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Jungfrau

4158 m

Cresta sud-est (per il Rottalsporn)

La Jungfrau, con l'Eiger ed il Monch, compone il famoso trittico di alte vette che dominano il centro turistico di Grindelwald, nell'Oberland Bernese. Pur essendo una montagna dalla struttura piuttosto complessa ed articolata, la via normale lungo lo sperone est del Rottalhorn (Rottalsporn) e la sua cresta sud-est non presenta grossi problemi tecnici, anche se non si tratta di una tranquilla camminata. Oltre a porre attenzione agli eventuali crepacci sullo Jungfraufirn, sul Rottalsporn si devono superare alcuni passaggi di arrampicata che possono diventare più impegnativi se innevati o ghiacciati. Inoltre, dopo aver raggiunto la Rottalsattel con un tratto esposto alla caduta di ghiaccio e slavine dal Rottalhorn, si incontra il punto più delicato della salita: un traverso lungo un ripido pendio nevoso (ci si trovano ottimi fittoni di ferro per l'assicurazione) per guadagnare la cresta sud-est, insidioso in presenza di ghiaccio. Il mirabile ed ampio panorama che si gode dalla vetta sull'Oberland Bernese e non solo ripaga ampiamente di tutte le fatiche sopportate. Come per il Monch, se si opta per l'avvicinamento da Grindelwald si può godere (tempo permettendo) del notevole e celebrato colpo d'occhio dalla Kleine Scheidegg sulla parete nord dell'Eiger. Se invece si sceglie come punto di appoggio la Konkordiahutte, ci si trova immersi nel selvaggio ambiente 'himalaiano' dell'Aletschgletscher e del Konkordiaplatz, punto di unione di ben quattro ghiacciai. La salita può essere anche affrontata in giornata dallo Jungfraujoch ma, oltre ad avere già un buon grado di acclimatamento, bisogna fare i conti con i problemi legati al rialzo termico e ad un affollamento ancor maggiore (anche se l'ascensione è sempre e comunque parecchio frequentata) che non partendo all'alba dalla Monchsjochhutte. Oltre alle fettucce, possono risultare utili un paio di dadi o friends ed, eventualmente, viti da ghiaccio.

Difficoltà: PD+ ( II / 45° )
Dislivello: 200m + 750m (Monchsjochhutte) o 750m + 1350m (Konkordiahutte)
Tempo: 0h45 + 3h30-4h (Monchsjochhutte) o 5h30-7h + 5h-6h (Konkordiahutte)

Da Grindelwald (1034 m) o da Lauterbrunnen (800 m) si raggiunge con il caratteristico trenino a cremagliera la Kleine Scheidegg (2061 m), dove si congiungono le due linee ferroviarie; qui occorre cambiare treno per inoltrarsi nel tunnel che, attraverso le rocce dell'Eiger e del Monch, conduce allo Jungfraujoch (3475 m). Per chi non voglia effettuare la salita in giornata ed è diretto alla Monchsjochhutte, dopo esser usciti dalla stazione ferroviaria lungo un tunnel pedonale, si segue la larga e comoda pista battuta dai gatti delle nevi (segnalazioni) che, passando ai piedi del Monch, attraverso i pendii superiori dello Jungfraufirn conduce senza difficoltà tecniche e con pochissimo dislivello alla Monchsjochhutte (3660 m).
Da Fiesch (1050 m), nella valle del Rodano, si sale con la funivia dell'Eggishorn alla stazione intermedia di Kuhboden (2221 m). Da qui si segue un ampio sentiero verso nord-est attraverso la Fiescheralp sino ad oltrepassare la cresta nord-est dell'Eggishorn tramite una galleria (oppure scavalcandola lungo il sentiero a quota 2386 metri; soluzione più faticosa), raggiungendo quindi i pascoli della Marjelenalpe. Si scende verso il Grosser Aletschgletscher, e lo si raggiunge nei pressi del piccolo laghetto glaciale del Marjelensee (2300 m). Dopo aver messo piede sul ghiacciaio, che di solito si presenta con ghiaccio scoperto e detriti in superficie, si supera una zona piuttosto crepacciata mantenendosi sempre preferibilmente sulla destra (salendo) rispetto al centro della vasta superficie glaciale; si punta verso nord-nord-ovest, in direzione del lontano ma già visibile sperone roccioso del Fiescher Gabelhorn dove si trova la Konkordiahutte. Risalito lungamente il ghiacciaio si giunge ai margini dell'amplissima distesa glaciale del Konkordiaplatz, passando ai piedi della bastionata rocciosa sulla quale sorge il rifugio. Qui occorre spostarsi sulla destra per evitare una zona con grandi ed insidiosi crepacci, portandosi progressivamente verso il margine del ghiacciaio, fino a raggiungere (normalmente sono presenti delle segnalazioni) l'inizio del tratto attrezzato con varie scale (numerosissimi i gradini), lungo il quale si supera senza problemi la parete rocciosa che ancora separa dalla Konkordiahutte (2850 m).

Dalla Monchsjochhutte si torna, lungo la larga pista, allo Jungfraujoch da dove si scende lungo lo Jungfraufirn in direzione sud (di solito per una traccia ben evidente) facendo attenzione a qualche crepaccio. Ci si porta, con una breve risalita, alla base del roccioso sperone est del Rottalhorn (Rottalsporn; 3411 m). [1h-1h30]
Partendo invece dalla Konkordiahutte, dopo essere ridiscesi lungo il sentiero attrezzato al Konkordiaplatz lo si attraversa restando sulla destra dell'impressionante spianata glaciale puntando verso nord-ovest in direzione dello Jungfraufirn e dello Jungfraujoch. Si lasciano sulla propria destra dapprima il Gruneggfirn ed in seguito i seracchi che segnano la confluenza dell' Ewigschneefeld nel Konkordiaplatz; raggiunto lo Jungfraufirn lo si risale (qualche crepaccio) sino a portarsi sulla sinistra (oltre gli speroni rocciosi del Kranzberg) alla base dello sperone est del Rottalhorn (3411 m). [2h30-3h]
Da qui si sale lungo lo sperone per facili rocce rotte con qualche tratto nevoso (specie ad inizio stagione) sino a raggiungere una fessura che incide un tratto di parete verticale. Ora vi sono due possibilità: la soluzione più semplice consiste nell'aggirare sulla sinistra il passaggio della fessura lungo un pendio nevoso non difficile (35°, che però può essere insidioso in presenza di ghiaccio e roccette affioranti), superato il quale si riguadagna il filo dello sperone del Rottalhorn nel tratto in cui, perdendo di inclinazione, diviene ampio e nevoso. In alternativa si supera direttamente la fessura (III, utile un friend piccolo); si trova al suo termine un ancoraggio, utile per una eventuale doppia in discesa (anche qui il passaggio si complica in presenza di neve o ghiaccio); si prosegue per rocce più facili (II) che conducono all'inizio del tratto nevoso del Rottalsporn. Si procede quindi lungo la cresta nevosa, facile e non ripida, sino a portarsi alla base della nevosa parete nord-est del Rottalhorn. Qui occorre attraversare orizzontalmente verso destra in direzione del Rottalsattel, facendo attenzione alle soprastanti cornici nevose che possono causare la caduta di blocchi di ghiaccio anche di notevoli dimensioni. Si raggiunge e si supera il crepaccio terminale (qualche problema in più a stagione avanzata) quindi un breve tratto nevoso piuttosto ripido (45°) conduce alla sella nevosa della Rottalsattel (3885 m), che separa il Rottalhorn dalla Jungfrau.
La salita diretta dallo Jungfraufirn lungo il nevoso versante est non è difficile tecnicamente (40°) ma è raramente effettuata in quanto severamente ostacolata specie nella parte alta dalla presenza di numerosissimi ed insidiosi crepacci, anche di notevoli dimensioni; di solito la condizione di innevamento ottimale necessaria per effettuare la salita si riscontra solamente (e non sempre) ad inizio stagione.
Dalla Rottalsattel, superato un breve tratto di cresta nevosa in direzione della Jungfrau, si deve effettuare la parte più delicata della salita: una traversata ascendente verso sinistra attraverso un insidioso pendio nevoso abbastanza ripido (45°, fittoni metallici per l'assicurazione) e spesso ghiacciato, che porta alle rocce miste a neve della cresta sud-est della Jungfrau. Si prosegue quindi lungo questa su terreno misto in prevalenza roccioso (I con qualche passaggio di II; attenzione in caso di ghiaccio), sfruttando sempre per assicurarsi i numerosi e comodi fittoni metallici presenti. Si guadagnano infine le facili rocce inframmezzate da qualche tratto su neve che precedono l'ultimo tratto di cresta nevosa che porta in vetta.
In discesa si segue la via di salita, effettuando eventualmente una doppia per superare il passaggio della fessura nella parte bassa del Rottalsporn.

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