanti
le ho fatte da regista, ma guardo alla mia vita da attore
con nostalgia e tenerezza e Happy Days è stata la base della
mia carriera. Richie è una specie di soprannome. Tante
persone mi salutano così: magari preferirei che mi facessero
i complimenti per il mio ultimo film, ma sento un' energia
positiva.
Pensi che negli States c' è gente che mi chiama ancora Opie
per un ruolo che ho fatto a sei anni! Quindi si senta libera
di chiamarmi Richie!». Arianna Ravelli RIPRODUZIONE
RISERVATA **** Con Fonzie Ronald Howard nasce a Duncan l' 1
marzo 1954. A 6 anni recita nella serie Ai confini della
realtà , e diventa una star mondiale nei panni di Richie
Cunningham, l' amico di Fonzie, nella mitica serie tv Happy
days . Ora è un regista di successo (tra gli altri Splash,
Cocoon, Apollo 13 , Il codice da Vinci, Frost/Nixon ). Ha
vinto due Oscar con A beautiful mind
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