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La città e lo sviluppo culturale


 

 

LO SVILUPPO CULTURALE

Significativo fu, nelle fasi successive della crescita della città di Elea, il meraviglioso fiorire di una cultura filosofica, che avrebbe dettato legge nel mondo occidentalefino ai nostri giorni, ispirando e delimitando il territorio della speculazione filosofica, arrivando addirittura a formulare i principi che sono alla base della logica: primo fra tutti quello di non-contraddizione. Di questo sviluppo culturale, che inevitabilmente si accompagna al nome di Parmenide e alla fama della Scuola da lui fondata, Parmenide non fu la causa semmai l'effetto. A Parmenide Platone dedicò un dialogo e Aristotele pungenti commenti nella sua Metafisica. Ma protagonisti, nel bene e nel male, della storia della filosofia occidentale sono stati molti altri eleati. A Leucippo si deve la prima formulazione della teoria atomica, a Melisso una savia interpretazione della realtà,a Zenone una accanita difesa degli insegnamenti del maestro, a Empedocle la fondazione dell'empirismo.

Non bisogna poi dimenticare come accanto a questo proliferare del pensiero filosofico degli eleati, rimangano le impronte di una civiltà tecnicamente progredita, capace di edificatre superbi monumenti come la Porta Rosa o di costruire strumenti tecnicamente progrediti per la navigazione.


La Scuola Eleatica

Il problema della fondazione della scuola eleatica non ha mai trovato una univoca soluzione. Oggigiorni sembra sconfessata l'ipotesi che vedeva in Senofane di Colofone il fondatore della Scuola: è difatti lo stesso Senofane ad affermare la sua condizione di girovago ormai prossimo alla dipartita. Perlopiù gli studiosi oggi propendono nell'individuare in Parmenide il padre della scuola eleatica.
Essenziale per lo sviluppo delle nostre categorie del pensiero, la speculazione parmenidea fu al centro di numerose critiche e studi in tutto il mondo greco: Aristotele giunse persino a dare indirettamente del pazzo al filosofo di Elea. Parmenide era stato allievo di Aminia, filosofo pitagorico e per questo motivo il catalogo Gamblico lo cita tra i pitagorici. In realtà esistono sostanziali somiglianze tra la scuola di Elea e quella pitagorica. È stato in particolare evidenziato lo sviluppo di entrambe le scuole in senso medico e, da ultimo, il contenuto mistico irrazionali di alcuni passi del poema di Parmenide.
Ancora oggi resta da chiarire però il perché della dimensione mediterranea della speculazione eleatica. Dopo la diffusione delle dottrine parmenidee, Elea divenne centro di studi per molti filosofi greci. Parmenide fu addirittura ospite di pericle, seppure in tarda età. Non v'è allora dubbio circa il successo della Scuola nel mondo greco, successo legato soprattutto alla grecità della speculazione di parmenide e alla sua fine narrazione.


LA POLITICA EGEMONICA DI ELEA E IL DECLINO DI POSIDONIA

La città di Elea fu caratterizzata dalla estensione del territorio nelle immediate vicinanze del mare e dalla posizione strategica di quest'ultimo, che anche dal punto di vista morfologico voleva rappresentare una continuazione della vecchia Focea. La stroriografia ha difatto trascurato impropriamente questo importante particolare, che verosimilmente fu tra le ragioni che spinsero i Focei a stanziarsi in questo territorio. La enorme palude che si estendeva internamente per un lungo tratto attorno al fiume Alento costrinse la città a svilupparsi lungo la costa, senza estendere l'abitato, se non per ragioni particolari e in circostanze altrettanto importanti, verso l'interno, che pure fu in buona parte assoggettato.
Questa condizione corrispondeva ad una separazione anche fisica, ovvero orografica dall'altro centro greco, di Posidonia e fu in parte determinante per la crescita della città. Determinante fu tra l'altro la divisione delle sfere di interesse commerciale, che assicurò in un primo tempo la relativa indifferenza dei posidoniati verso il nuovo stanziamento alla foce dell'Alento, che anzi favorirono in vista di un incremento del loro commercio.
Dopo il crollo di Sibari e la conquista di Pixùs da parte di Micito, le mutate condizioni storiche che vedevano scomparire uno dei motivi che era stato alla base del placet posidoniate e la pericolosa ingerenza dei reggini nei traffici del Tirreno spinsero Posidonia a muovere guerra contro Elea.
I posidionati furono sottoposti ad uno scontro snervante dal quale uscirono inevitabilmente sconfitti. Fu poi il peso della guerra sostenuta contro Elea a indebolire la città e a favorire la sua conquista da parte dei Lucani.
Alla minaccia Lucana non fu immune alcuna delle colonie greche del Cilento, la sola Elea riuscì a conservare la propria autonomia il che è presumibilmente da addebitarsi a fattori diversi

 

Le ragioni della potenza di Elea

Nel fiorire della loro Civiltà, gli Eleati erano riusciti ad organizzare una complessa rete difensiva nell'entroterra costruendo stabili insediamenti a carattere difensivo sul Monte Stella, a Gioi e a Moio della Civitella. Erano questi i punti vitali della chora di Elea, un' alleanza non solo difensiva ma anche e soprattutto commerciale che si estendeva lungo la Via del Sale, attraverso la palude dell'Alento, lungo il Palistro e il Badolato fino ai fortini che rappresentavano l'estrema difesa interna della città. Lungo la costa a sud, il crollo di sibari aveva ulteriormente favorito l'espensionismo degli eleati che erano riusciti a conquistare il promontorio di Palinuro, ponendo sotto controllo anche i centri reggini di Pixùs poi caduti in mano ai Lucani. A nord la struttura orografica forniva una naturale difesa, che gli abitanti di Elea seppero prontamente sviluppare.

Mentre erano intenti in queste conquiste, essi avevano intessuto una complessa rete di alleanze, partecipando attivamente alle guerre contro il tiranno di Siracusa Dionisio I nel 393 a.C. e assicurandosi addirittura la guida, assegnata ad Aristide, dei preparativi militari. Nello stesso tempo, a livello politico, dopo una serie di conflitti interni che portarono addirittura all'instaurarsi per un breve periodo della tirannide, si continuò nella direzione del rispetto della propria origine greca, linea quest'ultima già tracciata fin dai tempi di Parmenide sia con la legislazione della città sia con il viaggio ad Atene. Fu presumibilmente proprio la legislazione a dare un contributo decisivo alla città. Redatta da Parmenide nel V sec. a.C. la costituzione eleatica con tutta probabilità conservava in sè alcune importanti leggi in favore della famiglia e della crescita demografica, articoli determinanti per sostenere scontri che necessitavano di molti uomini.


Progetto Hales