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Il viaggio di andata

      

31 Maggio 2003 - In treno - Bologna - Milano - Nizza

ore 16
Riviera dei Fiori, treno affollato, boy scout, punk a bestia (bestiolina tranquilla e bellina). Stiamo ripartendo da Voghera. Canticchio mentalmente Baccini. Speriamo che a Genova si liberi un po'. Fa un gran caldo ma per fortuna la carrozza ha l'aria condizionata rotta. Sennò polmonite assicurata, ora che si arriva a Nizza…
Comunicazione del controllore: "Si invitano i signori viaggiatori a limitare il fumo del tabacco, dato l'affollamento del treno. Grazie per la collaborazione". Tutti annuiamo, diligenti. Aggiunta del controllore:"Si ricorda ai signori viaggiatori che oggi è la giornata contro il fumo". Boato dei punk a bestia: "E allora??"
ore 17
Genova. Scende la signora di Milano. Finalmente: non ne potevamo più dei suoi discorsi banali e di tutti i suoi commenti sul matrimonio al quale sta andando. Sale un ragazzo e si siede accanto alla mamma. E' americano ma parla anche spagnolo. Insegna inglese ai bambini per una organizzazione italiana. In questo modo gira un po' per l'Italia. Ora sta andando a S. Sebastian in Spagna a raggiungere un amico per un po' di vacanza al mare. Si son dati appuntamento in una piazza. L'indirizzo preciso non lo conosce, ma spera di ricordarsi bene la piazza .Facciamo un po' di chiacchiere sulla guerra. Lui dice che non era d'accordo con l'amministrazione Bush ma che comunque in Europa si sente molto l'anti-americanismo. Per me, al contrario, la maggior parte degli italiani adora l'America. Comunque, un conto sono gli americani in genere, un conto è Bush, il suo governo, e chi lo appoggia. Vuole studiare medicina, come il padre. Ha passato molti anni in Honduras e così ha imparato lo spagnolo.
ore 20
Arriviamo a Nizza. Accompagno il ragazzo alla biglietteria per aiutarlo con il francese. Deve chiedere se può fare la prenotazione per la cuccetta, con i suoi biglietti a kilometraggio. Niente da fare. Dormirà sul seggiolino. Ci sediamo su una panchina in attesa del treno. Comincio subito a tentare il mio spagnolo: chiedo al ragazzo "Como te llamas?" Jef!
Su una panchina accanto vedo un signore con il bordone. Faccio finta di niente e poi lo dico alla mamma. Lei, che non ha problemi di timidezza va subito a parlare con lui. E' con la moglie ed hanno già fatto il camino l'anno scorso. Erano all'incontro di Genova e si ricordavano di noi. Prendono lo stesso nostro treno, ma loro proseguiranno in treno fino a Burgos, perché hanno poco tempo a disposizione, solo 25 giorno, dopodichè tornano ad occuparsi della loro nipotina. Chiedo loro l'indirizzo.
Torniamo sulla nostra panchina. Accanto a noi c'è un signore di Genova, che va a Lourdes a fare il volontario. Lo fa da oltre 18 anni. Ha fatto il marinario per una vita ed ha girato tutto il mondo. Sa parlare un sacco di lingue. Sua moglie è argentina (era la figlia del suo capitano!).
ore 22
Arriva il treno. Salutiamo Jef che va nel vagone con i posti a sedere. Forse lo rivediamo domattina ma lui proseguirà fino a Irun.
Cominciamo a sistemarci nelle nostre cuccette. La cabina è a 6 posti. Noi siamo nel mezzo. Sopra la mamma c'è un ragazzo francese. Speriamo che non venga nessun altro. Su ogni cuccetta è stato messo a disposizione una bottiglietta d'acqua, una salvietta rinfrescante e dei tappi per le orecchie. Che bella attenzione!
Antibes: sale una signora francese. Entra, non saluta, non guarda nessuno. Prende in mano la nostra borsa del cibo, appoggiata sulla sua cuccetta e la guarda con una espressione del tipo "cosa ci fa 'sta roba qui nel mio letto?. Allungo il braccio e gliela prendo al volo. Nel giro di 5 minuti si sistema a letto e mi chiede di chiudere la porta e spegnere la luce. Agli ordini!
Quando siamo al buio già da un po', arriva l'ultimo signore e si sistema sotto di me. Anche lui in quattro e quattr'otto si infila a letto e ronfa.

1 Giugno 2003 - Bayonne - S. Jean Pied De port


ore 8
Dormito abbastanza bene anche se le gambe sono indolenzite. Fuori c'è un timido sole. Siamo a Tarbes, la stazione prima di Lourdes. Il signore di Genova si sta già preparando a scendere.
ore 9
Cambiati pantaloni. Addio ai miei jeans preferiti (sigh!). Erano stati messi apposta per il viaggio e poi il loro destino era quello di essere buttati via. Grande atto di coraggio per una come me che non butterebbe via niente, soprattutto un capo così pieno di ricordi come questi fantastici jeans.
Mentre si chiacchiera arriva un signore italiano che chiede conferma che il treno vada a Bayonne, perché da Dax il treno sta tornando indietro. Giuliano è di Verona e fa il camino da solo. Dice che ha conosciuto una coppia di Bergamo, che infatti incontriamo scese dal treno: Tiziano ed Adleide. Facciamo il biglietto per S. Jean Pied de Port, poi gli altri lasciano gli zaini e vanno a girare Bayonne, dato che il treno è alle 15 ed ora sono solo le 10.30. Telefono a Luciano per un saluto. Il suo umore è ancora basso, ma ci da un buon consiglio: ha sentito dei pellegrini che dicono che è tutto pieno e dice di evitare gli albergue affollati, tipo Puente la Reina. Consiglia di spendere 10 minuti per visitare il castello di S. Jean Pied de Port, in cima al paese, ma la mamma dice che forse non è il caso. Il tempo a nostra disposizione non è tanto. Dovremo farci mettere il sello e partire subito per Huntto.
In attesa del treno, mangiamo.
ore 13
Gli altri son tornati. Andiamo noi a fare un giro per il centro. Vediamo la cattedrale da fuori. Compriamo due cartoline per Dani e Alida. Letterina al nonno. Ci fermiano al cafè du theatre. E' più che altro una scusa per andare in bagno, dato che in stazione sono rotti. Forse i baristi l'hanno capito perché non ci trattano proprio con i guanti…
La città è semideserta. E' domenica, forse sono andati tutti al mare, dato che non siamo lontani. Il tempo però è brutto: è coperto, anche se non fa freddo. Boh?
ore 15
In stazione sono arrivati un sacco di pellegrini. C'è un gruppo di 7 francesi. Ora la mamma sta parlando con due ragazzi di Brescia/Gallarate che hanno fatto un pezzo del camino ad Arles. Chissà se riusciremo a trovare da dormire a S. Jean.
Tra un po' si parte.
ore 16
Il treno è pieno di pellegrini. Confrontiamo le credenziali delle varie nazionalità: italiana, francese, tedesca, irlandese,… Ce ne sono alcune bellissime! Pietro, di Brescia, parla praticamente tutte le lingue. Ci scambiamo l'indirizzo email. Massimo, di Milano, sembra molto più tranquillo, segue per lo più Pietro. Dopo il camino andranno a Lisbona da un amico. Hanno tutto il tempo perché si sono licenziati dalla cooperativa dove lavoravano. Beati loro!


      
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