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Eva Ensler
I monologhi della vagina
2000
      

 

Mettere fine alla violenza contro le donne comporta che ciascuno di noi sia disposto a lottare per diventare un tipo diverso di essere umano. Significa non accettare la forza come metodo di coercizione e oppressione, nelle nostre case e nel nostro mondo. Perché le donne vengono ancora soffocate, controllate, ridotte al silenzio, indebolite e represse? Cosa succederebbe se fossero sicure e libere?
Mettere fine alla violenza contro le donne significa aprirsi al grande potere delle donne, al mistero delle donne, al cuore delle donne, alla sfrenata, infinita sessualità e creatività delle donne. E non avere paura.
Eva Ensler

Mi ci vollero anni prima di apprendere che le donne posseggono l'unico organo del corpo umano che non ha altra funzione se non quella di provare piacere.

Il buddhismo tantrico insegna ancora che la "buddhità" risiede nella vulva.

La salute mentale delle donne è stata preservata portando alla luce del sole queste esperienze segrete, chiamandole con il loro nome e trasformando la nostra rabbia in azione concreta per ridurre la violenza e curare le ferite.

"Vagina non è una parola pornografica; anzi, è un termine medico, una parola che serve a indicare una parte del corpo, come "gomito", "mano", "costola".

E quanto più le donne pronunciano la parola vagina, minore è l'effetto che fa; diventa parte del nostro linguaggio, parte della nostra vita. La nostra vagina diventa integrata, rispettata, sacra. Diventa parte del nostro corpo, collegata alla nostra mente, e carburante per il nostro spirito. La vergogna se ne va e la violenza cessa, perché la vagina è qualcosa di visibile e di reale, ed è associata a donne potenti e sagge che parlano di vagina.

Non puoi amare la vagina, se non ami i peli.

Se la tua vagina si vestisse, che cosa indosserebbe?
Un congegno che dà la scossa per tenere lontani gli sconosciuti inopportuni.
Pizzi e anfibi

E io mi sono eccitata, tanto eccitata, e … bè', c'è stata un'inondazione "là sotto". Non riuscivo a frenarla. Era come se quella forza della passione, quel fiume della vita, sgorgasse impetuoso dal mio corpo per inondare, attraverso le mutandine, proprio il sedile della sua nuova Chevy Bel Air bianca.
Che cosa indosserebbe? Che razza di domanda è questa? Si metterebbe addosso un grande cartello con scritto: "Chiuso per inondazione".

Nel 1953, nel corso di un processo per stregoneria, l'avvocato che conduceva le indagini (un uomo sposato) scoprì, a quanto pare per la prima volta, la clitoride; l'identificò come un capezzolo del diavolo, prova certa della colpevolezza della strega.

 

      
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