Bel percorso nelle valli e colline dell’entroterra
di Verbania, totalmente a circuito, è possibile effettuarlo in tutte le stagioni,
salvo imponenti nevicate, permette di dare uno sguardo a bellissimi luoghi a due
passi da una, ormai, trafficata città, ancora con il loro fascino d’un tempo.
Descrizione del percorso: 30% asfalto (rugoso in entrambi
i sensi dell'aggettivo), 70% varie
tipologie di terreni adatti alla MTB!
Lasciamo l’auto nel posteggio di Ramello (m 330), frazione di Cambiasca, all’inizio della Valle Intrasca.
Per fare una cosa più fine possiamo, lasciata l’auto al cimitero di Cambiasca, prendere un breve sterrato a destra dello stesso che ci porterà a Ramello.
Per asfalto, portiamoci all’interno di questa stretta valle dove i paesi sono in alto alla ricerca del sole.
Passiamo da Ponte Nivia con il bivio per Intragna, proseguiamo per Aurano tralasciando anche la diramazione per Scareno, la strada asfaltata ora sale con facili tornanti ad Aurano (m 680).
Dal paese, nei pressi delle ultime case, in prossimità d’alcuni garage, verso la strada per la Segletta (su questa angusta stradina alcuni anni addietro è passato una tappa del Giro d’Italia) scendiamo a destra, per pochi metri, in un prato ed entriamo in Via Manegra che, ovviamente, porta all'omonima località.
Ci avviamo dunque per la valle per la vecchia mulattiera al 95% pedalabile, passiamo tra alpeggi abbandonati, emozionanti guadi nei pressi di cascatelle che in inverno si trasformano in impressionanti ammassi di ghiaccio, vari ponticelli, incontriamo il quasi sempre abitato Alpe Erbia (m 750) ed arriviamo in breve sul sentiero erboso che attraversa i prati inferiori di Manegra.
Attraversiamo la provinciale per Piancavallo e dirigiamoci a destra su un’ampia sterrata alla località Luera; da qui continuiamo fino al termine della pista, tralasciando un sentiero segnato a sinistra, arrivando nei pressi del campo da golf, che siamo costretti ad attraversare per un breve tratto.
Portiamoci, ora, verso la piazzetta inferiore di Pian di Sole: a destra e poi subito a sinistra sul tratturo nel bosco e poi tra i prati dove passiamo sotto gli skilift bassi della stazione sciistica, costeggiando sulla destra il Sasso Corbè.
Ad un bivio, quando la strada sterrata spiana leggermente, prendiamo la biforcazione meno evidente a destra arrivando a Cortaccia, qui finisce la gippabile e uno stretto tracciato con forte pendenza ci farà giungere alla presa dell’acquedotto di Esio e poi per asfalto al paese.
Continuando in lieve ascesa raggiungiamo il bivio nei pressi di Pian Nava, costeggiamo il Monte Cimolo dal lato Nord su un ampio tagliafuoco ed arriviamo a Roncaccio di Bèe.
Scendiamo per pochi metri sull’asfalto poi al bivio a destra, nei pressi di un grosso condominio, ci immettiamo con cautela su un dapprima stretto sentiero e raggiungiamo una scalinata a fianco di una chiesetta, attraversata la strada continuiamo per il lastricato passando sotto la provinciale, al successivo incrocio a T[1]andiamo a destra per un viottolo fino a ritrovare la provinciale, la attraversiamo e senza arrivare in paese costeggiamo a Nord su una stradina il monticello che sovrasta Bureglio, località di Vignone, scendendo ormai verso la valle Intrasca[2], caratteristico il passaggio su un masso erratico che sbarra il cammino.
Giunti ad una coltivazione di fiori, presso
"Ca'
di Mui", la rasentiamo a Nord e poi prendiamo a destra giungendo, dopo un
percorso un poco scivoloso e non facile da individuare nel bosco, ad un laghetto
formato da una centralina elettrica nel torrente San Giovanni, passiamo il ponte
e giunti a Ramello cerchiamo il posteggio dove abbiamo lasciato l’auto.
Consiglio una visita per ritemprarsi all’unico esercizio del paese, non una vera osteria ma una specie di bar fermatosi agli anni sessanta, dove, da un momento all’altro ci si aspetta di veder entrare dalla porta un Fonzie nostrano, che con un pugno ben assestato fa partire il vecchio Juke Box (ancora presente nel locale).
Difficoltà
Per principianti, ma gli esperti si divertiranno lo stesso.
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[1]
Può sembrare un controsenso parlare di "incrocio a T" ma nella
cosiddetta "crux commissa" il braccio orizzontale poggia al di sopra di
quello verticale. Viene anche detta croce a Tau=T in greco o croce di S.
Antonio. Da "Il libro dei segni e dei simboli" I. Schwarz-Winklhofer, H.
Biedermann, Casa Editrice Bietti Milano.
[2]
Avevo scritto Intasca, forse perché la conosco bene come le mie tasche!
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