Io vidi un, fatto a guisa di leuto,

pur ch'elli avesse avuta l'anguinaia

tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto.       51

Io vidi uno che sarebbe parso un liuto (leuto) se gli fosse stato diviso l’inguine (l’anguinaia) dalle gambe (da l’altro che l’uomo ha forcuto)

  La grave idropesì, che sì dispaia

le membra con l'omor che mal converte,

che 'l viso non risponde a la ventraia,         54

L’idropisia che rende lenti e pesanti i movimenti dell’uomo malato (grave), che rende sproporzionate le membra a causa del sangue che essa fa più acquoso (l’omor che mal converte), tanto che il viso, rimanendo magro, con corrisponde più al ventre che si gonfia enormemente,

  facea lui tener le labbra aperte

come l'etico fa, che per la sete

l'un verso 'l mento e l'altro in sù rinverte.    57

gli faceva tenere le labbra aperte come fa il tisico (etico), che per l’arsura rivolta un labbro in giù, penzoloni, e l’altro in su.

  "O voi che sanz'alcuna pena siete,

e non so io perché, nel mondo gramo",

diss'elli a noi, "guardate e attendete             60

“O voi che pur senza dover scontare alcuna pena, non so perché vi troviate qui, all’Inferno”, ci disse, “guardate e mirate (attendete) la misera condizione del maestro Adamo: io ebbi in vita gran quantità di ciò che desideravo ed ora, deformato orrendamente, bramo una sola goccia d’acqua.

 

Sembra che Maestro Adamo fosse un dottore di origine forestiera (da cui il titolo “maestro” appartiene al mondo universitario), forse di origini britanniche (come sottolineano alcuni documenti che parlano di un “magister Adam di Anglia” e di un “Adam Anglicus”), attratto nel casentino ed ospite di signori di Romena. I quali, però, lo indussero a falsificare i fiorini, mescolando 21 carati d’oro con 3 di rame o di altro metallo vile. Per tale motivo maestro Adamo fu arrestato dai fiorentini (Firenze era una repubblica di banchieri!) e fu arso vivo, forse nel 1281.

  a la miseria del maestro Adamo:

io ebbi vivo assai di quel ch'i' volli,

e ora, lasso!, un gocciol d'acqua bramo.      63

  Li ruscelletti che d'i verdi colli

del Casentin discendon giuso in Arno,

faccendo i lor canali freddi e molli,           66

I ruscelli che dai verdi colli del Casentino scendono giù verso l’Arno, nei loro letti freschi e ricchi d’acqua,

  sempre mi stanno innanzi, e non indarno,

ché l'imagine lor vie più m'asciuga

che 'l male ond'io nel volto mi discarno.    69

mi sono sempre davanti, vivi nel ricordo, perché la loro immagine mi fa soffrire l’arsura (m’asciuga) più della malattia per la quale mi dimagrisco (mi discarno) in volto.

  La rigida giustizia che mi fruga

tragge cagion del loco ov'io peccai

a metter più li miei sospiri in fuga.            72

La severa Giustizia Divina che mi tormenta (fruga) trae motivo dal luogo fresco e ricco d’acqua dove io commisi i miei peccati per farmi soffrire di più (a metter più li miei sospiri in fuga).

  Ivi è Romena, là dov'io falsai

la lega suggellata del Batista;

per ch'io il corpo sù arso lasciai.               75

Lì è Romena (castello dei conti Guidi, vedi foto sotto) dove il falsificai i  fiorini (su una delle cui facce era raffigurata l’immagine di S. Giovanni Battista, patrono di Firenze – la lega suggellata dal Battista –) e per tal motivo fui condannato ad essere arso vivo.

  Ma s'io vedessi qui l'anima trista

di Guido o d'Alessandro o di lor frate,

per Fonte Branda non darei la vista.          78

Ma se io vedessi qui (al tormento) l’anima dannata di Guido o di Alessandro o del loro fratello (Aghinolfo o Ildebrandino; erano costoro i conti Guidi di Romena che avevano spinto maestro Adamo a falsificare i fiorini), non cambierei il piacere di vederli (non darei la vista) per la Fonte Branda presso Romena.

  Dentro c'è l'una già, se l'arrabbiate

ombre che vanno intorno dicon vero;

ma che mi val, c'ho le membra legate?       81

Qui all’Inferno (dentro) ce n’è già una (Guido), se le altre anime dannate mi riferiscono la verità, ma soddisfazione posso trarne, se non posso vederlo a causa delle mie membra appesantite che mi bloccano qui?

  S'io fossi pur di tanto ancor leggero

ch'i' potessi in cent'anni andare un'oncia,

io sarei messo già per lo sentiero,               84

Se io fossi appena un po’ più leggero anche solo da poter avanzare di un’oncia in cent’anni, mi sarei già avviato,

  cercando lui tra questa gente sconcia,

con tutto ch'ella volge undici miglia,

e men d'un mezzo di traverso non ci ha.     87

cercandolo tra questi peccatori, con tutto che questa malabolgia ha una circonferenza di undici miglia e non c’è meno di un mezzo miglio nel senso della larghezza (di traverso).

 

Secondo alcuni dantisti, per trovare il conte Guido, maestro Adamo, ci impiegherebbe non meno di 700.000 anni!

  Io son per lor tra sì fatta famiglia:

e' m'indussero a batter li fiorini

ch'avevan tre carati di mondiglia".              90

Io sono qui (tra sì fatta famiglia) a causa loro: proprio loro mi indussero a coniare quei fiorini che avevano tre carati di metallo vile (mondiglia)”.

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