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Maggio 2003 - In treno - Bologna - Milano - Nizza
ore 16
Riviera dei Fiori, treno affollato, boy scout, punk a bestia (bestiolina
tranquilla e bellina). Stiamo ripartendo da Voghera. Canticchio mentalmente
Baccini. Speriamo che a Genova si liberi un po'. Fa un gran caldo ma per
fortuna la carrozza ha l'aria condizionata rotta. Sennò polmonite
assicurata, ora che si arriva a Nizza
Comunicazione del controllore: "Si invitano i signori viaggiatori
a limitare il fumo del tabacco, dato l'affollamento del treno. Grazie
per la collaborazione". Tutti annuiamo, diligenti. Aggiunta del controllore:"Si
ricorda ai signori viaggiatori che oggi è la giornata contro il
fumo". Boato dei punk a bestia: "E allora??"
ore 17
Genova. Scende la signora di Milano. Finalmente: non ne potevamo più
dei suoi discorsi banali e di tutti i suoi commenti sul matrimonio al
quale sta andando. Sale un ragazzo e si siede accanto alla mamma. E' americano
ma parla anche spagnolo. Insegna inglese ai bambini per una organizzazione
italiana. In questo modo gira un po' per l'Italia. Ora sta andando a S.
Sebastian in Spagna a raggiungere un amico per un po' di vacanza al mare.
Si son dati appuntamento in una piazza. L'indirizzo preciso non lo conosce,
ma spera di ricordarsi bene la piazza .Facciamo un po' di chiacchiere
sulla guerra. Lui dice che non era d'accordo con l'amministrazione Bush
ma che comunque in Europa si sente molto l'anti-americanismo. Per me,
al contrario, la maggior parte degli italiani adora l'America. Comunque,
un conto sono gli americani in genere, un conto è Bush, il suo
governo, e chi lo appoggia. Vuole studiare medicina, come il padre. Ha
passato molti anni in Honduras e così ha imparato lo spagnolo.
ore 20
Arriviamo a Nizza. Accompagno il ragazzo alla biglietteria per aiutarlo
con il francese. Deve chiedere se può fare la prenotazione per
la cuccetta, con i suoi biglietti a kilometraggio. Niente da fare. Dormirà
sul seggiolino. Ci sediamo su una panchina in attesa del treno. Comincio
subito a tentare il mio spagnolo: chiedo al ragazzo "Como te llamas?"
Jef!
Su una panchina accanto vedo un signore con il bordone. Faccio finta di
niente e poi lo dico alla mamma. Lei, che non ha problemi di timidezza
va subito a parlare con lui. E' con la moglie ed hanno già fatto
il camino l'anno scorso. Erano all'incontro di Genova e si ricordavano
di noi. Prendono lo stesso nostro treno, ma loro proseguiranno in treno
fino a Burgos, perché hanno poco tempo a disposizione, solo 25
giorno, dopodichè tornano ad occuparsi della loro nipotina. Chiedo
loro l'indirizzo.
Torniamo sulla nostra panchina. Accanto a noi c'è un signore di
Genova, che va a Lourdes a fare il volontario. Lo fa da oltre 18 anni.
Ha fatto il marinario per una vita ed ha girato tutto il mondo. Sa parlare
un sacco di lingue. Sua moglie è argentina (era la figlia del suo
capitano!).
ore 22
Arriva il treno. Salutiamo Jef che va nel vagone con i posti a sedere.
Forse lo rivediamo domattina ma lui proseguirà fino a Irun.
Cominciamo a sistemarci nelle nostre cuccette. La cabina è a 6
posti. Noi siamo nel mezzo. Sopra la mamma c'è un ragazzo francese.
Speriamo che non venga nessun altro. Su ogni cuccetta è stato messo
a disposizione una bottiglietta d'acqua, una salvietta rinfrescante e
dei tappi per le orecchie. Che bella attenzione!
Antibes: sale una signora francese. Entra, non saluta, non guarda nessuno.
Prende in mano la nostra borsa del cibo, appoggiata sulla sua cuccetta
e la guarda con una espressione del tipo "cosa ci fa 'sta roba qui
nel mio letto?. Allungo il braccio e gliela prendo al volo. Nel giro di
5 minuti si sistema a letto e mi chiede di chiudere la porta e spegnere
la luce. Agli ordini!
Quando siamo al buio già da un po', arriva l'ultimo signore e si
sistema sotto di me. Anche lui in quattro e quattr'otto si infila a letto
e ronfa.
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Giugno 2003 - Bayonne - S. Jean Pied De port
ore 8
Dormito abbastanza bene anche se le gambe sono indolenzite. Fuori c'è
un timido sole. Siamo a Tarbes, la stazione prima di Lourdes. Il signore
di Genova si sta già preparando a scendere.
ore 9
Cambiati pantaloni. Addio ai miei jeans preferiti (sigh!). Erano stati
messi apposta per il viaggio e poi il loro destino era quello di essere
buttati via. Grande atto di coraggio per una come me che non butterebbe
via niente, soprattutto un capo così pieno di ricordi come questi
fantastici jeans.
Mentre si chiacchiera arriva un signore italiano che chiede conferma che
il treno vada a Bayonne, perché da Dax il treno sta tornando indietro.
Giuliano è di Verona e fa il camino da solo. Dice che ha conosciuto
una coppia di Bergamo, che infatti incontriamo scese dal treno: Tiziano
ed Adleide. Facciamo il biglietto per S. Jean Pied de Port, poi gli altri
lasciano gli zaini e vanno a girare Bayonne, dato che il treno è
alle 15 ed ora sono solo le 10.30. Telefono a Luciano per un saluto. Il
suo umore è ancora basso, ma ci da un buon consiglio: ha sentito
dei pellegrini che dicono che è tutto pieno e dice di evitare gli
albergue affollati, tipo Puente la Reina. Consiglia di spendere 10 minuti
per visitare il castello di S. Jean Pied de Port, in cima al paese, ma
la mamma dice che forse non è il caso. Il tempo a nostra disposizione
non è tanto. Dovremo farci mettere il sello e partire subito per
Huntto.
In attesa del treno, mangiamo.
ore 13
Gli altri son tornati. Andiamo noi a fare un giro per il centro. Vediamo
la cattedrale da fuori. Compriamo due cartoline per Dani e Alida. Letterina
al nonno. Ci fermiano al cafè du theatre. E' più che altro
una scusa per andare in bagno, dato che in stazione sono rotti. Forse
i baristi l'hanno capito perché non ci trattano proprio con i guanti
La città è semideserta. E' domenica, forse sono andati tutti
al mare, dato che non siamo lontani. Il tempo però è brutto:
è coperto, anche se non fa freddo. Boh?
ore 15
In stazione sono arrivati un sacco di pellegrini. C'è un gruppo
di 7 francesi. Ora la mamma sta parlando con due ragazzi di Brescia/Gallarate
che hanno fatto un pezzo del camino ad Arles. Chissà se riusciremo
a trovare da dormire a S. Jean.
Tra un po' si parte.
ore 16
Il treno è pieno di pellegrini. Confrontiamo le credenziali delle
varie nazionalità: italiana, francese, tedesca, irlandese,
Ce ne sono alcune bellissime! Pietro, di Brescia, parla praticamente tutte
le lingue. Ci scambiamo l'indirizzo email. Massimo, di Milano, sembra
molto più tranquillo, segue per lo più Pietro. Dopo il camino
andranno a Lisbona da un amico. Hanno tutto il tempo perché si
sono licenziati dalla cooperativa dove lavoravano. Beati loro!
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