Quest’escursione si deve effettuare in estate quando la neve al passo di Ciamporino è quasi totalmente assente. San Domenico, nota stazione sciistica e accesso al Parco del Veglia, si raggiunge per una stretta carrozzabile nella valle Cairasca da Varzo che si trova sulla strada del Sempione a pochi km dal confine con la Svizzera.
Descrizione del percorso
A San Domenico, 1410 m, con la seggiovia, ci si porta a Ciamporino, 1975 m, si prosegue sulla piana erbosa in leggera salita verso gli impianti dello ski-lift, visibile in fondo sulla destra, si porta la bici in spalla, poco più di un quarto d’ora, fino alla sella alla sinistra dell’impianto (Colle di Ciamporino, 2283 m).
Magnifica vista ora sul Pizzo Diei, 2906 m, che sembra un castello incantato: Paranor o Mordor per gli amanti del genere fantasy. Più prosaicamente la cima è costituita da un enorme ammasso di fine detrito a forma di cupola, sostenuto da fasce rocciose.
Si scende ora sul poco evidente sentiero verso sinistra in un avvallamento, si sta sempre sulla sinistra del prato, proseguendo per il fondovalle verso un fiumiciattolo che si segue, sempre in discesa, per poi attraversarlo, scendendo leggermente verso un gruppo di case che s’intravedono sulla sinistra, passare un altro fiumiciattolo e, dopo una malandata stalla dell’Alpe Bondolero, scendere decisamente a destra attraverso un prato ed un bosco rado verso una pozza d’acqua ed ad una strada di cantiere che a tornanti scende verso Goglio, continuare per quest’ampia carrabile costruita dall’Enel, tralasciando i sentieri.
Al bivio dell’Alpe Agarù, buon punto per una piacevole sosta al fresco del torrente, abbandonare la bella sterrata e dirigersi a destra, attraversando il ponticello di legno, a mezza costa per un sentiero abbastanza pedalabile detto la "Veia dai squetar" (Via degli scoiattoli). Tralasciare il bivio per Deccio, continuare a scendere verso Cravegna, poi, per la strada della miniera, a Crodo e, volendo, a Domodossola, dove avremo avuto l’accortezza di lasciare un’auto per tornare a San Domenico, se qui abbiamo lasciato i mezzi di trasporto.
Calcolare, prendendola con calma, per il percorso circa cinque/sei ore, comprese le soste per foto o rifocillarsi od altro.
Difficoltà
E’
una gita alla portata di tutti, basta avere un minimo di confidenza con la
montagna ed un minimo d’esperienza con la MTB, anche se lunga non è molto
faticosa, a parte il quarto d’ora in cui si porta la bici in spalla, il
dislivello da compiere in salita è minimo: circa 500 metri per un percorso
di 35/40 km complessivi.
Considerazioni personali
Ultimamente l’ENEL ha eseguito molti lavori nelle nostre valli, costruendo anche molte strade di servizio, è un patrimonio da sfruttare per le nostre escursioni almeno fino a quando sarà possibile, perché difficilmente sarà effettuata un’adeguata manutenzione, il passaggio anche sporadico, dei nostri mezzi per qualche anno le conserverà percorribili.
All’inizio degli anni settanta per la messa in opera del famoso metanodotto che arriva fino in Olanda, in Val Ossola, Antigorio e Formazza furono costruite molte strade di servizio che ormai sono completamente cancellate e non più usabili dagli escursionisti, forse perché allora non esisteva la MTB! Ultimamente è stato eseguito praticamente il raddoppio delle tubature esistenti: per la bassa Val Ossola si parla di una pista ciclabile che la percorrerà per un lungo tratto sfruttando, appunto, i lavori di posa effettuati, MA I LAVORI ORMAI SI SONO FERMATI E NIENTE SMUOVE L'INERZIA DEGLI ATTUALI AMMINISTRATORI PROVINCIALI!
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