Come accennato in un precedente itinerario,
ad Ornavasso esiste la cosiddetta "Strada del forte" un percorso, anche se
non molto lungo, molto adatto per un breve allenamento o una rapida gita.
I primi tornanti
Questa strada militare è stata costruita, a partire dal 1916, come parte dell’ambizioso piano di difesa elaborato dal nostro Stato Maggiore su input del Generale Cadorna (che era di Pallanza) in funzione difensiva in vista di un’eventuale invasione delle truppe germaniche attraverso la Svizzera. Resti di queste grandiose opere militari si trovano oltre che ad Ornavasso anche nell’entroterra verbanese (Morissolo, Archia), sul Montorfano e presso Cuzzago. E’ stata completata poi a guerra finita fino alle pendici del Massone.
Le gallerie delle trincee
Una trincea
La parte più agibile e che c’interessa (sfruttabile
cioè in salita e non solo in discesa come nell’itinerario del Corte
Vecchio)
va, grosso modo, dalla punta di Migiandone fino alla carrozzabile del Boden. Da
qui consiglierei di salire per la stessa fino alla Chiesa del Boden: di fronte
agli scalini che portano al piccolo parco antistante l’edificio sacro scende
l’antica strada selciata per Ornavasso (attenti ai canalini di scolo ed allo
strapiombo sulla destra).
Quest’osservazione mi fa venire in mente un consiglio da darvi per ottemperare alla nostra "Seconda Legge" (Fare cose divertenti e distensive): alcuni percorsi sono bellissimi se fatti in un senso, neanche da prendere in considerazione se fatti nell’altro.
L'indicazione al centro: strada da non fare in salita
Nella fattispecie la strada del forte non è agibile
in salita dal forte fino all’alpe Barumboda e l’antica strada devozionale
che da Ornavasso sale verso il Boden, è in sostanza impraticabile, in questo
senso, in sella; in discesa entrambi i percorsi sono, anche se "un po’
tecnici" (vedi introduzione) molto divertenti.
Ultimamente la strada per i fortini è stata
interessata da un restauro e dalla posa di cartelli didattico-segnaletici che vi
permetteranno una conoscenza più approfondita della sua storia, appena
sfiorata dai miei brevi accenni precedenti.
Descrizione percorso
Il percorso è molto semplice: dalla Punta di Migiandone presso il grosso cannone contraereo inizia la strada che, con molti tornanti, porta al Forte di Bara, uno spiazzo dove si trovano dei ruderi; sulla mulattiera che abbiamo percorso sono visibili delle gallerie che attraversano la montagna e portano a punti di osservazione o a trincee.
Gli ultimi tornanti
Da qui si prosegue in piano sullo sterrato senza salire sulla destra verso il proseguimento della strada lastricata, che, come accennato, dopo poco (poco dopo) diventa impraticabile.
Successivamente si giunge sull’asfalto della strada Ornavasso-Boden e da qui, in salita, al Boden. In discesa, sull’antica mulattiera, dopo le cappelle della Via Crucis, si passa sotto un cavalcavia e si arriva nei pressi della Chiesa Parrocchiale di San Nicolao del 1587.
Ormai per asfalto incontriamo il vecchio cimitero e l’Oratorio dell’Ottagono, quasi completamente distrutto in un’alluvione del secolo scorso e, purtroppo, mai restaurato, da non confondersi con l’Ottagono Visconteo (una specie di castello) completamente demolito, ma esiste qualche foto a ricordarcelo, per costruire parte delle fortificazioni di cui abbiamo parlato.
Una variante che porta al Santuario
della Madonna di Oropa di Migiandone parte nei pressi del cannone posto sulla
spianata in cima alla mulattiera (cartello in
metallo bianco-azzurro).
Per questo sentiero tecnico, alcuni scalini sono impraticabili in sella, attraverso gli alpeggi di Villa (con molti rustici abbandonati ma in buono stato di conservazione) e Campasc (praticamente una sola casetta in mezzo ad un prato) arriverete presso il citato santuario, bel panorama sulla piana del Toce e il ponte che porta a Cuzzago. Fate un giro per il porticato dove si riparavano i pellegrini e poi per la ben lastricata Via Crucis scendete a Migiandone, possibilità di rifocillarsi al Bar Miniera o alla Cooperativa. Facile ritorno ad Ornavasso per la nuova pista ciclabile o l'asfalto. A me è piaciuta l'inaspettata cascatella nel profondo del bosco poco prima dell'Alpe Villa.
In questi itinerari in terra ornavassese avrete
notato dei vocaboli, indicanti toponimi, non usuali: sono ormai i fossili
dell’antica parlata Walser.
Mi permetto di segnalare per il nostro "Quaderno di
Caccia" il Gruppo Walser d’Ornavasso, curatore delle nostre antiche tradizioni,
fra l’altro promotore della posa della bella ed utile segnaletica di legno che
avrete modo di notare durante le escursioni proposte.
Difficoltà
Anche per principianti.
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