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Casella di testo:

 

Casella di testo: PAGELLA:

Il Vuoto Assoluto
 

Fuori Bersaglio
 

Può Andare...
 

Colpito in pieno!
 

Pioggia di Schegge!
 

Casella di testo: Premessa.
Chi scrive è un devoto argentiano. Primo, perché ho imparato ad amare il cinema grazie a questo autore e secondo, perché dall’Italia ha contribuito in modo fondamentale alla crescita del genere thriller-horror.
Peccato però per le sue ultime fatiche che gli hanno procurato molte critiche cattive, con frasi da crocifissione per un ex regista senza più idee.
In proposito, devo ammettere che la caduta di tono di Argento ha dell’incredibile; sembra proprio soffrire di una lunga amnesia: l’ultimo decennio, cinque film senza  un’idea sufficientemente coerente.
A questo punto, il genio è stato messo in discussione anche da me, tanto da non voler vedere questo nuovo lavoro ma alla fine…
Leggere le critiche scritte per IL CARTAIO ha portato ad imbattersi in un mare di aggettivi negativi. Dopo NON HO SONNO, davvero brutto, non avevo più speranze.Finito.
Non mi ricrederò sul fatto che un maleficio abbia colpito il re degli incubi ma alcune tracce…Portano a sperare…Almeno in un ultima degna prova del suo nome.
 
Un tris mancato!
Non possiamo guardare IL CARTAIO come “PROFONDO ROSSO 29 anni dopo”…
Parecchie cose sembrano riportarci su quei luoghi ma le cose sono cambiate.
L’assassino sfida la polizia ad un videopoker su internet e la posta sono delle belle creature…
Soggetto basso e privo di originalità che introduce un film in modo mediocre. I dialoghi e gli attori secondari sono da serie B ma per sorpresa, giunge dal passato anche se con mano tiepida, il gusto argentiano. Dario torna a muovere la macchina da presa in modo dinamico e caratteristico e fa emergere alcune sequenze che salvano il film dal baratro. Forza Dario che ce la fai!
Il duello al poker è visivamente mostrato male e le sfide continue rischiano di annoiare lo spettatore.
Prima sequenza-sveglia: finalmente il nascondiglio dell’assassino viene mostrato e si crea la doppia realtà; quella della webcam e quella reale.
La penalizzazione del rimpicciolire gli omicidi in un piccolo schermo, tolgono parecchio. Sappiamo tutti che il piatto forte di Argento è quello di fare arte con la morte…
Nella parte centrale si cresce e viene mostrata una Roma di tutti i giorni (i quartieri mostrati sono facilmente riconoscibili), criticata da qualcuno come un giro turistico ma la cosa è abbastanza ambigua e le locations contribuiscono al salvataggio.
Muccino deve scegliere tra due porte e si avventura nel buio, altro momento di pathos ma il pretesto è stupido e la fine della scena è debole.
Il finale è segnato dal bel viaggio quasi onirico dell’agente inglese e dalla trappola troppo artefatta. Il problema maggiore è nella costanza. Il bello è seguito sempre dallo stupido.
Poi giunge la sfida finale e qui proprio non c’è salvezza. Quello che s’inventano è nocivo per lo spettatore e l’opera non può avere le tre stelle a cui aspirava.
Musica di Simonetti stile dance…Ottimo lavoro di Sergio Stivaletti e il suo trucco.
Il poker è lo specchio dell’anima… Anche pretenzioso?
Alla prossima sfida, speriamo con una posta migliore.
 
n.b. A proposito delle critiche su Argento…Il dizionario Morandini non dà piu di tre stelle a nessun film di Argento in tutta la sua carriera…Che questo autore sia a tutt’oggi considerato soltanto un maniaco?

Il Cartaio
Di Dario Argento
Con Stefania Rocca, Liam Cunningham
Italia, 2004