"Scruto i tuoi tratti, calmi e bianchi alla luce del cero:
le tue palpebre dalle scure ciglia,
dietro il cui riparo ci sono occhi che non vedono domini terreni."
(H.P. Lovecraft)

"Nel vuoto insensato il demone mi portò
oltre i grappoli luminosi dello spazio finito,
finché davanti a me non ci furono né il tempo né la materia
ma solo caos, senza forma o luogo."

(H.P. Lovecraft, Fungi From Yuggoth, XXXII)

"...quando una notte attraverso lo spazio curvo sentì l'invitante flauto degli abissi aldilà."
(H.P. Lovecraft, Fungi From Yuggoth, XXXII)

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Conosciuto con nomi diversi (Spring-Heeled Jack, “Jack dai tacchi a molla” o “Jack il saltatore” a Londra, Owlman - Uomo Gufo, Mothman - Uomo Falena, e Uomo Scimmia negli U.S.A.), il mito di quello che noi chiameremo semplicemente Mothman è ritornato a far parlare di sé grazie al film “The Mothman Prophecies – Voci dall’ombra” di Mark Pellington, con Richard Gere.
Sebbene gli avvistamenti di questa creatura abbiano avuto un momento di particolare intensità a metà degli anni ’60 negli Stati Uniti, in West Virginia, anche altrove, in altri tempi, si sono registrati avvistamenti di creature dall’aspetto simile. A Londra, per esempio, tra il 1837 ed il 1904 decine di persone denunciarono di essere state aggredite da un misterioso essere dall’aspetto scimmiesco o di pipistrello, alto dal metro e mezzo in su. Sempre in Inghilterra, nel novembre 1966, nel Kent, il diciassettenne John Flaxton avvistò, con altri tre amici, una figura alta e scura, con grandi ali sulla schiena. Ma il luogo dove il Mothman pare abbia preso fissa dimora sono gli Stati Uniti, e precisamente a Point Pleasant, in West Virginia. Ai primi del ‘900 una zona vicino Point Pleasant fu adibita a diventare la Riserva Naturale della McClintic, e, tra le altre cose, riserva per volatili. Con la Seconda Guerra Mondiale, parte della riserva venne rimossa ed adibita a deposito munizioni, dove furono costruiti circa 100 piccoli edifici di cemento e acciaio (detti “igloo”) per ospitare gli esplosivi. L’area fu soprannominata dagli abitanti della zona T.N.T., proprio per il suo “passato” di polveriera.
Il 30 maggio del 1928, sempre nella zona di Point Pleasant, venne inaugurato l’Ohio River Bridge. La campata di 532 metri univa la città di Point Pleasant con la sua confinante al di là del fiume, Gallipolis, Ohio. Il ponte venne presto ribattezzato “Silver Bridge”, “il ponte d’Argento”, a causa di una nuova tinta di alluminio usata per coprire la struttura. Progettato originariamente come ponte sospeso costruito con cavi d’acciaio a torsione, gli architetti optarono poi per un nuovo innovativo disegno che prevedeva tralicci ad I trattati a caldo con sospensioni a catena. Il ponte venne poi supportato da una serie di barre a I, ognuna collegata con la successiva tramite un perno. Il progetto era, secondo i costruttori e molti esperti del settore, unico e rivoluzionario, ma, come vedremo in seguito, si sbagliavano...

Sebbene i primi avvistamenti in questa zona degli Stati Uniti risalgano al 1964, la prima denuncia di avvistamento del Mothman risale a due anni più tardi, all’estate del 1966, quando una donna riferì di aver visto un qualcosa di somigliante ad una farfalla gigante, lunga circa un metro e ottanta. Il giorno 12 novembre, cinque becchini intenti a scavare una fossa nel cimitero di Clendenin, videro qualcosa che sembrava un “essere umano di colore scuro” scendere, svolazzando, dagli alberi e volteggiare sulle loro teste. La notte del 14, ancora, nella zona di Salem, un uomo vide due oggetti rossi e luminosi volteggiare su un campo ed il suo cane pastore scomparve dopo essersi lanciato al loro inseguimento.
Ma l’episodio più “spaventoso” è datato al 15 novembre 1966, quando due coppie a bordo di una Chevrolet che transitava nella zona T.N.T. videro, vicino ad una vecchia centrale elettrica, “una specie di grosso animale”, una creatura di forma umana di colore grigio, alta più di due metri e mezzo, con grosse ali ripiegate sul dorso e due grandi occhi rossi ipnotici, che camminava incerto su gambe umane e che li fissava. I quattro si fermarono ad osservare l’essere per almeno un minuto, ma quando questo, dalla porta aperta della vecchia centrale, si avviò verso di loro strascicando i piedi, i quattro decisero di fuggire. Una fuga che, però, apparve inutile, dato che la creatura volante li inseguiva a breve distanza senza mai perdere terreno, nonostante il guidatore, Roger Scarberry, avesse accelerato fino alla velocità di centosessanta chilometri orari. L’essere, secondo quanto testimoniato dai quattro, si manteneva a bassa quota sopra la loro auto, spiegando un’apertura alare di almeno tre metri e squittendo, a detta della testimone Mrs. Malette, come un topo, e non facendosi mai distanziare, nonostante non battesse le ali, ed, anzi, riuscendo, con un unico colpo, a superare il veicolo. Raggiunta la contea di Mason, i quattro si recarono dallo sceriffo, che decise di eseguire un sopralluogo nell’Area T.N.T., dove i quattro avevano avvistato la creatura. Ad accompagnarli alla vecchia polveriera fu il vice sceriffo, Millard Halstead, il quale testimoniò come, non appena ebbero passato il punto in cui i testimoni avevano visto la figura per la prima volta, “la radio della polizia fece un suono confuso simile ad un registratore che va velocissimo”. La vicenda delle due coppie finì in mano ai giornalisti ed ottenne l’attenzione della Associated Press, soprattutto grazie all’intervento di John A. Keel, recatosi a Point Pleasant ad indagare su quei fenomeni su invito dell’amico ufologo Gray Barker. Il giorno dopo l'“Uomo Uccello” aveva tutte le prime pagine delle testate locali. Qualcuno lo battezzò Mothman, come la Falena Assassina, personaggio dei fumetti di Batman. L'Area T.N.T. iniziò ad essere meta di molti “turisti”, desiderosi di vedere con i propri occhi il Mothman, di molti curiosi, di molti sedicenti “studiosi” di occulto ed anche di persone che lo volevano eliminare, considerandolo una minaccia.

L’Uomo Falena fu osservato, poi, anche da due piloti nel cielo sopra Gallipolis, in Ohio: i due lo avevano scambiato inizialmente per un altro velivolo, considerato che viaggiava a una velocità di circa 110 km/h, ma cambiarono idea sulla sua natura non appena osservarono i suoi due occhi rossi. Con estremo stupore, notarono come l’essere avvistato li seguisse senza difficoltà e senza dover sbattere le ali, puntandoli fino a sfiorarli. Nel novembre del 1966, ancora, un commesso viaggiatore di Mineral Wells di nome Woodrow Derenberger, mentre tornava a casa dal lavoro a bordo del suo furgone, fu affiancato e superato da un veicolo scuro che non era un’automobile, ma un vero e proprio UFO. Derenberger fermò la sua auto; dalla fiancata del veicolo che l’aveva avvicinato si aprì un portello e ne discese “un uomo sorridente, alto circa un metro e settanta, con lunghi capelli scuri pettinati all’indietro e carnagione scura”. Indossava un soprabito scuro, sotto al quale portava un abito verde “dall’aspetto metallico”. Tra i due iniziò un colloquio molto strano, in quanto l’essere, a detta di Derenberger, non parlava, ma comunicava telepaticamente. Tra Derenbergere e quel misterioso figuro che lo aveva fermato sulla strada seguirono altri incontri, dai quali Derenberger apprese che il suo interlocutore si chiamava Indrid Cold ed era originario di un pianeta chiamato Lanulos. In seguito Derenberger divenne un famoso contattista e le “rivelazioni” fattegli dal misterioso Cold furono diffuse dalla stampa e dalla televisione. Non mancarono altri avvenimenti curiosi (come se il resto non lo fosse…): nelle case dei testimoni si verificarono strani fenomeni tipici delle infestazioni e dei poltergeist, telefoni squillavano in continuazione facendo udire suoni metallici o una strana “musica elettronica”, i televisori avevano problemi di funzionamento, specie quanto le case nelle quali si trovavano erano sorvolate da misteriose luci volanti...

Gli avvistamenti dei quali abbiamo parlato finora terminarono nel dicembre 1967, quando un fatto terribile avvenne, sempre nella zona di Point Pleasant. Il giorno 15, infatti, avvenne un’immane catastrofe: il “Silver Bridge”, “il ponte d’argento”, crollò, causando la morte di 46 persone. Quella sera d’inverno, il traffico delle vacanze era mischiato a quello dei pendolari dall’area industriale, con camionisti che trasportavano merci da sud e autocarri carichi di ghiaia. Prima del crollo i testimoni raccontano di aver udito provenire dal ponte un suono raccapricciante, come una porta che scricchiola, molto forte, e l’oscillazione, naturale per un ponte a due corsie e campata unica, divenne più violenta. All’improvviso, uno dei giunti d’acciaio nella catena di sospensione, la barra ad I C-13, si ruppe. I testimoni videro il ponte ondeggiare violentemente da un lato, poi dall’altro. L’ancoraggio sul versante dell’Ohio si sganciò ed il ponte, ancora parzialmente sospeso tramite il rimanente traliccio ad I, fece saltare l’asfalto, facendo precipitare veicoli e persone nelle gelide acque del fiume.
La “torre Ohio” del ponte, alta 28 metri, crollò nell’acqua. In soli 45 secondi la struttura era completamente affondata nell’acqua. Subito si attivarono i soccorsi, che intrapresero un lavoro di recupero che si protrasse per molti mesi a seguire Gli ultimi quarantaquattro corpi furono recuperati circa sei mesi dopo il disastro, mentre due non furono mai ritrovati. Inizialmente si ipotizzò che il crollo fosse stato causato dal danno subito dal ponte stesso da parte di molte chiatte, che avevano rotto gli ormeggi ed avevano colpito le spalle del ponte. Un’indagine lunga quattro anni rilevò che la causa principale della sciagura era la fatica del metallo. Pochi minuti dopo l’accaduto, mentre già fervevano i soccorsi sulle due rive del fiume, alcuni abitanti della zona dissero di aver visto almeno dodici luci rosse lampeggiare nel cielo crepuscolare, scendere da sopra l’Area T.N.T. e muoversi verso sud, in direzione di Point Pleasant...

Gli avvistamenti di Mothman sono continuati, anche se non con la stessa frequenza del periodo 1966-1967. Ci sono state segnalazioni nei giorni precedenti terribili fatti e sciagure avvenute in tutto il mondo, come il terremoto di Città del Messico del 1985 od il disastro nucleare di Chernobyl nel 1986. Recentemente, il 25 settembre 2001, un ragazzo di 19 anni sostiene di aver visto un enorme volatile a sud di Greensburg, nella contea di Westmoreland in Pennsylvania. L’apparizione è avvenuta verso le 19.30, quando stava iniziando a calare l’oscurità. Il ragazzo si trovava vicino alla statale 119 e stava osservando le autovetture e i veicoli in transito, quando la sua attenzione viene attirata da un suono “come di ali che sbattevano in un temporale”. Ha affermato di aver notato un enorme volatile di colore nero o di un grigio-marrone molto scuro dall’apertura alare compresa tra i tre ed i quattro metri e mezzo, ali che sbatteva molto lentamente, sorvolando i teloni dei camion. La testa era lunga ottanta centimetri, larga come quella di un piccolo cane. La creatura sembrava seguire il flusso del traffico, sorvolandolo a circa 15-20 metri di altezza. Il volatile ha percorso la strada per circa 50 metri verso un’area boschiva e si è poi andato a posare sul tronco di un albero morto accanto ad un cartellone. Il ragazzo ha continuato a osservarlo ed ha notato come esso si muovesse lentamente, con molta potenza, lo ha visto arruffare le penne, ha visto il suo capo muoversi. Dopo diversi secondi il volatile ha abbandonato il suo “trespolo”, che il ragazzo ha avuto l’impressione si fosse piegato e spezzato per l’apparente peso della creatura. L’”uccello” è poi volato verso un’altra area alberata. Tutto questo è durato, a detta del giovane, circa un minuto e mezzo. Dennis Smeltzer, un ricercatore associato con uno spiccato interesse per l’ornitologia, si è recato sul luogo dell’avvistamento, ha esaminato tutta l’area dell’albero dove il volatile si sarebbe poggiato, ma non ha trovato nessuna traccia evidente del volatile. È impressione del ricercatore che il testimone non abbia inventato quanto raccontato: conosce bene il grande airone blu, l’avvoltoio e l’aquila, e certamente non sono questi i volatili che il ragazzo ha visto.

Tali avvistamenti sarebbero giustificabili, secondo Keel, accettando l'ipotesi di una strategia mimetica, che si evolve nel tempo e sta al passo col progresso culturale dell'umanità. Agli spiriti ed ai folletti dell’antichità corrisponderebbero oggi gli “extraterrestri”. Le motivazioni di questa strategia sono ovviamente ignote. Keel condusse molte indagini in collaborazione con alcuni “contattisti”, ossia persone che affermavano di essere in contatto con “entità”. Il comportamento di questi esseri era spesso contraddittorio e difficile da comprendere, perché avevano l’abitudine di profetizzare avvenimenti del futuro che non sempre si verificavano.
Lo stesso Keel, a suo dire, era entrato in contatto con alcune di queste entità (affermava di aver avuto lunghe conversazioni telefoniche con un certo Apol), che gli avevano profetizzato un evento terribile per il pomeriggio del 15 dicembre 1967, quando, come ogni anno il Presidente degli Stati Uniti avrebbe acceso l’albero di Natale della Casa Bianca, evento trasmesso in diretta televisiva. In quello stesso momento, secondo i suoi “informatori”, si sarebbe verificato un enorme black-out elettrico di portata nazionale. Keel credeva che l’evento si sarebbe realmente verificato e si mise quindi davanti alla TV in attesa del fatto. Ma quando il Presidente Johnson accese le luci dell’albero, non successe assolutamente niente. Keel pensò allora che le misteriose entità lo avessero preso in giro, come già avvenuto altre volte. Improvvisamente, però, le trasmissioni vennero interrotte: una terribile tragedia era accaduta a Point Pleasant poco dopo le cinque del pomeriggio. Il “Silver Bridge” era crollato...

Molti studiosi, vista la concomitanza degli avvistamenti con avvenimenti drammatici e catastrofici, sono convinti che sia una sorta di “angelo”, che tenti di dare un messaggio all’umanità. Altri ancora, soprattutto dopo i fatti di Point Pleasant e visto che molti avvistamenti sono avvenuti nell’Area T.N.T, lo considerano un prodotto della nostra cattiva cultura ecologica, un volatile che ha subito mutazioni genetiche. Studiosi scettici sostengono che si tratti di una “gru delle dune”, un trampoliere americano endemico oggi estinto, alto quasi due metri, dalla straordinaria apertura alare, lungo collo, occhi risplendenti come gemme, andatura a terra a terra. Tutti coloro che lo hanno visto, però, sono d’accordo su una cosa: “Non ho mai provato un’emozione simile prima di quel momento, una forma di paura che non saprei descrivere, un terrore che mi possedeva e paralizzava. Le parole più adatte sarebbero queste: era un fatto impossibile. So che può sembrare pazzesco, ma è l'unico modo in cui mi sento di esprimere quello che provai dentro di me”, come disse un contadino di Point Pleasant a Keel...

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