home Green Rock Alpine Club

attivita

4000

arrampicata

alpi

relazioni

diari

storie

fotografie

4000

arrampicata

altre montagne

club

membri

contatti

guestbook

link

vari

sito

mappa

news

updates

disclaimer

4000arrampicataalpi


attivita

relazioni

fotografie

club

link




home 4000 Schreckhorn relazioni       precedente successivo

Schreckhorn

4078 m

Versante sud e Cresta sud-ovest

Lo Schreckhorn, elegante ed imponente vetta in prevalenza rocciosa situata tra i grandi ghiacciai dell'Oberland Bernese orientale, presenta una via normale di salita tra le più difficili dei quattromila delle Alpi. Lungo questo intinerario si richiedono ottimo allenamento (se si utilizza la funivia, che peraltro facilita solo in parte l'avvicinamento alla Schreckhorn hutte, rimangono poco più di 2700 metri di dislivello per raggiungere la vetta) e buone capacità tecniche su terreno roccioso e misto d'alta quota. Il primo tratto di salita lungo il versante sud da effettuare al buio tra sfasciumi e detriti morenici può presentare qualche problema d'orientamento, mentre il successivo tratto su ghiacciaio richiede attenzione per via di qualche crepaccio ed in modo particolare nel superamento della terminale, che risulta piuttosto impegnativo specie in stagione avanzata. La cresta sud-ovest presenta roccia di buona qualità, ma la rampa di accesso è esposta alla caduta di sassi nelle ore più calde; inoltre, la presenza eccessiva di neve e ghiaccio può complicare ulteriormente l'ascensione. In sintesi una salita impegnativa e faticosa ma di sicura soddisfazione, anche considerando la bassa frequentazione, che ben si adatta alla wilderness dell'ambiente circostante. Necessari casco, fettucce e cordini (anche in previsione di qualche doppia da effettuare in discesa); può risultare certamente utile anche un piccolo assortimento di dadi e friends.

Difficoltà: AD+ ( III / 50° )
Dislivello: 1150m + 1600m
Tempo: 4h-5h + 7h-8h

Dal Grindelwald (1034 m) si sale in funivia a Pfingstegg (1392 m); si converge in breve per sentiero su quello principale (1386 m) che proviene da Grindelwald, che tocca gli alpeggi di Uf der Halten e di Todislouwina e che risale piuttosto ripidamente lungo il bosco (400 metri in più di dislivello). [1h-1h30]
Lungo il sentiero si attraversano alcune terrazze moreniche raggiungendo dapprima Baregg ed in seguito, con un tratto di discesa, la Gasthaus Stieregg (1650 m) da dove si prosegue risalendo tra magri pascoli e terreno morenico sino a raggiungere il crinale roccioso del Banisegg (1808 m). Dopo averlo oltrepassato si procede per un buon tratto avendo sulla propria destra l'Unteren Eismeer gletscher, sino a raggiungere il salto roccioso del Rots Gufer, che va risalito lungo un sentiero atrezzato con corde fisse metalliche e qualche scaletta. In seguito, scavalcato qualche ruscello che solca i magri pascoli più alti, non resta che risalire su terreno in prevalenza detritico sino a raggiungere sulla sinistra la morena che conduce alla Schreckhorn hutte (2520 m). [4h-5h]

Dal rifugio si ridiscende verso l'Oberes Eismeer gletscher, quindi si prosegue lungo il sentiero che porta al luogo dove sorgeva la vecchia Strahlegg hutte. Da qui si risale in direzione nord-est lungo l'avvallamento del Gaagg tra detriti e sfasciumi morenici (neve ad inizio stagione) sino a raggiungere una quota di 2590 metri circa, dove occorre tagliare verso sinistra per guadagnare una forcella sul crestone di sfasciumi del Gaagg posta poco a monte della quota 2844 metri. Risalendo lungo il crestone, tra detriti morenici e blocchi rocciosi, si giunge a metter piede su un nevaio a quota 3150 metri. Ora occorre proseguire verso sinistra, all'inizio abbastanza facilmente, poi tagliando un ripido pendio nevoso (50°) per portarsi sulla parte alta dello Schreckfirn sopra alla zona più serraccata, dove occorre proseguire con una traversata ascendente per portarsi alla base dell'evidente Schreckhorn Couloir, che proviene dalla cresta sud-est dello Schreckhorn; fin qui si può giungere anche percorrendo la parte inferiore del canalone con percorso più rapido ma decisamente esposto alla caduta di sassi. Lasciato il canalone sulla destra, si prosegue ancora per un tratto sino a portarsi lungo un pendio più ripido alla crepaccia terminale sotto la rampa rocciosa che dà accesso alla cresta sud-ovest. Oltrepassata la crepaccia terminale, in genere sulla sinistra (più difficile a fine stagione) si risale per qualche metro in verticale per poi traversare a sinistra sino a portarsi sulla larga ed evidente rampa, in genere almeno in parte innevata. La si segue salendo lungo il suo margine roccioso (III) oppure, in presenza di neve buona o di ghiaccio sulle rocce del margine, lungo la neve stessa. Attenzione in caso di temperature elevate (specie al ritorno) ai pericoli oggettivi legati alla caduta sassi. Al termine della rampa si guadagna una spalla rocciosa della cresta sud-ovest (3800 m) da dove si inizia la salita della cresta, restando sempre nei pressi del filo (II e passaggi di III) che diviene sempre più ripido ed aereo, sino a portarsi alla base di un evidente muro verticale. Si può scegliere se salirlo direttamente con percorso più elegante ma anche più tecnico (IV) oppure aggirarlo più facilmente spostandosi sulla sinistra (III) per poi riguadagnare il filo di cresta più a monte. Ora non resta che percorrere le ultime lunghezze di corda lungo la cresta su rocce piuttosto ripide (III) ma di buona qualità, guadagnando quindi il nevoso tratto finale (attenzione alle eventuali cornici) che porta facilmente in vetta.
In discesa si deve ripercorrere la via di salita, ricorrendo eventualmente a qualche corda doppia nella parte alta della cresta sud-ovest e per il superamento della crepaccia terminale alla base della rampa rocciosa, se la si dovesse trovare in cattive condizioni.

relazioni       precedente successivo
© 2009  Green Rock Alpine Club  v2.0             built: 15.03.2009