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VINCENZO VOLPE PITTORE DELL'OTTOCENTO NAPOLETANO
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(Grottaminarda, 14 dicembre 1855 – Napoli, 9 febbraio 1929)

Nato a Grottaminarda (Av) nel 1855, si trasferì a Napoli con la famiglia nel 1863. Iscritto nel 1871 all’Istituto di Belle Arti, percorse in meno di due anni le cinque classi del disegno e nel 1873 risultava vincitore del Premio Annuale. La sua pittura comparve sulla scena nel pieno della contrapposizione fra la Scuola Verista (che aveva in Palizzi e Morelli i principali rappresentanti) e il Convenzionalismo accademico. Fautore della nuova Scuola, il Volpe si impose all’attenzione dei contemporanei con una serie di quadri: Le monache nel Giovedì Santo, Il ritratto della padrona (1880), Tu es refugium (1881), Interruzione piacevole (1887). Nel 1881 alcune sue opere, esposte a Torino e alla Nazionale di Milano, riscossero autorevoli consensi. Tra il 1891 e il 1896 il Volpe si dedicò all’Arte Sacra, raggiungendo, negli affreschi di Montevergine, uno dei punti più alti della sua produzione artistica. Nel 1900 il re Umberto I gli concesse uno studio in Palazzo Reale. Nel 1902 fu designato a succedere a Domenico Morelli nella cattedra di pittura e disegno rimasta vacante. Presidente dell’Accademia di BB. AA in Napoli dal1915 al 1925, membro del Consiglio Superiore di Antichità e BB. AA, fu sempre presente nelle manifestazioni d’arte in Italia e all’estero (Roma, Venezia, Torino, Bruxelles, Vienna, Berlino, Madrid, Buenos Aires). Diverse opere del Volpe si trovano a Napoli (Capodimonte, San Martino, Accademia di BB. AA, Banco di Napoli, Palazzo del Municipio, presso privati ed eredi dell’artista. Molte sono sparse in Italia e nel mondo. In provincia di Avellino, Montevergine conserva le opere del periodo dell’Arte Sacra. La pittura del Volpe, dolce e bonaria, predilige un tipologismo popolare, vecchie case, vecchi ambienti; possiede morbidezza di modellato, scioltezza ed eleganza nel disegno, semplicità e purezza nel colorito.

Tonino Capaldo: Vincenzo Volpe nella pittura del suo tempo